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INCUBO RESTRIZIONI: TORNANO LE ZONE ARANCIONI SENZA BASE SCIENTIFICA?

Secondo le ultime indiscrezioni il nuovo Governo Draghi sembra collocarsi in perfetta linea con quanto fatto dal precedente esecutivo nella gestione dell’emergenza sanitaria.

L’Italia torna a colorarsi di arancione

Si sta infatti discutendo in queste ore la riorganizzazione dei colori assegnati alle varie regioni e che influiranno su alcune tra le libertà fondamentali dei cittadini. E come accade da un anno a questa parte il criterio scelto è in chiave sempre più restrittiva.

Pare infatti che il Governo voglia continuare a considerare l’indice RT come unico parametro per classificare le regioni. Ricordiamo che quest’indicatore ci racconta solo l’andamento potenziale dei contagi, mentre non dà alcuna informazione su terapie intensive e decessi. Un indice decisamente insufficiente per comprendere invece la reale situazione degli ospedali italiani.

Bene, sembra che da questo fine settimana anche le regioni che riportano un indice RT di poco sopra l’unità dovranno passare alla zona arancione. E quindi con la conseguente chiusura di bar e ristoranti a qualsiasi ora e la forte riduzione della libertà di spostamento per i cittadini.

C’è davvero il pericolo varianti?

Diverse le regioni che sembrano destinate a colorarsi di arancione tra cui Emilia Romagna, Campania e Molise. Insomma parte del Paese potrebbe ritornare in zona arancione con tutte le conseguenze economiche del caso, semplicemente perché dai piani alti si è deciso di fare affidamento ad un indicatore del tutto arbitrario per calcolare la diffusione del virus.

Eppure media e governo tengono a farci sapere che tutto questo è fatto per il nostro bene e per la nostra salute, perché sono arrivate le temibili varianti del Covid 19. Secondo questa narrazione si tratterebbe di forme virali potenzialmente più contagiose e più pericolose.

“Ho i reparti pieni di malati affetti dalle varianti”, aveva detto recentemente Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco di Milano. Affermazione però smentita dallo stesso Ospedale che dichiarava la presenza di soli sei pazienti che avevano contratto questa variante del virus.

Sappiamo però quanto potere divulgativo abbiano le parole di un primario in diretta tv, e quanta poca diffusione abbiano invece le smentite a mezzo comunicato stampa. L’effetto paura è ormai quindi attivato.

Restrizioni senza base scientifica

Eppure anche guardando i dati sulle terapie intensive non sembra esserci riscontro con il tono allarmistico diffuso a reti unificate. 23% è infatti la percentuale media di posti letto occupati in Italia in terapia intensiva da malati Covid. Ben al di sotto della soglia critica indicata al 30%. “La nuova moda è “terrorizzare con la variante”.

Vorrei farvi notare che varianti virali emergono continuamente e, fino a prova contraria, non rappresentano un pericolo. Vale per le varianti quello che vale per i cittadini: innocenti fino a prova contraria”, così anche Roberto Burioni si è espresso contro questo terrorismo mediatico sulle varianti. Cambiano i Governi e cambiano le maggioranze, ma siamo sempre lì.

Alla repressione delle libertà fondamentali senza giustificazione scientifica, ma con l’atteggiamento paternalistico di chi pensa di tutelare la salute distruggendo tutti gli altri ambiti della vita.

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