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LE SOLUZIONI ALL’IMMIGRAZIONE DI MASSA. L’ESEMPIO DEGLI STATI UNITI – Edoardo Gagliardi

Tra il 1910 e il 1915 negli Stati Uniti sbarcarono oltre 15 milioni di immigrati, soprattutto dall’Europa centro-meridionale.

Si trattò di uno dei più imponenti spostamenti di masse umane della storia, che continuò in maniera incessante anche negli anni successivi. Tuttavia l’immigrazione, lungi dal rappresentare un fenomeno positivo, provocò non pochi problemi alla società americana: aumento della povertà, criminalità, creazione di ghetti, disoccupazione.

Per questo motivo un grande movimento di opinione riuscì a fare pressione dal basso per spingere il Congresso e alcuni Presidenti a promulgare delle leggi al fine di restringere e ridurre sostanzialmente l’immigrazione. Edoardo Gagliardi, studioso di demografia politica ed immigrazione, racconta nel suo libro ‘The Great Invasion. Storia dell’Anti-immigrazionismo negli USA 1882-1965’ le vicende di un periodo storico degli Stati Uniti poco conosciuto e che offre numerosi parallelismi con la situazione attuale in Europa, caratterizzata da flussi migratori continui e non regolati.

Il libro offre delle soluzioni possibili ad un problema che, spesso, la politica si rifiuta di affrontare in maniera realistica e razionale.

UN CANALE TELEVISIVO UNICO NAZIONALE PER I CITTADINI. LA SFIDA, ENTRO IL 10 APRILE.

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Youtube ha oscurato il canale di Byoblu. La giustificazione? Le riprese di una manifestazione di piazza di 7 mesi. Per i cittadini, niente diritto di cronaca! Oltre mezzo milione di iscritti costruiti in 14 anni di sacrifici andati in fumo. Duemila interviste a giudici della Corte Costituzionale, politici, economisti, magistrati, avvocati, giornalisti, intellettuali, duecento milioni di visualizzazioni video, tutti i vostri commenti, tutte le vostre condivisioni… tutto andato in fumo!
Abbiamo la possibilità di acquistare un canale nazionale sul digitale terrestre, in una buona numerazione, a un prezzo molto al di sotto del valore di mercato. Servono poco meno di 150 mila euro, e poi Byoblu e DavveroTV entreranno nelle case di tutti gli italiani, dalla Sicilia alla Valle d’Aosta. Bisogna raggiungere questa cifra entro il 10 aprile. Se ci state, se accettate la sfida, fate la vostra donazione ed entriamo, tutti insieme, nella storia, dalla porta principale.

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€10,00 18 Aprile 2021
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Non dovete mollare mai!

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Uniti siamo forti

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€20,00 18 Aprile 2021
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€10,00 18 Aprile 2021
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Giulio

€10,00 18 Aprile 2021

Avanti cosi.

SF

Silvia Franchetto

€10,00 18 Aprile 2021

Bravissimi, professionali e dedicati. Avanti così.

Utente anonimo

Anonimo

€10,00 18 Aprile 2021

 

2 commenti

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  • Le motivazioni profonde della geopolitica

    Molti paesi sono finiti nelle mani della finanza, dei potenti di internet, della Germania nell’Unione europea. Poteri per molti aspetti senza controlli. La politica, la grande informazione, totalmente in loro mano. Urge creare reti alternative e plurali dal basso. Vi sono dominanti alternativi a questo deep state, si pensi anche alla Russia, che non danno segno nemmeno essi di cercare un’autentica democrazia. La gente può talora in parte tifare per loro per cercare di opporsi al sistema. Loro sperano nell’appoggio della gente. Un sincero rinnovamento sta nel lasciare al popolo, alla specifica persona, il diritto di scegliere la propria formazione scolastica e quindi poi un’autentica possibilità di partecipare all’informazione. https://gpcentofanti.altervista.org/media-liberi-e-media-di-sistema-scoprili-da-solo/ Vi è dunque gran bisogno del sorgere e svilupparsi di realtà che cerchino di cogliere le necessità di tanti.

    Nella società degli apparati possono emergere con la ribadita evidenza di un martello pneumatico i riferimenti per esempio di una testata. Un sistema nel quale la ricerca del vero, con il variegato aiuto di tutti, sembra nella cultura e nei media essere quasi del tutto sparita. Da cosa finiscano per dipendere le testate lo si vede anche proprio dal suicidio di spegnere con le solite parole d’ordine la viva ricerca dei più, il desiderio di leggere, di informarsi.

