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DALL’ANARCHIA DEI SOCIAL ALLA CENSURA DI STATO DELL’UE?

Le fake news sono il loro tormento. Ovviamente quando parlano di notizie false, noi dobbiamo sempre tradurre “informazione libera e indipendente” che non riescono a controllare.
Uno degli obiettivi di molte istituzioni mondialiste resta sempre lo stesso: il controllo totale dell’informazione.

L’intervento della von der Leyen al forum economico mondiale

Il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento online al forum economico mondiale di Davos, si è concentrata in diversi passaggi sulla censura e sul potere delle multinazionali dell’alta tecnologia. Leggiamone alcuni passaggi chiave:

“Dobbiamo contenere il potere immenso delle grandi compagnie digitali. Significa che ciò che è illegale offline dev’esserlo anche online. Vogliamo che le piattaforme digitali siano trasparenti sugli algoritmi e sia definita chiaramente la loro responsabilità su come selezionano e diffondono contenuti”.

Sembrerebbero parole e concetti giusti e condivisibili a prima vista, ma subito dopo le parole della von der Leyen svelano il vero obiettivo.

“Vogliamo che sia chiaramente stabilito che le compagnie internet si assumano la responsabilità del modo in cui diffondono, promuovono e rimuovono i contenuti. Non importa quanto possa essere stato allettante per Twitter spegnere l’account del presidente Trump, una così grave interferenza con la libertà di espressione non dovrebbe essere basata solo sulle regole aziendali. Ci deve essere un quadro normativo per decisioni di così ampia portata”.

In primo luogo desta molti sospetti che il fatto che la von der Leyen abbia preso le difese di Trump solo ora e non quando la censura di Twitter nei confronti dell’ex presidente degli Stati Uniti è avvenuta. In secondo luogo occorre capire qual è, e cosa propone, il quadro normativo in discussione nelle stanze dei palazzi dell’Unione europea.

Cosa dice il Digital Services Act?

Il quadro normativo che propone l’UE si chiama Digital Services Act, il regolamento sui servizi digitali.
Un punto chiave e controverso della proposta di regolamento riguarda proprio i nuovi sistemi di rimozione di contenuti illeciti. In caso di effettiva conoscenza dei contenuti illeciti, le piattaforme devono essere obbligate a rimuovere il contenuto e, se non lo fanno, devono considerarsi responsabili.
Questo sistema indurrebbe le piattaforme digitali private a rimuovere qualsiasi contenuto considerato illecito per non incappare in responsabilità.
Passeremmo così da una totale deregolamentazione della materia che lascia un immenso potere alle multinazionali del big tech (con i risultati di censura che sappiamo) a una regolamentazione della materia che introdurrebbe però una sorta di censura imposta per legge comunitaria. A quel punto il rischio è che l’unica informazione lecita diverrebbe quella ufficiale, la così detta mainstream.

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Contribuisco a sostenere il vostro lavoro quotidiano perché condivido appieno il vostro punto di vista su tanti argomenti. Un grosso in bocca al lupo a tutta la redazione

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Così anche mio nonno potrà godere delle interviste di persone come Mauro Scardovelli, Massimo Citro ecc. ecc.

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Resistiamo! 💪🏼

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1 commento

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  • È proprio necessario continuare a usare i social? Se smettessimo di farlo e dare così tanta rilevanza a questo strumento, quanto ci importerebbe di Twitter, Instagram, Facebook, ecc? Perché non creare alternative nazionali, social italiani che devono rispondere alla legislazione italiana?

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