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CIÒ CHE TUTTI DOVREBBERO SAPERE SULL’EMERGENZA – Scardovelli intervista Stefano Manera

Mauro Scardovelli incontra il dottor Stefano Manera, anestesista e rianimatore, che nel periodo più cruciale dell’emergenza ha lavorato al pronto soccorso di Bergamo. In questa intervista disponibile su Davvero TV viene analizzato il problema Covid, individuandone e chiarendone gli aspetti più importanti e rendendoli comprensibili a tutti.

Oggi, dopo molti mesi dall’inizio dell’emergenza, non esiste ancora un piano terapeutico ufficiale per la cura del Covid-19 spiega il dottor Manera: “I medici sono disorientati. Alcuni sono addirittura spaventati dal non poter curare i pazienti perché ad oggi nessuno ha fornito, in maniera ufficiale, uno schema terapeutico da seguire”. 

Secondo Manera in realtà, le tre fasi del Covid-19, per chi le ha potute osservare da vicino, sono oramai evidenti, ed è chiaro anche il tipo di interventi da adottare, a partire dalla cosiddetta fase 0: “È la fase che abbiamo in tutta la vita: quella della prevenzione. Nessuno in tutti questi mesi ha parlato di prevenzione. Perché un altro dato incontrovertibile è che i pazienti sani non si ammalano, o comunque non si complicano”. 

Prevenire e intervenire con puntualità sono le misure indispensabili che, se messe concretamente al primo posto, possono modificare, risollevare e rilanciare le sorti del nostro Paese.

Segui l’intervista di Mauro Scardovelli su Davvero Tv. 


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14 commenti

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  • Un nuovo samizdat*, circolazione sotterranea di contenuti autentici e liberi
    Settembre 28, 2019 / gpcentofanti

    Se il sistema impone i propri orientamenti tacitando, dove non perseguitando, ogni altra pur pacifica e dialogante voce è possibile trovare contributi ad un’autentica ricerca? Un criterio decisivo è valutare per esempio un periodico dal pluralismo che lascia esprimere. Talora intuizioni non allineate si trovano nei blog personali, nelle note di commento, per esempio su Facebook, in alcuni video su Youtube… Ma in certi casi anche per queste vie voci profonde vengono silenziate, pure su media che si proclamano paladini della aperta condivisione. Nello spegnimento diffuso a causa dell’omologazione del pensiero unico chi per un pervicace dono del cielo cerca ancora la verità spesso deve spulciare in questi anfratti. E ancor più cercare, per un credente prima di tutto nella preghiera, il contatto dal vivo con chiunque possa segnalarsi come portatore di piste innovative. Non per nulla il contatto dal vivo è ciò che più può venire temuto da certi poteri.
    https://gpcentofanti.altervista.org/dove-viene-il-regno-di-dio/

    *Samizdat: Denominazione («auto-edizione») usata per indicare la diffusione, nell’URSS, di opere letterarie o saggistiche al di fuori dell’editoria ufficiale.

    • Ecco un’altra caratteristica di questa dittatura: si definisce a favore del libero pensiero. Ma il solo libero pensiero può essere il suo. Dunque questi media si smascherano facilmente per la monotona ripetitività dello stesso refrain politically correct. È fondamentale che i siti davvero pluralisti, come finora mi pare Byoblu, si dotino di un referente disposto a dialogare almeno telefonicamente con la gente. Interessante a tal proposito osservare che persone come Socrate e Gesù non hanno scritto. Come mai? Perché lo scritto resta sempre in parte un’astrazione mentre il dialogo dal vivo comporta un discernimento vivo, ad personam, pieno di mille sfumature che si chiariscono nella condivisione nel tempo. Il salto di qualità dallo sfacelo del tecnicismo al ritorno alla libera, plurale, ricerca umana comporta un ritorno alla condivisione dal vivo. In tal senso già la via dei video può sotto certi aspetti venire considerata un piccolo passo in avanti.

