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FUORI DALLA GABBIA DEL PRESENTE: I POSSIBILI SCENARI FUTURI NEL MONDO – Roberto Poli

Quale momento migliore per parlare di futuro se non alla fine di un anno? Il 2020 è stato un anno difficile, un anno diverso. Un anno in cui si potrebbe affermare che sono avvenuti molti cambiamenti. Ma è davvero così?

Guardando anche al passato, la verità è che i cambiamenti sono sempre esistiti nella storia dell’umanità. La differenza è che quelli di oggi sono accelerati, avvengono cioè più velocemente, e questo crea un forte disorientamento da parte di tutti.

Viviamo in un’epoca di accelerazione costante” spiega, a Byoblu24, Roberto Poli professore ordinario di filosofia della scienza presso l’Università degli Studi di Trento e direttore di un Master in previsione sociale. La disciplina di cui il professor Poli è fra i massimi esperti in Italia è la futurologia. Ma in che cosa consiste?

Gli studi di futuro o futures studies riguardano la generazione di possibili scenari futuri e l’analisi del contesto presente in cui si opera, al fine di comprendere se esso sarà in grado di rispondere alle sfide che il futuro potrebbe porgli.

Tali studi, nati inizialmente in ambito di sicurezza internazionale e previsioni di possibili catastrofi, sono oggi ampiamente utilizzati anche in ambito business e aziendale, per individuare possibili trend futuri e nuovi percorsi di crescita imprenditoriale. Ma attenzione non esiste un unico futuro, ma più futuri, come spiega il professor Poli.

Finlandia, Uk, Giappone e molti altri; sono numerosi gli Stati che ormai si avvalgano all’interno del proprio Governo e Parlamento di esperti della disciplina. L’Italia invece è ancora orfana di queste figure.

Quali sono le grandi sfide dell’umanità oltre al Coronavirus? Quali i cambiamenti in atto? Molti di questi riguardano la geopolitica, la politica, la demografia mondiale e molto altro ed è bene essere pronti ad anticiparli per comprenderli prima che gli stessi accadano e ci sommergano.

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Hai guardato il video che racconta tutte le cose che abbiamo fatto, insieme, nel 2020? Bene: quest’anno dev’essere l’anno della svolta. Insieme, dobbiamo arrivare nelle case di tutti gli italiani.

Conosci il vecchio detto “l’unione fa la forza“? Oggi è più attuale che mai: è il solo modo che abbiamo di reagire a un mondo che sappiamo istintivamente essere sbagliato e che vogliamo cambiare, prima che lui cambi noi.

Spegniamo la televisione del dolore e della paura. Accendiamone una nuova, che smetta di trattarci come telespettatori o clienti di una televendita. Una televisione dei cittadini, per i cittadini. Nel 2020, con il vostro aiuto, l’abbiamo fatta nascere, e oggi ci sono App su tutti i dispositivi e ben tre regioni sul digitale terrestre, Lazio, Lombardia e Piemonte. Nel 2021 dobbiamo completare l’opera e coprire l’intero territorio nazionale. Dobbiamo! Non c’è alternativa, lo sai anche tu.

Non importa quanto sembri difficile: nessuno credeva che saremmo arrivati fin qui, senza i soldi delle multinazionali, delle banche, dei governi, dei grandi “filantropi”. E invece… Quindi, dimmi: adesso cosa ci impedisce di compiere anche il prossimo passo? L’unico limite è la nostra volontà. L’unico ostacolo è la nostra convinzione. Con li tuo aiuto possiamo farcela, possiamo arrivare ovunque. Perché tutti insieme siamo un’onda gigantesca. Un’onda che travolge tutto.

Coraggio: metti la tua goccia nel vaso, e facciamolo traboccare!
Claudio Messora

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siete il nostro respiro libero! non mollate !

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Ciao,staff di Byoblu,questo è quanto posso fare,da disoccupato,almeno per il lungo termine,cambierà ancora il tempo e saremo liberi anche da questo fardello.Un abbraccio.

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6 commenti

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  • Abbiamo un grosso problema in italia, molta teoria e poca pratica, si parla troppo e si agisce poco. Ci vuole gente con una visione, che sappia mettere in campo politiche autonome che indirizzano verso una visione di paese, politiche estere che determinano quali sono i partners più affidabili, più complementari e meno pericolosi, poi ci sono le politiche della difesa che non può prescindere da progetti tecnologici d’avanguardia che possano anche migliorare la vita sociale. L’equilibrio tra nascite e mortalità, tra giovani e vecchi va determinato con un mix di incentivi economici e culturali. Se non ci liberiamo da fardelli antichi e sanguisughe non ci sarà mai una soluzione e tutte le chiacchiere vanno al vento. Una barca sfondata non può navigare in nessun mare, nè calmo tanto meno agitato.

  • ma se come dice lui i cambiamenti ora avvengono molto rapidamente come possono riuscire a fare previsioni a dieci, venti o trent’anni? Virginia gli ha fatto un paio di domande ed ha tergiversato alla grande. Come sparaminghiate mi ha fatto una bella impressione 🙂

  • Ho seguito l’intervista velocemente e quindi non mi sento di fare un riferimento ad essa. Il punto drammatico è che il tecnicismo, il funzionamento e via dicendo sono soluzioni spesso proposte anche da chi vorrebbe sinceramente innovare. Ma così l’uomo diventa sempre più un pupazzo manovrato dai potenti, la società si svuota e finisce per crollare. La perenne illusione della storia è dimostrata dall’implodere dall’interno, per spegnimento, di ciò che l’animava davvero e che finiva per essere scambiato come mera capacità funzionale. Per leggere il futuro veramente è fondamentale ben leggere anche il passato. https://gpcentofanti.altervista.org/una-chiave-per-la-vita-di-tutti/

  • Complimenti per questo intervento.
    Lavorando contemporaneamente, per assimilarlo bene devo risentirlo nuovamente più volte, ma i concetti toccati sono molto attuali (posposti ovviamente nel dovuto tempo futuro)
    Spero che prossimamente possiate invitare nuovamente il professore Poli che in questa intervista ho conosciuto per la prima volta o altri persone, così capaci e vissuti, non banali improvvisatori su temi così importanti.

  • Spero che certe interviste siano fatte a solo scopo pluralista informativo come questa, che reputo tra le più “urticanti” e direi abbastanza mortifere mai viste su questo blog. Gli argomenti sembrano proprio quelle degli accademici dei nemici della vita (e dela democrazia!) Trovo contraddizioni a iosa che chiunque dotato di un minimo di spirito critico non ha potuto far a meno di notare. Una tra le altre sembra che a, Sua opinione, la storia non sia in grado di farci ipotizzare scenari futuri, ma prima di stabilire un piano con le aziende/istituzioni a cui si rivolge in consulenza (possibile!) voglia conoscere la storia dei 20 anni precedenti per predire gli scenari di futuro nei 10 anni venturi. Inoltre in merito ai futuri “preferibili” a cui fa cenno l’accademico, sarei curioso di sapere “preferibili” per CHI? Ritenendo beceramente che una bistecca è alquanto poco “preferibile” per un vegano mentre lo è per tanti altri. Forse, prima di asserire che la Storia non ha tutte le risposte per il futuro occorrerebbe umilmente conoscerla meglio e visto che mutatis mutandis il male cambia solo “forma” nella storia, ma si ripropone nelle nuove vesti cercando di convincerci che non è lui.

Marcia Della Liberazione

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