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BENVENUTI NELLA NUOVA DEMOCRAZIA AUMENTATA: GOVERNI + SOCIAL NETWORK + FILANTROPI – Ilaria Bifarini

Esiste un Governo Mondiale Allargato, una Nuova Democrazia Aumentata costituita dai governi, dai grandi social network, dalle multinazionali che ritengono di conoscere i cittadini e le loro esigenze meglio di chiunque altro e dai grandi filantropi che vengono visti come i nuovi salvatori del mondo, presentati come portatori di un nuovo imperativo morale di scala planetaria. Non si tratta di una teoria del complotto né di uno scenario distopico da film di fantascienza, bensì del progetto che istituzioni come il WEF o il FMI, già da anni anticipano apertamente. Progetto che l’economista Ilaria Bifarini ha studiato documenti e dati alla mano e che ha condensato nel suo libro: “Il Grande Reset“.

“Abbiamo visto come, con il pretesto di tutelare la salute pubblica, siano stati imposti dei comportamenti del tutto inediti nei confronti della popolazione. Ad esempio è stato introdotto lo smart-working, che da tanto tempo si voleva rendere una nuova abitudine lavorativa. Finalmente, inoltre, per i fautori di questo piano di reset, si è presentata la grande occasione di introdurre la telemedicina. Vediamo come molte visite mediche vengono annullate, i protocolli di screening rimandati, mentre si lavora ad un avanzato sistema di intelligenza artificiale applicato alla medicina”.

Tuttavia il Grande Reset non consiste solo nell’introduzione di nuove, spersonalizzanti tecnologie, ma nella completa riorganizzazione della società, a cominciare dal mondo del lavoro, che non sarà più considerato un’attività umana indispensabile, come teorizzato dal grande economista John Maynard Keynes. Si andrà verso un reddito universale, svincolato dal lavoro e probabilmente subordinato alla completa adesione ai dogmi sociali dominanti. Ad esempio, il passaporto vaccinale, che fino a poco tempo fa sembrava un’idea complottista, oggi sta diventando realtà e un giorno potrebbe essere utilizzato come requisito per ottenere il reddito universale.

“Si tratta di una rivoluzione che io preferisco chiamare post-industriale, proprio perché non è legata all’attività produttiva e industriale, una rivoluzione che, come ci dice lo stesso Klaus Schwab (presidente del World Economic Forum), attraverso l’uso massiccio dell’intelligenza artificiale, è volta a cambiare non solo ciò che facciamo, ma anche chi siamo, ossia le nostre identità. Il Grande Reset è un piano distopico, un processo in corso scientificamente dimostrabile, ma nonostante ciò, chiunque ne parli viene tacciato di complottismo, che è ormai l’etichetta utilizzata per mettere a tacere chi si allontana dal depensiero unico”.

Dunque il Grande Reset può essere definito come una inaccettabile accelerazione che il Capitalismo sta attuando ad insaputa di larghissima parte della popolazione. Il passaggio a una forma di organizzazione della società in cui social network e multinazionali private assorbiranno le funzioni sociali che nella storia moderna sono state attribuite agli stati democratici. Secondo Ilaria Bifarini esiste solo un modo per uscirne:

“Bisogna tornare ad ubbidire alle leggi della natura umana. Il Grande Reset è un attentato all’essenza dell’essere umano, cioè alla sua spiritualità, alla sua anima. Noi non siamo intelligenza artificiale: nonostante quanto auspicato dal transumanesimo siamo esseri umani e non si possono sradicare gli elementi fondamentali dell’individuo: la sua coscienza, la sua soggettività e la sua libertà”.

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Fausto Lazzari

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3 commenti

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  • Mi è piaciuta molto. La signora ilaria ha parlato in modo ” complesso ” ma comprensibile. Ce ne fossero !
    Grazie. Avanti per migliorare.
    Gabriele Iori

  • Complimenti. Bella intervista. Oserei dire che manca nell’analisi il ruolo dell’ONU. Con l’agenda 2030 le imprese e le multinazionali si sono sedute al tavolo degli stakeholders, insieme ai governi, per cui non si punta più il dito sul rispetto o meno dei diritti umani, ma anzi si accoglie il loro lavoro, come se anch’esse avessero come obiettivo il bene comune invece che il profitto….
    Io sono, sconcertata dal vedere come oramai anche nelle scuole si parli di questa agenda come fosse una dichiarazione dei diritti umani, e non invece un programma di lavoro che va analizzato e monitorato.

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