  • Ho ascoltato con piacere, ma purtoppo l’elenco dei farmaci che il dott. Manera indica come terapia per il covid a casa, vissiccuro non la da nessuno, almeno dove vivo io, in Umbria a Terni, spero di sbagliarmi, ma relativamente alle persone che conosco e che si sono ammalate di covid, la serie di farmaci non vengono prescritti. Sono malata io stessa ho fatto il tampone venerdì scorso e devo dire che incredibilemente, sono riuscita a farlo il giorno dopo della richiesta alla usl del mio medico. Sono positiva, ma è dal 31 ottobre che ho accusato i primi sintomi, tosse secca, leggera diarrea e un po’ di febbre (max. 37,7) ma bessuno mi ha dedicato 5 minuti per spiegarmi cosa assumere. Sono stata fortunata perché i sintomi sono stati leggeri e quindi superabili, considerate che non ha alcuna patologia, ma ho 66 anni. Ora non mi va di accusare così tanto per farlo, ma io non capisco i medici di base, perché non ti dicono niente e se stai male ti mandano in ospedale. Un mio collega ha avuto 40 di febbre vari giorni ed il suo medico gli ha prescritto solo la tachipirina, al termine di 10 giorni la febbre era passata ma lui è dovuto andare in ospedale per carenza di ossigeno, ora fortunatamente sta meglio. E’ vero che i medici di base hanno troppi assistiti, ma come mai durante tutti questi anni dove sono stati fatti tagli lineari alla sanità nessuno di loro ha mai alzato la voce? Dov’era l’ordine dei medici, che si fa sentire oggi solo per dire che è meglio il lockdown? Tutti hanno accettato lo scempio fatto sulla sanità anno dopo anno senza alzare un dito, ed ora si lamentano che non ce la fanno, almeno provateci, fatevi dare tutte le attrezzature necessarie ed andate dai vostri pazienti, il vostro stipendio c’è perché ci sono loro, bisognerebbe non dimenticarlo. Come ho detto prima sono una persona anziana e mi ricordo che quando ero bambina il medico veniva a casa a qualsiasi ora, e a volte suonava anche se non lo avevi chiamato per sincerarsi della malattia. Ora per carità non voglio fare la nostalgica, ma dov’è un minimo di amore verso la vostra professione? Nessuno vi ha obbligato a seguire all’università il corso di medicina, è meglio che ve ne andiate a fare qualche altra cosa che nascondersi dentro al camice bianco.

  • Questi contributi vanno divulgati alla massa. Il Governo attuale e il CTS sono marionette nelle mani dei grandi gruppi finanziari e farmaceutici: dobbiamo liberarcene!!

  • Sono francese e il dott. Raoul dal centro ospedale universatario di Marsiglia CHU ha curato con questo dosaggio: 1360 hydroxychloroquine + 508 azithromycine + 300 zinco e ha ottenuto risultati ottimi su numerosi pazienti.
    Il ministero della salute francese non ha mai voluto approfondire e ha fatto tutto è continua a fare tutto per proibire la hydroxychloroquine. Vedere : https://www.chedonna.it/2020/10/28/covid-denuncia-farmaceutica/

  • In Francia c’è un grande conflitto di interessi.  Lo stato e medici appoggiano il Remdivisir della Gilead (grossissima azienda farmaceutica americana) che l’OMS a dichiarato non curare il Covid19 ma non solo procurare danni ai reni. Riccordarte anche c’era nel trattamento di Trump. “Bella pubblicità ! “. E bene. L’Europa a comprato più  di 500.000 dosi e le propone gratis agli  enti ospedalieri europei. E bene, il Ministero della sanità francese lo preconisa e l’ANSM ( agenzia  nazionale di sicurezza delle medicine) ha impedito la prescrizione della idrossiclorochina. Prezzo Remdivisir 390 € il flacone x 5 giorni di cura contro 4,5 € X 30 compresse. 

    Vi mando i testi in francese

    Per questo motivo il più grande centro ospedaliero universitario di Marsiglia porterà in giustizia l’ANSM per non assistenza a persone in pericolo visto che dichiarano di avere ottenuto buoni risultati con il trattamento: idrossiclorochina + azitromicina + zinco.

    Ci sono miliardi in gioco e c’è n’è sono con i test e sicuramente con il futuro vaccino. 