    Ma così si va verso il crollo. Vi è un estremo bisogno di luoghi di dialogo aperto, dove si dia voce a chi ha contributi da dare alla ricerca a tutto campo del vero. E anche a ciascuna persona, in quanto tale portatrice di esperienze, speranze, domande, difficoltà, che possono far molto riflettere chi si lascia mettere in discussione. Non dare voce meramente in base alle veline, ai ruoli formali, alla notorietà. Ossia ai criteri appunto degli apparati. Allora emerge chi è in cerca di luce, emergono le intuizioni originali, la condivisione, che stimolano una vita viva, dal vivo, non spenta nelle astrazioni del solo virtuale.

    È possibile tutto ciò? Bisogna animare dal basso, per esempio creando testate coordinate da pochi professionisti e con i contributi gratuiti di molti. Uscendo dunque dalle logiche del mercato. Una specie di nuovo samizdat (= editoria in proprio. In sostanza diffusione clandestina di testi). La società della tecnica sta spogliando l’uomo di tutto, l’uomo-apparato viene sempre più sostituito dalla macchina, al punto che forse solo dal sempre più possibile crollo di ogni cosa emergerà il bisogno di una società che favorisca la libera maturazione, partecipazione, di ciascuno. La complementarietà e non la concorrenza tra la persona e la macchina.

    La cultura e l’informazione dei grandi numeri sono dunque dominate dai sopra menzionati poteri del momento. Impressionante vedere come nemmeno vi sia bisogno nella varia comunicazione di nascondere da dove provengano le veline. Spesso la cosa è lampante. Forse entro certi limiti qualche spazio può venire creato come accennavo da piccole testate ma il pensiero viaggia sulle gambe delle persone e le logiche del potere si possono per certi versi talora riprodurre anche nel piccolo. Chi cerca il vero con tutto il cuore dovrà prendere il buono, la parte di buono, che riesce a cogliere, ovunque si possa trovare. Consapevole di essere egli stesso in un cammino di conversione, dunque soggetto a possibili limiti e inconsapevoli ripiegamenti. Un rischio può risultare per esempio quello dello spiritualismo, dedito alla vita di un’anima disincarnata e poco attento ai drammi della vita concreta. O l’intellettualismo, il dottrinarismo astratto. Ma rischio è anche l’esatto contrario, il pragmatismo. La grazia di una conversione sempre più profonda può aiutare a superare gradualmente anche questi riduzionismi della cultura odierna.

    Su tali scie una pista potrebbe risultare quella di scovare e mettere in rete i siti di persone singole che appaiono sinceramente in ricerca (si veda per esempio https://gpcentofanti.altervista.org/ ). Altra strada percorribile quella di siti pluralisti (come Sinodalità: https://cercogesu.altervista.org/ ). Può rivelarsi essenziale che la varia partecipazione avvenga gratuitamente e si escludano forme di guadagno. Dunque libertà dalle soffocanti logiche commerciali e alternativa al pensiero unico dominante. Certo in una almeno inizialmente non facile ricerca di farsi diffusamente conoscere, dato il muro opposto a ciò dalla grande comunicazione. La ricerca personale del vero e la condivisione stimolano il superamento dei possibili limiti culturali suddetti perché non separano vero e vita concreta, come avviene nei codici astratti degli apparati.

    Decisivo, in mezzo a tali speranze e difficoltà, il cammino dal vivo, per esempio nelle comunità cristiane. Bisogna cercare guide serene, con un profondo e lungo percorso di sequela. Pur con i limiti che anche lì possono emergere nel tempo. Per noi cristiani dunque la speranza e la fiducia più profonda sta nel lasciarci portare da Gesù. È Lui che conduce non con meccanica, perfezionistica, efficienza ma con la sua amorevole sapienza il nostro andare. Morto come un malfamato eppure risorto per sempre.

  • Le strutturazioni mentali e la geopolitica

    Molti paesi sono finiti nelle mani della finanza, dei potenti di internet, della Germania nell’Unione europea. Poteri per molti aspetti senza controlli. La politica, la grande informazione, totalmente in loro mano. Urge creare reti alternative e plurali dal basso. Vi sono dominanti alternativi a questo deep state, si pensi anche alla Russia, che non danno segno nemmeno essi di cercare un’autentica democrazia. La gente può talora in parte tifare per loro per cercare di opporsi al sistema. Loro sperano nell’appoggio della gente. Un sincero rinnovamento sta nel lasciare al popolo, alla specifica persona, il diritto di scegliere la propria formazione scolastica e quindi poi un’autentica possibilità di partecipare all’informazione. https://gpcentofanti.altervista.org/media-liberi-e-media-di-sistema-scoprili-da-solo/ Vi è dunque gran bisogno del sorgere e svilupparsi di realtà che cerchino di cogliere le necessità di tanti.

