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Bruxelles, scontri tra polizia e manifestanti contro l’austerità. Tutti i video su Byoblu.

Decine di migliaia in piazza contro il piano da 10 miliardi del governo De Wever. Ai margini del corteo, ore di guerriglia e oltre cento fermi.
Byoblu·12 ottobre 2026

Venerdì 9 ottobre Bruxelles ha visto scontri tra polizia e manifestanti durante la marcia nazionale contro i tagli alla spesa del governo belga guidato da Bart De Wever. Il corteo è stato promosso dai sindacati. Secondo gli organizzatori i partecipanti erano circa 50mila, secondo la polizia circa 30mila. La grande maggioranza ha sfilato senza incidenti. Ai margini, alcune centinaia di giovanissimi a volto coperto si sono scontrati per ore con le forze dell’ordine. In serata le persone fermate erano più di cento.

In testa al corteo c’erano le due maggiori confederazioni sindacali del Paese. La FGTB è di area socialista. La CSC è di tradizione cristiana e moderata. Dietro di loro sfilavano collettivi della sinistra radicale e diverse sigle dell’opposizione sociale al governo. In coda c’erano migliaia di studenti.

Gli studenti in piazza e la «scintilla francese»

Gli studenti hanno portato in piazza le proprie rivendicazioni. Contestano il degrado degli edifici scolastici e della qualità dell’insegnamento, l’aumento delle tasse e le riforme che, temono, renderanno l’università meno accessibile.

La protesta studentesca era partita da Liegi. Lì, dall’inizio di ottobre, centinaia di ragazzi sono scesi in strada contro il caro scuola, le rette universitarie in crescita, la mancanza di materiali didattici e le classi sovraffollate. Alcuni collettivi di insegnanti avevano già sollevato gli stessi temi alla fine dello scorso anno scolastico.

Molti partecipanti hanno parlato di una «scintilla francese». Il riferimento è all’ondata di mobilitazioni studentesche che nelle ultime settimane ha attraversato la Francia. Venerdì le autorità francesi segnalavano un rallentamento delle proteste, con 141 scuole ancora chiuse.

La maggior parte degli studenti belgi ha marciato pacificamente insieme ai lavoratori, con striscioni e cori come «siamo tutti antifascisti».

Dalla Gare Centrale alla Gare du Midi: ore di scontri

Secondo la polizia, le tensioni sono cominciate intorno alle 10:30 vicino a place de l’Albertine, nel pieno centro, dove i manifestanti si stavano radunando. Alla vicina Gare Centrale gruppi di giovani vestiti di nero e mascherati hanno lanciato pietre e petardi contro gli agenti. Hanno costruito barricate con biciclette, monopattini a noleggio e materiale di cantiere, e poi le hanno incendiate.

Il comunicato della zona di polizia di Bruxelles-Capitale-Ixelles parla di agenti presi di mira «fin dalle prime ore del mattino» con «bottiglie di vetro, pietre, mattoni, bastoni e fuochi d’artificio». Secondo lo stesso comunicato, l’arredo urbano è stato usato per le barricate o come proiettile. Anche un mezzo della polizia è stato danneggiato.

La polizia ha risposto con idranti, gas lacrimogeni e cariche. Alcuni dimostranti hanno rilanciato contro gli agenti i candelotti. Sono arrivate altre unità dotate di lanciagranate lacrimogeni, con il supporto di un elicottero.

Gli scontri più duri sono avvenuti a fine corteo intorno alla Gare du Midi, la principale stazione della città, e nel vicino quartiere popolare delle Marolles. Lì sono durati oltre tre ore. Alcune automobili sono state incendiate e tre autobus devastati. Sono stati colpiti anche veicoli della polizia e mezzi di soccorso. Non sono stati diffusi dati confermati sui feriti.

Il conteggio dei fermi è cresciuto nel corso della giornata. In un primo momento la polizia ne aveva comunicati 21, tra cui 13 minorenni. In serata erano circa 110. Una trentina di persone sono state fermate nell’ambito di procedure giudiziarie, cioè con possibili conseguenze penali. Le altre ottanta sono state trattenute per motivi amministrativi, una misura temporanea di ordine pubblico.

Stando a quanto riportato da L’Indipendente, un video circolato online mostra un ragazzo a terra colpito con i manganelli da alcuni agenti nel tunnel di rue des Brigittines, vicino alle Marolles. Non si conoscono le circostanze dell’episodio né le condizioni del giovane.

La polizia ha precisato che gli scontri sono avvenuti ai margini e sono rimasti separati dal corteo sindacale. Bert Engelaar, presidente del sindacato socialista, ha preso le distanze dalle violenze. Ha detto che i responsabili non hanno nulla a che vedere con le ragioni della protesta e che la marcia dei lavoratori ha attraversato il centro in modo pacifico.

Il governo «Arizona» e il piano da 10 miliardi

Bart De Wever guida i nazionalisti fiamminghi della N-VA ed è primo ministro dall’inizio del 2025. La sua maggioranza è chiamata «Arizona» perché i colori dei partiti che la compongono richiamano la bandiera dello Stato americano. Ne fanno parte la N-VA, i liberali francofoni del MR, i centristi di Les Engagés, i cristiano-democratici fiamminghi del CD&V e i socialisti fiamminghi di Vooruit. Viene descritta come una coalizione di centrodestra, anche se al suo interno siede un partito socialista.

Il programma economico prevede di trovare 10 miliardi di euro di risparmi entro il 2029 per ridurre deficit e debito pubblico. Il Belgio, come l’Italia, è sottoposto alla procedura europea per deficit eccessivo. È il meccanismo con cui Bruxelles impone ai Paesi con i conti fuori dai parametri un percorso di rientro concordato. Quando si è svolta la manifestazione, l’esecutivo stava ancora cercando un accordo sul pacchetto.

I sindacati contestano soprattutto chi pagherà questo risanamento. Temono interventi sull’indicizzazione automatica dei salari, il sistema belga che adegua stipendi e prestazioni sociali all’aumento del costo della vita. Temono anche un aumento dell’IVA e tagli ai servizi pubblici e alla sanità. A loro giudizio il peso ricadrebbe su lavoratori, pensionati e famiglie a basso reddito. Chiedono che a contribuire di più siano le fasce più ricche.

Il governo presenta i risparmi come una condizione per tenere in ordine i conti pubblici. Ogni manovra però stabilisce una ripartizione dei costi. Un’IVA più alta pesa di più su chi spende tutto quello che guadagna. Frenare l’indicizzazione taglia il potere d’acquisto reale di chi vive di stipendio o di pensione. Anche i tempi e gli obiettivi del rientro vengono decisi ai tavoli politici, a Bruxelles e nelle capitali europee. La Grecia e l’Italia hanno già sperimentato gli effetti di stagioni di austerità imposte con l’argomento dell’urgenza contabile.

I sindacati vedono negli scontri un rischio: nel racconto della giornata le immagini degli autobus in fiamme possono oscurare decine di migliaia di persone scese in strada per salari, pensioni e scuola. Le stime di organizzatori e polizia sulla partecipazione sono diverse. Concordano però su un punto: i violenti erano alcune centinaia.

Le prossime tappe della mobilitazione

La protesta non si è fermata con il corteo di venerdì. Erano già in calendario una marcia ambientalista per domenica 11 ottobre e un nuovo sciopero del settore pubblico per lunedì 12.

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