Salvini: un miliardo di fondi sbloccato per gli autotrasportatori

Il governo sblocca oltre un miliardo di euro destinato agli autotrasportatori. Sono risorse in larga parte già stanziate, rimaste ferme per ostacoli burocratici. Lo ha annunciato oggi a Milano il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, al termine del tavolo in Prefettura con le associazioni di categoria e il viceministro Edoardo Rixi. Secondo il ministro, i pagamenti raggiungeranno 32mila imprese a partire da domani e si completeranno entro novembre. È la prima risposta dell’esecutivo alle proteste che nelle ultime settimane hanno portato a blocchi stradali e autostradali in diverse regioni del Mezzogiorno.
«Non pretendo di avere la bacchetta magica il martedì mattina», ha detto Salvini a margine della posa della prima pietra del nuovo campus del Conservatorio di Milano. «Sbloccare un miliardo abbondante di risorse che per motivi burocratici erano ancora bloccati, con i pagamenti a 32mila aziende che partono da domani e cercare altri 100-150 milioni di risorse aggiuntive, rappresenta una prima risposta». Il ministro ha definito l’incontro «l’inizio di un percorso». Il prossimo appuntamento è fissato per martedì 27 ottobre, quando un secondo tavolo dovrà verificare l’effettivo avvio delle erogazioni.
Autotrasportatori, 480 milioni per le domande presentate fino ad agosto
Il dettaglio tecnico lo ha fornito Rixi. La cifra annunciata in mattinata da Salvini, 430 milioni di euro di credito d’imposta già iscritti a bilancio, è salita a circa 480 milioni. Serviranno, ha spiegato il viceministro, ad «azzerare tutte le domande che sono pervenute fino al 30 di agosto», data di chiusura dell’ultima finestra. A queste si aggiungono nuove risorse per le richieste di settembre e ottobre, con un limite preciso: il relativo credito d’imposta potrà essere utilizzato soltanto nel 2027.
Le dichiarazioni ufficiali non chiariscono come si arrivi alla soglia del miliardo. Le voci citate pubblicamente sono i 480 milioni del credito d’imposta, i fondi per settembre e ottobre e una disponibilità di cassa per il Marebonus. Salvini ha parlato anche di oltre mezzo miliardo destinato al rinnovo dei mezzi pesanti, ancora vincolato da regole europee. La ripartizione complessiva resta da precisare.
Autotrasporto e Bruxelles, il nodo della tassa sulle emissioni
Intervenuto in mattinata ai microfoni di RTL 102.5, Salvini ha indicato nell’Unione europea una delle cause del malessere del settore. Il riferimento è all’estensione del sistema ETS, il meccanismo europeo di scambio delle quote di emissione, al trasporto marittimo e aereo. Ne risente il Marebonus, l’incentivo che sostiene l’imbarco dei camion sulle navi per alleggerire le strade, che il ministro ha definito «figlio di una normativa europea fuori dal mondo e fuori dal tempo». «A Bruxelles continuano a ritenere che, per decarbonizzare nel nome dell’ambiente, bisogna tassare chi lavora», ha aggiunto.
Il ragionamento poggia su un dato strutturale. «Il 90% delle merci in Italia viaggia su gomma», ha ricordato Salvini, richiamando la conformazione di un Paese lungo e attraversato da Alpi e Appennini. Il governo, ha assicurato, investe in ferrovie, interporti e porti, «però la gomma è la gomma». Anche i fondi per il rinnovo della flotta sono oggetto di una «discussione serrata con Bruxelles».
Questa dipendenza dal trasporto stradale è il risultato di decenni di investimenti ferroviari e intermodali rimasti indietro, e di scelte politiche che non li hanno mai messi al primo posto. Ogni aggravio sul carburante o sulle emissioni ricade così su un comparto privo di alternative praticabili, soprattutto al Sud e nelle isole.
Sicilia e Sardegna, patenti ed età pensionabile dei camionisti
Tra le misure annunciate c’è un sostegno specifico per Sicilia e Sardegna, destinato all’intermodalità e all’attraversamento marittimo, visto che le due isole, ha osservato il ministro, «hanno il mare perché ancora non c’è il ponte». Il governo intende inoltre intervenire sul costo della patente professionale e innalzare su base volontaria, per chi è in buona salute, il limite di età per la guida dei mezzi pesanti da 68 a 70 anni, allineandolo ad altri Paesi europei.
La trattativa si è svolta su due livelli. Ieri Salvini ha sentito singoli autotrasportatori e associazioni locali di Sicilia, Campania e Puglia, che avevano già rimosso alcuni blocchi per consentire il rifornimento di negozi, farmacie e supermercati. Oggi, dopo il confronto con le sigle nazionali, il pomeriggio è stato dedicato ai rappresentanti degli autonomi.
Blocchi stradali e decreto sicurezza, Salvini: protestare non è devastare
Sul fronte delle proteste il ministro ha tenuto una linea ferma. «Un conto è protestare, un conto è devastare, un conto è togliere il diritto alla mobilità e al lavoro degli altri», ha dichiarato, annunciando che chiederà a tutti «la rimozione di qualsiasi blocco ancora in corso».
Il richiamo pesa per il quadro normativo in cui si colloca. Con il decreto sicurezza, chi blocca le strade rischia conseguenze penali fino al carcere. Il governo apre quindi il portafoglio e, nello stesso momento, ricorda il peso della sanzione. Per chi sostiene la norma si tratta di tutelare chi deve lavorare e spostarsi. Per i critici il rischio è trattare come una questione di ordine pubblico una protesta nata dai costi d’esercizio, dal carburante e dalla burocrazia, cioè da problemi economici. Le vertenze dei piccoli trasportatori si chiudono con le risorse e con le riforme. Il codice penale non le risolve.
Sullo sfondo c’è il Consiglio dei ministri sull’ordine pubblico convocato dopo i disordini di Milano. Salvini ha anticipato le proposte della Lega: più militari nell’operazione Strade Sicure, fermo preventivo esteso ai minorenni a rischio, esclusione dalla cittadinanza per chi abbia riportato condanne per spaccio, rapina o devastazione.
Associazioni dell’autotrasporto, soddisfazione e richiesta di un tavolo permanente
Dal mondo associativo arrivano le prime reazioni positive. An.Bti di Confcommercio, che rappresenta il trasporto turistico in autobus, ha accolto con favore l’impegno formale del ministero sui crediti d’imposta e sulle risorse per settembre e ottobre, insieme agli interventi annunciati sull’ETS e sul costo dei carburanti. Il presidente Riccardo Verona chiede ora «l’immediata convocazione di un tavolo permanente presso il MIT» con le principali sigle del trasporto persone, perché «è necessaria una concertazione continua».
La verifica concreta arriverà il 27 ottobre, quando il secondo tavolo dovrà certificare che i pagamenti promessi sono partiti davvero e che i 100-150 milioni aggiuntivi sono stati individuati.