Borussia Dortmund: basta con gli smartphone allo stadio, tornate a guardarvi la partita!

Il Borussia Dortmund premierà i tifosi che non usano lo smartphone durante le partite. In palio ci sono maglie autografate e buoni spesa per il negozio ufficiale del club. L’iniziativa si chiama Fan Mode, è stata annunciata ieri e debutta domani al Signal Iduna Park, nella sfida di Bundesliga contro l’Eintracht Francoforte. Funziona attraverso l’app ufficiale della società, sviluppata insieme a Vodafone. Più a lungo si tiene il telefono bloccato, più possibilità si hanno di vincere.
Come funziona il Fan Mode del Dortmund
Il tifoso attiva la funzione prima del calcio d’inizio. Da quel momento l’app conta i minuti in cui lo schermo resta bloccato. Ogni minuto vale punti, cioè partecipazioni all’estrazione dei premi.
Il conteggio copre al massimo 90 minuti. L’intervallo è escluso: durante la pausa si può guardare il telefono, poi la modalità va riattivata per il secondo tempo. Se si sblocca lo schermo o si esce dalla schermata del timer, il conteggio si ferma. Dopo il fischio finale si torna nell’app, si verifica il totale dei minuti e si inviano le partecipazioni.
Per concorrere servono un account BVB, la sigla con cui è noto il club, e almeno 16 anni. L’app gira su iOS e Android e vale solo per le partite casalinghe di Bundesliga. Non c’è alcun divieto: chi vuole filmare un gol può farlo, accumulerà soltanto meno minuti.
Il 63% dei tifosi guarda il telefono durante la partita
Il progetto si appoggia a un sondaggio condotto da Vodafone nel 2023 su mille frequentatori abituali degli stadi: il 63% dichiarava di usare regolarmente lo smartphone durante le partite.
Nella nota ufficiale il club scrive che «sempre più tifosi sono infastiditi da selfie, streaming e social media sugli spalti» e invita a «lasciare lo smartphone in tasca e godersi la partita con tutti i sensi».
L’amministratore delegato Carsten Cramer ha insistito sull’esperienza collettiva: «Oltre 81.000 persone nello stadio che cantano, esultano e trattengono il respiro insieme: questo qui e ora è insostituibile». Poi ha spiegato la scelta del partner: «Con Vodafone abbiamo un partner che sa non solo di cosa è capace la tecnologia, ma anche quando deve farsi da parte». Sulla stessa linea Marcel de Groot, amministratore delegato di Vodafone Germania, che ha esortato i tifosi a tenere più spesso il telefono in tasca e a seguire ciò che accade in campo e sugli spalti.
Oggi è intervenuto anche l’allenatore Niko Kovac. Ai giocatori vieta il telefono durante il pasto che la squadra consuma insieme prima della partita, ma lo consente nello spogliatoio e sul pullman. «I ragazzi sono abbastanza grandi da capire di cosa hanno bisogno per prepararsi», ha detto. E ha aggiunto: «Penso che tutti potremmo passare un po’ meno tempo a guardare il telefono, ogni tanto».
Il paradosso: un’app per staccarsi dal telefono
C’è un dettaglio paradossale. Per stare lontani dallo smartphone bisogna installare un’altra app, creare un account e lasciare un timer attivo per tutta la partita. Il dispositivo da cui ci si vorrebbe liberare diventa lo strumento che certifica il proprio buon comportamento. Lo sponsor è una compagnia telefonica, un’azienda che vive di connessione e di traffico dati.
Le fonti disponibili non chiariscono quali dati raccolga l’app oltre ai minuti di schermo bloccato, né come vengano conservati o utilizzati. Su questo punto, per ora, non ci sono informazioni.
Ci sono poi due elementi concreti. L’obbligo di registrarsi porta al club un archivio di tifosi identificati. I premi sono merchandising, che riporta i vincitori verso il negozio ufficiale. Il Dortmund presenta l’iniziativa come una tutela dell’atmosfera dello stadio, e la partecipazione resta volontaria. Il fastidio verso chi passa la partita a filmare, d’altra parte, è reale e diffuso tra i tifosi tedeschi.
La rivolta degli stadi tedeschi contro gli influencer
L’iniziativa del Dortmund arriva mentre il calcio tedesco reagisce a chi trasforma le curve in contenuti social, soprattutto gli influencer con attrezzature professionali.
Questo mese l’Hertha Berlino, che gioca nella seconda divisione, ha vietato allo stadio le produzioni video «realizzate a fini commerciali e monetizzate». Foto e video per uso personale restano consentiti. Lo stesso club ha elaborato insieme ai tifosi un manifesto per abbandonare le maglie stravaganti e tornare a divise tradizionali. Ad agosto la Dynamo Dresda aveva vietato le riprese commerciali per i social. Le ragioni dichiarate erano due: far sentire i tifosi a proprio agio e proteggere i contratti per i diritti televisivi.
Accanto alla difesa del tifo, quindi, c’è un interesse economico preciso: le immagini della partita valgono soldi, e qualcuno le ha già pagate. Il Dortmund ha scelto un’altra strada. Invece di vietare, offre un incentivo. Il simbolo da proteggere è il Muro Giallo, la grande tribuna in piedi del Signal Iduna Park, famosa per cori, bandiere e coreografie.
E l’uso degli smartphone nella scuola?
Il tema dello smartphone che cannibalizza non solo li tempo libero ma anche le facoltà cognitive viene affrontato dagli psicologi già da un po’ di tempo. Nel 2023 la Svezia ha fatto marcia indietro sulla digitalizzazione spinta delle scuole e ha deciso di tornare ai libri di testo stampati, dopo gli allarmi degli esperti sugli effetti degli schermi sull’apprendimento. Su Byoblu ne avevo parlato allora, quando in molti consideravano il tablet in classe sinonimo di progresso.
Anche l’Italia si è mossa, sul fronte scolastico. Con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara il telefono è stato vietato in classe prima alle elementari e alle medie, dall’anno scolastico 2024/25, poi anche alle superiori, dal 2025/26.
I due ambiti sono diversi. A scuola lo Stato fissa una regola nell’interesse dello sviluppo e dell’apprendimento dei minori. A Dortmund una società privata, insieme a un operatore telefonico, punta sui premi e sulla scelta volontaria per spingere i “clienti” verso un’esperienza migliore, ma anche per venire incontro agli acquirenti dei diritti televisivi.
E se mettete un piede su una metropolitana o un bus, capirete che sì, l’essere umano è un animale sociale, ma ormai la sua socialità viene intermediata da un dispositivo. Ci parliamo attraverso gli schermi, e a quasi tutti sembra andare bene così. Il motivo è semplice: su un tram puoi parlare con una persona: con uno smartphone invece puoi parlare a tutti. Evidentemente i 15 minuti di celebrità teorizzati da Andy Warhole esercitano un fascino irresistibile, rispetto al quale due chiacchiere con il vicino di casa sembrano noiose.
Domani, contro l’Eintracht Francoforte, con oltre 81.000 spettatori attesi, la novità verrà testata sul campo. Vediamo in quanti accetteranno di tenere lo smartphone riposto nel giubbotto.