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CREDITO SOCIALE: IL PROSSIMO INCUBO IN ARRIVO DALLA CINA? #Speakers’Corner

Non è una puntata del telefilm Black Mirror; questa volta è proprio la realtà a mostrarci come le peggiori paure legate alla tecnologia si stiano già avverando. La protagonista di questo nuovo video per la rubrica Speakers’ Corner racconta che cos’è il Credito sociale in Cina e gli effetti che lo stesso sta avendo nel Paese e che potrebbe avere in un futuro non troppo lontano anche in altri Stati.  

Ecco la traduzione estrapolata dai sottotitoli a cura di KasperCarlo.

Parliamo della tecnologia di riconoscimento facciale. Ora, dopo il mio ultimo video su quello che sta succedendo in Australia, ho avuto un sacco di feedback positivi, c’è stata una bella discussione nella sezione commenti. 

Ma voglio discutere uno dei punti chiave, con cui molte persone sembrano essere in difficoltà. Questa era la mia teoria secondo cui il distanziamento sociale è in realtà solo una preparazione per un sistema di credito sociale, secondo cui vogliono tenerci distanti un metro e mezzo l’uno dall’altro, in modo che sia più facile per la tecnologia di riconoscimento facciale captare le nostre facce quando siamo in pubblico. 

Ora mi rendo conto che sembra una follia. E sembra una pazzia perché pare uscito direttamente da un film di fantascienza. Ma vediamo cosa è la fantascienza: quando uno scrittore di fantascienza sta scrivendo un nuovo libro o un film, non sta tirando fuori concetti a caso da un cilindro. Quello che tende a fare è guardare la tecnologia che esiste oggi nella società e seguire la naturale progressione della tecnologia per dipingere un quadro di dove potremo arrivare in futuro: di solito con un occhio di riguardo su ciò che può andare terribilmente storto. 

Ora lo scopo di questo è qualcosa che chiamiamo “programmazione predittiva”. La programmazione predittiva è stata descritta per la prima volta dal ricercatore Alan Watt che l’ha definita come “una sottile forma di condizionamento psicologico fornita dai media per far conoscere al pubblico i cambiamenti sociali pianificati che devono essere messi in atto dai nostri leader. Se e quando questi cambiamenti saranno messi in atto, il pubblico avrà già familiarizzato con essi e li accetterà come un’evoluzione naturale diminuendo così la possibile resistenza e l’agitazione del pubblico”.

Ora questa grande strategia è anche un ottimo modo per  prendere in giro chiunque osi affermare che sono in arrivo dei progressi tecnologici dispotici. Lasciate che vi faccia un esempio, se dico a qualcuno: “sembra proprio che stia per sopraggiungere un sistema di credito sociale” quello risponderebbe: ‘ahahah, sistema di credito sociale… cosa pensi che sia Black mirror?’ 

Ma quanto è azzardata questa idea? Direi che non è affatto azzardata. Lo sapevate che la Cina sta operando sotto un sistema di credito sociale, proprio mentre noi ne parliamo? Date un’occhiata a questo: 

Video-Pubblicità in cui viene detto: Ovunque vada (nome cinese di ragazza) viene seguita. Quello che compra, come si comporta, viene tracciato e registrato per dimostrare quanto sia responsabile e degna di fiducia. Si chiama sistema di credito sociale. E in una versione che si sta sperimentando ora la reputazione di una persona viene valutata in una scala da 350 a 950.

Si tratta del big data che incontra il Grande Fratello ampliando il modo in cui il governo  monitora, conosce e in ultima analisi controlla i suoi 1.4 miliardi di cittadini. Grazie ai progressi dell’intelligenza artificiale, riconoscimento facciale e una rete di oltre 200 milioni di telecamere di sorveglianza. 

Le persone sono forse preoccupate per la privacy? “Noi pensiamo che molte telecamere che mantengano la sicurezza siano davvero un bene, possiamo accettarlo.” Le società stanno sperimentando gli algoritmi per aiutare il governo a creare il nuovo sistema nazionale di credito sociale.

Il governo ha anche dei progetti pilota. In uno di essi i cittadini sono tenuti a svolgere ore di lavoro non retribuito per ottenere dei crediti e i punti sono trattenuti per cose come: la sporcizia, un cortile disordinato, pettegolezzi e persino attraversare fuori dalle strisce pedonali.

I video dei trasgressori vengono mostrati nei notiziari locali e i collezionisti di informazioni come (nome cinese) sono pagati per riferire sui loro vicini. La sua quota: 10 segnalazioni al mese, come l’uomo che portava a casa un ubriaco. Una ‘buona azione’, dice.

Il buon credito sociale viene ricompensato con dei vantaggi: come prestiti a basso costo e crediti di viaggio. Ma un cattivo punteggio significa vergogna pubblica o peggio. Huang Due Jun ha perso una causa in Tribunale e non ha pagato. Ora è su una lista nera del Governo: “Non posso comprare biglietti aerei e ferroviari e la lista continua”.    

Vedersi sottratti i crediti rende difficile trovar lavoro o inserire i figli nelle scuole migliori. L’anno prossimo tale sistema si estenderà a livello nazionale e pochi qui sono disposti a criticarlo. Qualcosa che può rappresentare un rischio per il cattivo punteggio e per la vita che ne deriva. 

———- Fine del Video

E l’Australia non è troppo distante. Questa tecnologia si sta diffondendo rapidamente nelle principali città australiane, senza che i cittadini ne siano al corrente. Un altro problema che la gente ha avuto con questa idea che il distanziamento sociale serviva per la tecnologia di riconoscimento facciale è il fatto che tutti noi abbiamo delle mascherine e che le mascherine sarebbero davvero poco adatte a riconoscere i volti delle persone.   