  • Sulla idrossiclorochina, se proprio si devono fornire indicazioni terapeutiche direttamente alla gente, a mio avviso, è sempre utile spiegare bene il motivo principale del “misunderstanding”.
    L’idrossiclorochina è un farmaco sicuro ? Si, indubbiamente.
    Ma come tutti i farmaci ha degli effetti collaterali e, tra questi, c’è un possibile blando allungamento dell’intervallo QT nella ripolarizzazione cardiaca, che non comporta nessun problema nella stragrande maggioranza della popolazione. Solo chi ha già geneticamente un QT prolungato (“sindrome del QT lungo”, che favorisce la comparsa di aritmie maligne) può avere problemi, ma la cosa vale per almeno un’altra dozzina di farmaci con lo stesso effetto.
    Questa è la situazione che riguarda il trattamento usuale delle patologie autoimmunitarie e malariche, e che non ha mai dato adito a problemi o discussioni.
    Nel trattamento del Covid19, venivano associati 2, a volte 3 farmaci con lo stesso effetto di allungamento dell’intervallo QT (azitromicina, lopinavir/ritonavir) in pazienti anziani, spesso cardiopatici, che, oltre ad essere particolarmente vulnerabili all’instabilità elettrica del cuore, prendevano già altri farmaci che allungavano il QT (alcuni antiaritmici, antidepressivi, antipsicotici, regolatori della motilità gastrica…) formando un miscuglio oggettivamente pericoloso che può aver contribuito a qualche decesso non previsto. Che poi il ruolo di farmaco pericoloso se lo prenda quello più a buon mercato, ci sta.
    Già nel primissimo periodo della diffusione del SARS-cov2, quando si conosceva poco o niente, molti medici, alla comparsa di una sintomatologia influenzale un poco atipica rispetto alle precedenti, si auto-prescrivevano, “a naso”, idrossiclorochina e FANS (e antistaminici ), con buoni risultati.
    Da chiarire che l’idrossiclorochina è utile nella fase iniziale dell’infezione virale con reazione infiammatoria iniziale, ma va abbandonata per i farmaci menzionati da Manera nelle fasi più avanzate e, ovviamente, facendo attenzione alle associazioni e al QT (sul fatto che ogni medico controlli il QT del paziente, magari per telefono, prima di prescrivere i vari farmaci summenzionati, ho parecchi dubbi).
    Per quanto poi riguarda la prevenzione (fase 0), per rimanere sani occorre: attività fisica, buona e sana socialità, mangiare sano e ridurre lo stress. Quesito: gli anziani che vogliamo (giustamente) salvare, se li rinchiudiamo in casa (senza palestre e sale da ballo, ritenute non essenziali), soli, senza l’abbraccio dei nipotini, con l’angoscia dei figli senza lavoro e senza più una buona ragione per vivere, non è che ce li ritroveremo in massa nelle sale rianimazioni, a prescindere da qualunque virus sia in circolazione ?

  • Scardovellir dovrebbe lasciare parlare… Il suo intervento ha spostato il discorso medico….. Dispiace perché così si mescolano le motivazioni e non si può fare……

  • idrossiclorochina è acquistabile senza ricetta? con che nome commerciale si trova il farmaco? chiedo queste informazioni per via della (chiamiamola cosi) troppa cautela del mio medico curante il quale attenendosi alle direttive generali ha escluso a priori l’utilizzo di idrossiclorochina.
    come va somministrata?
    essendo un anti malarico, ricordo in un mio viaggio nel sud est asiatico, la prendevo 1 volta al giorno a cadenza regolare. é da intendersi questa la somministrazione?

  • Ecco un medico che fa il medico, non è colluso, ha umanità, capacità e coscienza. Infatti i masmedia di regime lo ignorano.

  • Ecco un medico che fa il medico, non è colluso, ha umanità, capacità e coscienza. Infatti i masmedia di regime lo ignorano. Ho già scritto questo commento? Lo ripeto!

  • Articolo copiato da Ansa.it Salute e benessere 13/11/2020
    Covid, ecco la bozza del protocollo per le cure a casa, no antibiotici e cortisone

    “Paracetamolo per i sintomi febbrili, gli antinfiammatori se il quadro clinico del paziente Covid inizia ad aggravarsi, cortisone solo in emergenza per evitare di aggredire il sistema immunitario del malato. Nessun antireumatico, nè antibiotici. Eparina per le persone che hanno difficoltà a muoversi”. Sono queste le indicazioni terapeutiche per le cure a casa dei malati di Covid contenute nella bozza del Protocollo messo a punto dal gruppo di lavoro del Ministero della Salute.

    Quindi ci vogliono morti!!!

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