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La gallina di Stalin e l’anno che verrà – Francesco Carraro

La Gallina di Stalin - Carraro Byoblu

di Francesco Carraro

Mi è capitato di imbattermi in un aneddoto su Stalin. Non so se sia davvero farina del sacco del celebre despota, oppure no. Ma quel che qui interessa è il messaggio, che starebbe bene in bocca a qualsiasi dittatore. O anche a certi convinti assertori del cosiddetto “Grande Reset” del capitalismo planetario.

Dunque, nella storiella in questione, Stalin – davanti alla platea adorante e terrorizzata dei suoi sottoposti –  piglia una gallina e la spenna viva. Poi rimette per terra il pennuto dolorante, si allontana, recupera un sacchetto di miglio, sparge un po’ di chicchi per terra e la gallinella corre subito da lui per beccarli.

La morale della favola, per il capo della Russia comunista, era semplice:

 “Così si governano gli stupidi. Avete visto come la gallina mi inseguiva nonostante tutto il dolore che gli ho procurato. La maggior parte dei popoli sono così. Continuano a seguire i loro governanti e i politici nonostante tutto il dolore che gli provocano, con il solo scopo di ricevere un regalo da niente o semplicemente un po’ di cibo per qualche giorno”.

Il meccanismo è attualissimo e funziona in un duplice senso: materiale e “spirituale”, per così dire. Sotto il primo profilo, il grande reset del capitalismo  è stato proposto durante una riunione virtuale, del giugno scorso, dal signor Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum. Per di più, alla presenza dei maggiorenti del Fondo Monetario Internazionale, Banca mondiale e compagnia briscola. Ed è stato compreso, nella sua essenza, dall’economista, e analista geopolitico, Peter Koenig il quale ha additato la natura eversiva del progetto:

Sostituire il frutto del lavoro, vale a dire il salario per il lavoro dignitoso, con un reddito di base universale (UBI), creando una dipendenza dal sistema e demolendo il lavoro umano e ciò che resta dell’autostima”.

In parole povere, la famosa ricetta del reddito di “cittadinanza”, “inclusione”, “universale”. Che non è affatto una misura progressista, sociale e di sinistra come vorrebbe far credere il Guru Grillo alle anime belle dei Cinque Stelle: è uno dei cardini del pensiero neo-liberista: mano libera al mercato, espulsione dallo stesso dei meno competitivi e sopravvivenza garantita a questi ultimi con le famose mancette di “dignità”.

Ora vogliono traslare questa trovata su vasta scala. Quanta più gente sarà intruppata nelle file dei “sussidiati minimi”, tanto più aumenterà il numero dei neo-proletari inoffensivi. Non già condannati a un destino da fame, foriero di spinte ribellistiche, ma tenuti semmai sulla corda di un caritatevole  obolo, da meritare strada facendo cambiando “abitudini” e rispettando le “regole”.

Ma c’è un altro aspetto da considerare. Ed è la creazione di quella che gli esperti di programmazione neurolinguistica  chiamerebbero una nuova “mappa del mondo” collettiva. Una mappa concepita in alto loco e spacciata dalla formidabile cinghia di trasmissione dei media mainstream. Essa, però, non ha a che fare con la “sopravvivenza” fisica (a quella penserà il reddito di cui sopra).  Ha a che vedere, semmai, con la “vitalità” interiore, personale, morale; a voler usare un vocabolo impegnativo: “spirituale”, appunto. O, altrimenti detto, con la famosa “libertà”. Che si traduce, in definitiva, nella possibilità di espandere al massimo la sfera delle proprie potenzialità, capacità, ambizioni. E che rappresenta, se ci fate caso, l’ambiziosissimo programma sociale, ma anche “individuale”, della nostra Costituzione del 1948.

In particolare laddove, all’Articolo 4, la suprema Carta si impegna a offrire ai cittadini un contesto in cui poter consentire a (ed esigere da) tutti lo svolgimento di “un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

Ebbene, il Nuovo Ordine prossimo venturo, “favorito” dal Covid-19 –  ma “progettato” dalle cupole opache ed elitarie del globalismo coatto – prevede che le masse siano spennate esattamente come la gallina di Stalin. E non solo, o tanto, dei diritti fondamentali, quanto piuttosto, e soprattutto, delle condizioni minime necessarie per poter esercitare nel modo più ampio, compiuto ed effettivo quegli stessi diritti in cui la libertà si sostanzia.

Per parte sua, la Matrice Mondialista offrirà a questi individui “nudi” (anzi, “spennati”), oltre alla pagnotta, un altro genere di cibo: la garanzia della salvezza (non della salute, badate bene) da questo virus, e da tutti quelli a venire. Ecco la  nuova mappa del mondo cui accennavamo poc’anzi: una griglia di interpretazione e lettura della realtà dove ciò che conta è essere “immuni” da un agente patogeno: oggi il Covid, domani chissà.

E in nome di questo privilegio, anzi in cambio di esso, gli atterriti abitanti del pianeta accetteranno qualsiasi collaterale misura: preventiva, contenitiva o punitiva. Anzi, saranno persino riconoscenti per essere stati spiumati a dovere, nonché giulivi per aver sofferto abbastanza, ma non troppo.

E le sparute minoranze che si rifiutano di “adattarsi”? Se non si organizzeranno per tempo, in una massa critica, faranno la fine dei “cretini” della famosa canzone di Dalla. Insomma: “Senza grandi disturbi qualcuno sparirà”.

 

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Perchè come dice Noam Chomsky nelle "10 leggi del potere", il potere lo detiene chi sta sotto, se è unito e non si lascia condizionare dall'industria delle P.R.. Ascoltiamo con attenzione quello che esce dal nostro cuore e confrontiamolo con quello che ci propina la così detta "informazione sicura"...... succederà qualcosa di fantastico!!!
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