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DRAGHI: IL CURRICULUM DI UN PRIVATIZZATORE

Mario Draghi è pronto a diventare il nuovo Primo Ministro italiano. Salvatore della patria, alto profilo, un tecnico al di sopra della politica. Con queste solenni parole il Presidente della Repubblica e la stampa mainstream hanno presentato l’arrivo di Draghi a Palazzo Chigi. Ma chi è davvero Mario Draghi, l’uomo che dovrebbe traghettare l’Italia nel prossimo futuro?

Draghi e il Britannia: l’inizio delle privatizzazioni

Economista e accademico, la carriera di Draghi è iniziata a metà degli anni’80 durante l’ultima fase della I Repubblica. Da allora la sua ascesa è stata segnata da passaggi repentini tra incarichi pubblici e privati, ruoli di rilievo nelle istituzioni statali e in enti sovranazionali.

Prima diventa consigliere del Ministero del Tesoro nel Governo Craxi per poi entrare nella Banca Mondiale come Direttore esecutivo fino al 1990. Sono però gli anni ’90 il periodo dove la storia italiana risente maggiormente dell’influenza di Draghi.

Come Direttore Generale del Ministero del Tesoro dal 1991 al 2001, Draghi è stato infatti uno dei principali artefici della stagione delle privatizzazioni dei grandi asset strategici italiani. Un periodo inaugurato con un discorso pronunciato dallo stesso Draghi sul panfilo Britannia nel 1992, alla presenza dei principali rappresentanti delle istituzioni finanziarie mondiali.

Poiché le privatizzazioni sono così cruciali nello sforzo riformatore del Paese, i mercati le vedono come il test di credibilità del nostro sforzo di consolidamento fiscale. E i mercati sono pronti a ricompensare l’Italia come hanno fatto in altre occasioni.

Questo uno dei tanti passaggi del discorso di Draghi sul Britannia a cui fece seguito la privatizzazione dell’IRI, di Autostrade, della Banca Commerciale italiana, del Credito italiano, dell’IMI, della STET di AGIP, di parte dell’ENEL e di ENI e molte altre aziende prima in mano pubblica. Una stagione che è coincisa con il declino italiano e ha portato ad una conseguente perdita progressiva di sovranità politica ed economica.

Da Goldman Sachs alla lettera a Berlusconi

Terminate le privatizzazioni, finisce anche l’incarico di Draghi al Ministero del Tesoro. L’economista entra così nella banca d’affari americana Goldman Sachs fino al 2005. La porta scorrevole tra pubblico e privato continua però ad aprirsi e con nonchalance Draghi dopo Goldman Sachs diventa Governatore della Banca d’Italia. In questo ruolo esercita pressioni sui Governi italiani per tagliare la spesa pubblica, ridurre l’inflazione e riformare il mercato del lavoro.

Infine Draghi viene nominato Presidente della BCE nel 2011 e si distingue subito per la lettera cofirmata insieme al Presidente uscente Jean Claude Trichet e indirizzata all’allora Governo Berlusconi.

E’ necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala. C’è anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione.

Il Governo Berlusconi rifiutò di applicare queste proposte e sappiamo poi com’è andata a finire. Quello di Draghi è quindi un profilo decisamente controverso ed è curiosa la definizione riservatagli dall’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. “Un vile affarista e liquidatore dell’industria pubblica italiana”. Parole che pesano e devono far riflettere prima di affidare il destino dell’Italia a questo personaggio.

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8 commenti

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  • Egr.dr.Messora
    premesso che trovo davvero fenomenale il suo lavoro di giornalista-imprenditore mi trovo costretto a farLe un appunto: procurarsi i libri della sua casa editrice byoblu (sia di Francesco Carraro sia di Nino Galloni) senza andare su internet (dove non voglio mettere carte di credito) ma ordinandoli in libreria si è rivelata un’impresa a cui finora ho fallito. Infatti tutte le librerie a cui mi sono rivolto (Feltrinelli, Mondadori, Ubik) mi hanno comunicato che i due libri da loro non sono nemmeno ordinabili.
    Mi può aiutare e consigliare un metodo per avere i libri (ribadisco che non ho carte di credito e vorrei pagare in contanti, al limite con bonifico)?