Ora a parte il fatto che sappiamo già che il riconoscimento facciale funziona solo con gli occhi e le sopracciglia, voglio solo sottolineare che le mascherine non sono permanenti ma solo uno strumento per condizionarci gradualmente. Sono usate per condizionarci, sottometterci e obbedire. 

Sono anche usate come strumento per far sì che i cittadini si controllino a vicenda e una volta che se ne usciranno con il vaccino obbligatorio sarà molto facile passare dal: non dimenticare la mascherina a non dimenticarti il passaporto per l’immunità o il certificato di vaccinazione. 

Le mascherine sono anche un ottimo modo per disumanizzare una popolazione, per tenerla separata e sconnessa pensate a quando uscite e avvicinate qualcuno con la mascherina. Solo poche settimane fa ho visto un articolo su alcune donne che hanno paura di uscire a causa di un “contatto visivo aggressivo”. So che è ridicolo ma tutti sembrano super aggressivi con la mascherina indosso. 

Detto ciò vorrei salutare tutti con una domanda: vorrei che pensaste a quali sono i vostri limiti personali quando si tratta di tutte queste misure Covid? Sappiamo dalla storia e dalla situazione attuale che se si dà al governo un centimetro loro si prenderanno un miglio! Tutto quello che vi chiedo è che pensiate un attimo a quali sono i vostri confini personali e poi prendiate la decisone che qualunque cosa accada nessuno possa in alcun caso oltrepassare quei confini.

Questo è qualcosa che impariamo nelle relazioni. Abbiamo imparato che se sei disposta a lasciare che qualcuno oltrepassi il tuo limite, in circostanze estreme o ben determinate, allora non sono mai stati i tuoi limiti, tanto per cominciare. In cosa consisterebbe superare il limite per voi?

Quando si tratta di mascherine dov’è il vostro limite? Sareste disposti ad indossarla in casa vostra? A metterla al vostro bambino? E per quanto riguarda la privacy vi va bene essere localizzati ovunque voi andiate? Vi sta bene un impianto di identificazione digitale che contenga tutte le forme di identificazione personale comprese le vostre cartelle cliniche e le informazioni finanziarie?

Siete d’accordo che il sistema di credito sociale vi dia un punteggio in base al vostro comportamento quotidiano? O che tale punteggio stabilisca dove potete andare, mangiare, viaggiare? Sono domande su cui riflettere.

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8 commenti

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  • Uno spettro si aggira per il mondo: la libera comunicazione
    Gennaio 4, 2021 / gpcentofanti
    Internet potrebbe venire usato per sviluppare la partecipazione invece il sistema cerca di silenziare in mille modi voci diverse. Non si dovrebbe, visto che esiste ora questa possibilità, permettere perlomeno liberi commenti su tutti i media? L’apparato si difende sostenendo che si tratta di voci non controllate. Controllate da chi? Da chi con il pensiero unico ha svuotato, manipolato e spogliato di tutto la società? Non dovrebbe invece una democrazia favorire la libera formazione, partecipazione, delle persone stimolando così una sempre più profonda maturazione anche nel valutare gli interventi altrui?

    I media continuano a impedire non solo gli interventi tra l’altro di molte persone preparatissime ma persino i commenti, a ridurli al lumicino, a silenziarli a piacimento. Già questa è una cartina di tornasole del pensiero uniformato e manipolato. E rivela il timore di ciò che può avvenire se si diffonde la consapevolezza delle nuove vie di resistenza.

    Oggi i commenti, dove consentiti dai media del sistema, sono di gran lunga più originali e interessanti delle grige veline della odierna Nomenklatura.

    La democrazia del solidarismo omologato, dunque del mero fare, tecnicista come ogni cosa in essa, sta conducendo sempre più velocemente la società al crollo. Nella società che distrugge tutto con la formazione e la comunicazione bisogna sviluppare una variegata resistenza in tali campi. Per esempio appunto pretendere la libertà di commento ovunque, creare reti di pubblicizzazione dei commenti non ammessi, anche così rivelare concretamente la presenza di un mondo finora ignoto e ricco di mille contributi, stimoli, da offrire.

    Usare i media anche del sistema come punti di incontro per i commenti stimolando dunque il servirsi di quelli che li consentono lasciando da parte gli altri. Vi è tutta una nuova resistenza da sviluppare.

    Trovare i punti di debolezza dei sistemi di manipolazione per sviluppare i semi di una nuova democrazia: per esempio creare canali di comunicazione alternativi durante lo smart working; aiutare una formazione alternativa per gli studenti da casa. Favorire così in mille modi la formazione di reti dal basso. Al punto che il potere dovrà temere gli stessi sistemi che adopera per annullare la gente.

    Una democrazia che sviluppi, esiga, trovi comunque le vie, per la libera formazione e partecipazione.

  • Mi sembra poco plausibile questa ipotesi dato che in Cina hanno già adottato un software che riconosce un individuo già dal suo modo di camminare, bastano 2-3 passi per riconoscerlo e identificarlo anche fra la folla, senza addirittura fare lo scan facciale… si trova il reportage su yt.

  • Se è ciò che ci aspetta…sia rivoluzione.prevenire è meglio che curare.
    Il nostro vivere odierno insegna.
    Orwell,dinnanzi a costoro,un dilettante.
    La vita va vissuta ,non fatta vivere da altri.

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