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LA CINA SARÀ PROTAGONISTA DEL GRANDE RESET DI DAVOS?

È iniziato il World Economic Forum, la riunione annuale che dal 1971 raduna i personaggi di spicco della politica e della finanza internazionale.

La Cina: ospite privilegiata del Forum

Quest’anno non si svolge più a Davos, nella storica località svizzera dove abitualmente si radunava il Forum, ma ogni partecipante si collegherà da remoto. A introdurre l’evento è il suo enigmatico fondatore, l’ingegnere tedesco Klaus Schwab. Il primo intervento è stato assegnato al Presidente cinese Xi Jinping, accolto con tutti gli onori dal fondatore del Forum.

Sicuramente curiosa la scelta di assegnare alla Cina questo ruolo di primo piano all’interno dell’agenda di un Forum che intende ridisegnare il sistema economico per come lo conosciamo. Nonostante la scarsa trasparenza dimostrata e l’inesistente volontà di collaborazione con gli altri Stati nelle fasi iniziali di diffusione del virus, la Cina viene invece portata sul palmo della mano da Klaus Schwab come esempio per il resto del mondo.

È come se il World Economic Forum volesse lanciare un segnale, ovvero che sarà il dragone la nazione guida per i prossimi anni. Di certo per la Cina assumere questo ruolo sarà facile. Mentre le imprese degli Stati occidentali sono ancora costrette alla chiusura forzata, l’economia cinese, unica al mondo, sta volando, senza chiusure e restrizioni.

Un Grande Reset secondo le indicazioni di Greta Thunberg

Oltre alla Cina, l’altra parola chiave per il mondo del futuro pensato da Schwab è il Grande Reset. È stato infatti il World Economic Forum a introdurre per primo questo concetto che prevede un progressivo smantellamento dell’industria del carbone e dell’acciaio, con una conseguente riconversione ecologica su scala planetaria. E come sponsor di questa svolta green anche quest’anno il Forum ha scelto Greta Thunberg, intervenuta con il suo solito copione con cui colpevolizza i singoli cittadini per la presunta responsabilità di aver inquinato e distrutto il pianeta.

Tutto questo impianto narrativo è utile all’agenda del World Economic Forum per suggerire precisi percorsi politici agli Stati, con l’obiettivo di far ricadere sulle spalle dei cittadini il costo della conversione green delle grandi industrie.

Un esempio di questo sarà la plastic tax che entrerà in vigore in Europa nel 2021 e che servirà proprio a raccogliere dalle tasche dei cittadini i soldi per finanziare parte del Recovery Fund. Il fondo che prevede proprio grandi investimenti per la conversione green delle grandi imprese del Nord Europa.

Le piccole aziende non trovano invece il favore del World Economic Forum che suggerisce di rivedere i programmi di sussidi erogati dagli Stati, consigliando di eliminarli proprio per quelle imprese che non sapranno essere resilienti ed adattarsi al nuovo sistema economico.

Il progetto sponsorizzato da Klaus Schwab sembra essere appoggiato anche dalle principali istituzioni occidentali, come l’Unione europea e il Fondo Monetario Internazionale, i cui leader interverranno al Forum nei prossimi giorni.

L’aspetto più inquietante e discutibile di tutto questo progetto è che quest’oscuro ingegnere tedesco senza alcuna legittimità popolare, stia tessendo le trame per costruire il mondo del futuro.

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Youtube ha rubato alla TV dei cittadini migliaia di abbonamenti e ci ha tolto la possibilità di fare pubblicità. Vogliono soffocarci perché siamo “dannosi”. Omettono di dire che in realtà siamo “dannosi” solo per loro e per la loro brutale bramosia di controllo. Siamo invece aria fresca e pura per i cittadini.

Stiamo lavorando da mesi alla conversione delle entrate di Byoblu e di DavveroTV a formule che il potere non può controllare, ma abbiamo bisogno di comprare ancora un po’ di tempo. Siamo sul ring e non abbiamo finito di combattere.

Solo tu puoi suonare quel gong e permetterci di fare un altro round, perché il potere, che nulla ammette se non se stesso, non deve averla vinta: la tv dei cittadini deve continuare ad esistere. Devono capire che tutti i loro soldi non sono niente di fronte alla determinazione dei cittadini che si organizzano per fare da soli.

Siamo centinaia di migliaia. Forse milioni… Diamo una risposta secca. In cambio avrete qualcosa che neanche loro possono comprare: la libertà! Vi daremo programmi ancora migliori e ancora più coraggiosi. Noi non abbiamo paura di essere “controversi”.

Comprateci solo un altro po’ di tempo!
Claudio Messora

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