    Nota a margine. Per quanto riguarda l’articolo qui sopra di Michele Crudelini ricordo che in una intervista Galloni ha spiegato che Draghi è stato l’allievo prediletto di Federico Caffè finché non passò, se posso usare l’espressione da guerre stellari, al lato oscuro (tipo Dart Fener). Per cui averlo alla guida dell’Italia dubito che sia una buona notizia per il popolo italiano. Sia chiaro la competenza non si discute, sono gli obiettivi che verosimilmente si propone il problema.
    Saluti.

  • Dalla descrizione di questo enigmatico e ambiguo personaggio, deduco una scarsissima capacità di espressione e una fortissima somiglianza ad Andreotti!!!

  • E’ l’Italia uno stato democratico? Oppure no?
    Non vi è più una maggioranza di governo perciò in un paese democratico si va alle elezioni.
    Non importa chi vince ma è fondamentale che i cittadini si esprimano.
    Succede invece che ci impediscono di esprimerci sotto la banale scusa dell’emergenza sanitaria.
    E’ questo un paese libero? E’ questo un paese in cui vale la pena trascorrere la propria vita?
    Io vorrei votare, vorrei esercitare il mio diritto di uomo libero e scegliere chi mi governerà.
    Faccio appello a tutti gli uomini liberi.
    Forza Byoblu risvegliamo le nostre coscienze.

  • “Il possibile “programma di governo” di Mario Draghi, in 10 punti”

    Ecco i 10 punti chiave di quell’analisi.

    1) Per evitare una depressione prolungata e danni irreparabili, bisogna aumentare in maniera significativa il debito pubblico.

    2) La perdita di reddito nel settore privato, e tutti i debiti che saranno contratti per compensarla, devono essere assorbiti, totalmente o in parte, dai bilanci pubblici;

    3) Lo Stato deve usare il proprio potere di fuoco per proteggere cittadini ed economia dallo shock: il settore privato non è in grado di assorbirlo;

    4) Gli Stati lo hanno sempre fatto in tempi di emergenza: si pensi alle guerre mondiali, quando lo sforzo bellico fu finanziato da un aumento del debito, e solo in piccola parte (in Italia e Germania) da un aumento delle tasse;

    5) La priorità non deve essere solamente fornire un reddito di base a chi perde il lavoro, ma si devono innanzitutto proteggere le persone dal rischio di perdere l’impiego;

    6) Bene i sussidi di disoccupazione e il rinvio delle scadenze per le imposte, ma serve sostegno immediato in termini di liquidità, di modo che le aziende possano coprire le proprie spese;

    7) Bisogna mobilitare la totalità del sistema finanziario: i mercati obbligazionari, principalmente per le grandi aziende, i sistemi bancari e, in alcuni Paesi, anche i sistemi postali;

    8) No a lungaggini burocratiche;

    9) É auspicabile che le banche consentano lo scoperto, aprano linee di credito, inizino a prestare fondi a costo zero alle aziende disposte a salvare posti di lavoro, diventando così veicolo di politiche pubbliche;

    10) Per evitare il fallimento delle aziende, o i governi compenseranno direttamente le spese di chi si indebita, oppure dovranno compensare le garanzie degli insolventi. La prima ipotesi è migliore per l’economia, dice Draghi, mentre la seconda è meno onerosa per i bilanci.
    https://it.euronews.com/2021/02/03/il-possibile-programma-di-governo-di-mario-draghi-in-10-punti

  • Insisto, considerando che vivo nel comune di Venezia, mi sa indicare una libreria dove è possibile ordinare i due libri prodotti da byoblu? (Ribadisco che Mondadori, Fetrinelli e Ubik mi hanno risposto picche).

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