    Nella società degli apparati possono emergere con la ribadita evidenza di un martello pneumatico i riferimenti per esempio di una testata. Un sistema nel quale la ricerca del vero, con il variegato aiuto di tutti, sembra nella cultura e nei media essere quasi del tutto sparita. Da cosa finiscano per dipendere le testate lo si vede anche proprio dal suicidio di spegnere con le solite parole d’ordine la viva ricerca dei più, il desiderio di leggere, di informarsi.

    Ma così si va verso il crollo. Vi è un estremo bisogno di luoghi di dialogo aperto, dove si dia voce a chi ha contributi da dare alla ricerca a tutto campo del vero. E anche a ciascuna persona, in quanto tale portatrice di esperienze, speranze, domande, difficoltà, che possono far molto riflettere chi si lascia mettere in discussione. Non dare voce meramente in base alle veline, ai ruoli formali, alla notorietà. Ossia ai criteri appunto degli apparati. Allora emerge chi è in cerca di luce, emergono le intuizioni originali, la condivisione, che stimolano una vita viva, dal vivo, non spenta nelle astrazioni del solo virtuale.

    È possibile tutto ciò? Bisogna animare dal basso, per esempio creando testate coordinate da pochi professionisti e con i contributi gratuiti di molti. Uscendo dunque dalle logiche del mercato. Una specie di nuovo samizdat (= editoria in proprio. In sostanza diffusione clandestina di testi). La società della tecnica sta spogliando l’uomo di tutto, l’uomo-apparato viene sempre più sostituito dalla macchina, al punto che forse solo dal sempre più possibile crollo di ogni cosa emergerà il bisogno di una società che favorisca la libera maturazione, partecipazione, di ciascuno. La complementarietà e non la concorrenza tra la persona e la macchina.

    La cultura e l’informazione dei grandi numeri sono dunque dominate dai sopra menzionati poteri del momento. Impressionante vedere come nemmeno vi sia bisogno nella varia comunicazione di nascondere da dove provengano le veline. Spesso la cosa è lampante. Forse entro certi limiti qualche spazio può venire creato come accennavo da piccole testate ma il pensiero viaggia sulle gambe delle persone e le logiche del potere si possono per certi versi talora riprodurre anche nel piccolo. Chi cerca il vero con tutto il cuore dovrà prendere il buono, la parte di buono, che riesce a cogliere, ovunque si possa trovare. Consapevole di essere egli stesso in un cammino di conversione, dunque soggetto a possibili limiti e inconsapevoli ripiegamenti. Un rischio può risultare per esempio quello dello spiritualismo, dedito alla vita di un’anima disincarnata e poco attento ai drammi della vita concreta. O l’intellettualismo, il dottrinarismo astratto. Ma rischio è anche l’esatto contrario, il pragmatismo. La grazia di una conversione sempre più profonda può aiutare a superare gradualmente anche questi riduzionismi della cultura odierna.

    Su tali scie una pista potrebbe risultare quella di scovare e mettere in rete i siti di persone singole che appaiono sinceramente in ricerca. Altra strada percorribile quella di siti pluralisti. Può rivelarsi essenziale che la varia partecipazione avvenga gratuitamente e si escludano forme di guadagno. Dunque libertà dalle soffocanti logiche commerciali e alternativa al pensiero unico dominante. Certo in una almeno inizialmente non facile ricerca di farsi diffusamente conoscere, dato il muro opposto a ciò dalla grande comunicazione. La ricerca personale del vero e la condivisione stimolano il superamento dei possibili limiti culturali suddetti perché non separano vero e vita concreta, come avviene nei codici astratti degli apparati.

    Decisivo, in mezzo a tali speranze e difficoltà, il cammino dal vivo, per esempio nelle comunità cristiane. Bisogna cercare guide serene, con un profondo e lungo percorso di sequela. Pur con i limiti che anche lì possono emergere nel tempo. Per noi cristiani dunque la speranza e la fiducia più profonda sta nel lasciarci portare da Gesù. È Lui che conduce non con meccanica, perfezionistica, efficienza ma con la sua amorevole sapienza il nostro andare. Morto come un malfamato eppure risorto per sempre.

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