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IN SVIZZERA UN REFERENDUM PER ABROGARE LE RESTRIZIONI: UNA LEZIONE DI DEMOCRAZIA

In Italia le misure restrittive imposte dal Governo da più di 10 mesi hanno ormai assunto il carattere di dogma inconfutabile.

Modello italiano? In Svizzera hanno scelto un’altra strada

Le restrizioni sono come una nuova religione, non possono essere discusse dai cittadini, ma possono essere solo accettate come verità di fede, senza nemmeno passare al vaglio della prova scientifica. Secondo quindi i sacerdoti delle restrizioni, l’andamento dei contagi da Covid può avere una sola risposta e cioè l’inasprimento delle misure ai danni delle libertà dei cittadini.

E così i cittadini italiani si sentono intrappolati all’interno di una bolla, senza scorgere una via d’uscita, senza nemmeno più immaginare che al di fuori dell’Italia esiste un mondo che non ha seguito i dettami di questa nuova religione restrittiva. Prendiamo l’esempio della Svizzera.

Nel Paese che confina con ben 4 regioni italiane, Valle D’Aosta, Piemonte, Lombardia e Trentino, almeno fino alla metà di dicembre scorso non sono state applicate misure restrittive particolarmente stringenti. In Svizzera in sostanza è stato applicato il modello Svezia, quello cioè che predilige suggerimenti e raccomandazioni ai cittadini in luogo di imposizioni legislative dalla dubbia legittimità costituzionale. Insomma un approccio decisamente meno autoritario e paternalistico, ma che tende a dare maggiore fiducia alla popolazione.

Svizzera e Italia dunque, due diversi approcci a confronto che in termini di risultati concreti raggiunti sembrano dare ragione al Canton Ticino. Perché fino ad oggi il tasso di mortalità, e cioè il numero di morti sul totale della popolazione, in Svizzera si attesta allo 0,09%, contro quello italiano dello 0,13%. Anche il tasso di letalità, e cioè il numero di morti sul totale dei contagiati, rispecchia questo andamento. Con l’1,6% per la Svizzera e il 3,45% per l’Italia. Certo Paesi diversi, demografica diversa, ma nella scienza i numeri contano e il cosiddetto modello italiano non trova nessun riscontro alla prova dei fatti.

I cittadini svizzeri potranno esprimersi sulle misure restrittive

Da metà dicembre però il Governo svizzero avrebbe deciso di cambiare approccio, modificando quelli che erano semplici raccomandazioni in vere e proprie misure restrittive. Misure che tuttavia risultano essere ancora soft rispetto all’Italia. In Svizzera per esempio è tuttora permesso sciare. Tuttavia i cittadini svizzeri hanno comunque deciso di mobilitarsi per potersi perlomeno esprimere sulla necessità e legittimità di queste nuove misure. In questo senso l’Associazione Amici della Costituzione si è attivata raccogliendo oltre 90.000 firme. Sottoscrizioni che saranno utilizzate per indire un Referendum volto all’abrogazione delle misure restrittive introdotte dal Governo svizzero.

Una lezione di democrazia che arriva a pochi chilometri dall’Italia. Non esistono quindi solo i DPCM, i lockdown e i comitati tecnici scientifici. Vicino a noi c’è un popolo che si sta mobilitando e che crede che le libertà fondamentali non possano essere abrogate a tempo indefinito in nome di un’emergenza sfruttata da una certa politica per ampliare in modo autoritario i propri poteri.

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1 commento

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  • Riguardo al referendum sulle restrizioni in Svizzera,credo che buona parte degli italiani voterebbero per avere sempre meno libertà,perché ormai irrecuperabili mentalmente,culturalmente,eticamente ecc. La consapevolezza e un cambio di coscienza si acquisiscono quando si è pronti,senza forzature. La nostra salvezza ha e avrà come presupposti collaborazione,unione d’intenti,creazione….

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