ABBONATI SOSTIENI

PETIZIONE POPOLARE CON OGGETTO “NAZIONALIZZAZIONE DEL DEBITO PUBBLICO ATTRAVERSO IL BTP ITALIA”

Il Comitato promotore per la nazionalizzazione del debito pubblico ha l’obiettivo di sollecitare il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) al collocamento di titoli di Stato su soggetti residenti, preferibilmente famiglie e imprese, offrendo ad essi condizioni adeguate alle necessità di impiego del risparmio, che sono diverse dagli obiettivi speculativi che muovono le grandi banche d’affari internazionali.

In questo senso, il Comitato ritiene che vi siano gli strumenti e le condizioni per un sostanziale ricollocamento di tutte le emissioni di titoli di Stato su soggetti residenti, e che ciò consenta all’Italia di sottrarsi alla morsa degli speculatori internazionali e delle agenzie di rating che agiscono sul debito per imporre misure di austerità all’economia.<

Si allega:

  1. Testo della Petizione popolare – BTP ITALIA
  2. BTP Italia -Domande e Risposte
  3. Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione italiana

PETIZIONE POPOLARE CON OGGETTO "NAZIONALIZZAZIONE DEL DEBITO PUBBLICO ATTRAVERSO IL BTP ITALIA"

PETIZIONE POPOLARE CON OGGETTO "NAZIONALIZZAZIONE DEL DEBITO PUBBLICO ATTRAVERSO IL BTP ITALIA"

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
AL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
AL PRESIDENTE DELLA CORTE DEI CONTI

Noi sottoscritti cittadine e cittadini italiani

premesso che:

A. La crescente quota di titoli di Stato (TDS) collocata su soggetti esteri ed istituzionali (circa 34% esteri oltre al 17% in mano alla BCE) ha reso il nostro Paese vulnerabile allo spread e oggetto di potenziale ricatto da parte delle agenzie di rating, complice anche la disinformazione dei media mainstream che diffondono timori sull’insostenibilità del debito pubblico italiano;
B. Paesi come il Giappone hanno un rapporto debito pubblico/PIL superiore al 230% ma continuano a godere di un rating A+ da S&P in quanto oltre il 90% dei relativi titoli di Stato sono nelle mani degli investitori giapponesi e della banca centrale;
C. Nei Trattati Europei non viene dato alcun peso al risparmio delle famiglie, che fa dell’Italia uno dei Paesi più virtuosi al mondo con oltre €4.400 miliardi di attività finanziarie liquide, di cui €1.500 sotto forma di depositi in conto corrente (ma solo il 6% investito in obbligazioni);
D. La recente offerta di collocamento di BTP Italia di Maggio 2020 è stata inspiegabilmente riservata per €8,3 mld a soggetti esteri ed istituzionali, sebbene le caratteristiche di questi titoli in termini di scadenza (5 anni), tasso (1,4%), premio fedeltà per detenzione fino a scadenza (0,8%) e indicizzazione all’inflazione (solo se sale) ne facevano il titolo ideale per famiglie e imprese italiane. In tal senso va ricordato che è compito fondamentale dalla Repubblica tutelare ed incoraggiare il risparmio in tutte le sue forme, così come è sancito dall’art. 47 della Costituzione;
E. Questa come tutte le altre offerte collocamento di BTP Italia non sono mai state pubblicizzate in maniera adeguata né dalle banche né dal Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso i canali TV né alcun altro media a disposizione, e nonostante ciò la domanda di TDS da parte delle famiglie e delle imprese è sempre stata pari o superiore all’offerta;
F. Un ricollocamento dei TDS sulle famiglie sarebbe non solo opportuno - dato che consentirebbe l’emancipazione della finanza pubblica dai diktat dei mercati e delle agenzie di rating - ma anche necessario al fine di dare al copioso risparmio privato un canale di sbocco naturale ed a basso rischio che consentirebbe di rimettere in circolo una massa monetaria per lo più inerme, ristabilendo quel circolo virtuoso che fa del risparmio privato delle famiglie il naturale polmone finanziario per gli investimenti pubblici e privati con la garanzia della presenza dello Stato (sul modello Giapponese);
G. La sottrazione dei TDS dalle mani della finanza speculativa internazionale diminuirebbe gli interessi passivi ed eviterebbe la speculazione sui titoli derivati (quali interest rate swap e credit default swap) che causano decine di miliardi di costi finanziari addebitati al bilancio pubblico italiano;
H. L’Italia gode attualmente di un saldo delle partite correnti positivo (pari al 3%), genera da decenni avanzi primari di bilancio (entrate tributarie che eccedono la spesa pubblica) ed è tra i primi 3 Paesi al mondo come risparmio privato, e potrebbe quindi prosperare senza alcun bisogno di ricorrere a finanziamenti esteri (MES, Recovery Fund, FMI, Eurobond etc.) né di soggiacere ad alcuna forma di “condizionalità” imposta da soggetti esterni alle regole democratiche sancite dalla nostra Costituzione;
I. L’UE ha ormai recepito la decisione della Germania di sospendere il Patto di Stabilità intrapresa nel mese di Aprile 2020 per fronteggiare le conseguenze economiche dell’emergenza Covid19 e questo apre all’Italia una grande opportunità di avviare un piano coraggioso di investimenti pubblici e di stimoli agli investimenti privati delle famiglie e delle imprese che richiedono una iniezione straordinaria di mezzi finanziari che proprio il BTP Italia potrebbe consentire.

CHIEDIAMO

CHE IL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE SI IMPEGNI UFFICIALMENTE AD INTRAPRENDERE IL SEGUENTE PROGRAMMA DI FINANZA PUBBLICA
1. Le offerte di collocamento dei BTP Italia siano riservate esclusivamente a soggetti residenti, con priorità alle famiglie ed alle imprese, alle quali sia consentito di intervenire direttamente tramite canali telematici, e siano in ogni caso preclusi agli investitori non-residenti;
2. Che a queste offerte venga dato il più ampio risalto mediatico tramite pubblicazione in tutti i principali organi di stampa, affissione in tutte le filiali di Poste Italiane, i canali TV nazionali ed i siti internet riferibili al MEF;
3. Che le offerte di collocamento dei BTP Italia abbiano frequenza settimanale, senza vincoli di raccolta, in maniera che il MEF emetta tutti i titoli che vengono richiesti alle condizioni stabilite e riduca proporzionalmente le aste ordinarie di TDS fino alla loro sostanziale soppressione;
4. Che alle offerte dei BTP Italia vengano ammessi nel ruolo di intermediari con il pubblico soltanto soggetti ad azionariato pubblico, quali Mediocredito Centrale, Cassa Depositi e Prestiti, Poste Italiane e Monte dei Paschi di Siena;
5. Che ad ogni collocamento vengano offerte diverse tipologie di BTP Italia differenziati per scadenza, da quelle brevi (1-3 anni) a quelle più lunghe (7-10 anni), adeguando proporzionalmente le condizioni economiche di tasso e premio fedeltà in maniera da rispondere anche alle esigenze di chi è disponibile ad intraprendere un’ottica di investimento più lunga;
6. Che tutti i titoli BTP Italia siano defiscalizzati e non possano essere oggetto di alcuna procedura di pignoramento, bail-in, imposta patrimoniale o altre forme di prelievo forzoso o di esecuzione giudiziaria.

PRIMI FIRMATARI

Mauro Scardovelli (Unialeph)
Nino Galloni
Alberto Micalizzi
Claudio Messora (Byoblu)
Guido Grossi

**la tua firma**

31,437 firme

Condividi con i tuoi amici:

   

Top