— 📻 Radio Byoblu Iscriviti alla newsletter✉ Newsletter Petizioni 👤 Area utente ♥ Sostieni
Il primo blog di informazione indipendente
Ultim'ora
byoblu
Politica

Conte e campo largo: No a nuovi impegni di spesa militare con la Nato. Ma sull’Ucraina, sono ancora divisi.

Il leader M5S spera in un testo comune per oggi. Il campo largo è compatto contro le spese militari, ma sulla guerra il Pd frena.
Byoblu·14 ottobre 2026
Politica — Byoblu

Giuseppe Conte prova a estendere alla guerra l’unità del campo largo. Ieri, a margine di una protesta sulla casa davanti a Montecitorio, il presidente del Movimento 5 Stelle ha parlato della risoluzione sull’Ucraina che le opposizioni devono presentare oggi: «In queste ore stiamo lavorando alla risoluzione per domani. Confido che questa volta, anche sul passaggio del conflitto in Ucraina, si possano compattare tutte le opposizioni».

L’appuntamento sono le comunicazioni di Giorgia Meloni alle Camere in vista del Consiglio europeo, il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione. Prima di ogni summit la premier riferisce in Parlamento. I gruppi poi votano le risoluzioni, cioè i testi che indicano al governo la linea da tenere a Bruxelles. Dal Partito democratico è arrivato uno stop nel giro di poche ore.

Il precedente: il no al riarmo nel documento sul bilancio

L’ottimismo di Conte nasce da un risultato ottenuto poche ore prima. M5S, Pd, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Più Europa hanno firmato una risoluzione comune sul Documento programmatico di finanza pubblica. È il testo con cui il governo fissa la cornice dei conti in vista della legge di Bilancio.

La risoluzione contiene ventuno punti: crescita, potere d’acquisto, un piano per la casa, salari, spesa sanitaria, congedo paritario, clima, scuola e stop all’autonomia differenziata. Ci sono anche correttivi contro il fiscal drag, l’aumento del prelievo fiscale su stipendi cresciuti solo per effetto dell’inflazione.

Il passaggio più pesante riguarda le armi. I cinque partiti chiedono al governo di riconsiderare gli impegni presi con la Nato e di evitare nuovi aumenti della spesa militare. È una bandiera dei Cinque Stelle, e ora porta anche la firma di Matteo Renzi.

Conte rivendica il risultato: «Siamo veramente orgogliosi di aver compattato le opposizioni sul nostro no al riarmo. Con le armi gli italiani non mangiano, non si curano». Propone di spostare risorse dalla difesa e dagli extraprofitti di banche e colossi energetici verso sanità, istruzione, famiglie e imprese strette tra caro vita e caro bollette. Elly Schlein parla di «una base programmatica comune» per l’alternativa alle destre. Nicola Fratoianni, di Avs, rilancia: «È un programma di governo».

Quella risoluzione, però, non è mai stata votata. L’approvazione del testo della maggioranza l’ha resa preclusa, cioè decaduta in automatico. L’unità esiste sulla carta, senza la verifica di un voto in Aula.

Ucraina, il punto in cui il campo largo si divide

Sulla guerra lo scenario cambia. Conte difende la linea del negoziato: «In Ucraina lo abbiamo sperimentato da quattro anni e mezzo: la ricetta che ci è stata proposta dagli Stati Uniti e dal Regno Unito non ha funzionato». E aggiunge: «Riteniamo che il modo migliore per sostenerla è impegnarsi in un negoziato che qui nessuno vuol fare». Chiede un’Europa che rimetta al centro diplomazia e dialogo. Nei giorni scorsi, stando a quanto riportato, era arrivato a condannare l’accordo tra Donald Trump e Vladimir Putin.

Il Pd risponde con tre voci. Francesco Boccia, capogruppo al Senato: «Unità non significa uniformità. Sulla politica estera e sul Consiglio europeo è giusto che ciascun partito esprima le proprie posizioni, anche alla luce delle diverse appartenenze alle famiglie politiche europee». Peppe Provenzano, responsabile Esteri del partito: «Il nodo Ucraina non si scioglie dalla sera alla mattina in un passaggio parlamentare». Lorenzo Guerini, dell’area riformista, è il più netto. Giudica «inaccettabile» subordinare gli aiuti a Kiev a una road map che dovrebbe ricevere il via libera di Putin.

Anche Fratoianni ammette la distanza: «Sull’Ucraina non c’è ancora un accordo e ci arriveremo, ci saranno risoluzioni diverse ma è su un argomento circoscritto».

Come mai è così difficile – mi chiedo – per il PD parlare di negoziato? Dovrebbe essere un punto di caduta naturale.

Uniti sulla spesa, divisi sulla guerra

Non si può certo definire la guerra un «argomento circoscritto», come se fosse un disaccordo su come utilizzare i punti della spesa. Il conflitto in Ucraina è il dossier con cui in Europa si è giustificata la corsa al riarmo. Le opposizioni dovranno prendere una posizione chiara e unitaria, se vorranno essere credibili.

Nel Pd c’è una componente riformista e atlantista che considera il sostegno militare a Kiev non negoziabile. Ieri la segretaria ha parlato di casa e di bilancio. Nelle dichiarazioni diffuse non c’è una sua parola sulle armi all’Ucraina: la linea l’hanno data Boccia e Guerini. Ne esce una coalizione che chiede meno spesa militare e, nello stesso pomeriggio, rivendica il diritto di votare in ordine sparso sulla guerra che quella spesa la giustifica.

Poi c’è Renzi. Oggi firma lo stop agli aumenti per la difesa, ma nel 2014 era a Palazzo Chigi quando l’Italia sottoscrisse, al vertice Nato in Galles, l’obiettivo del 2% del Pil in spese militari. Lo stesso impegno era in vigore anche quando Conte guidava il governo, dal 2018 al 2021. Il sottofinanziamento di sanità e scuola che le opposizioni denunciano ha radici precedenti all’attuale esecutivo.

Quanto a Conte, la dinamica si ripete: annuncia una compattezza che gli alleati ridimensionano nel giro di poche ore. Nel fine settimana ha attaccato Renzi più volte. Secondo indiscrezioni, avrebbe chiesto a Schlein di fare da garante dell’ex premier, senza concedergli un ministero e con pochi parlamentari al seguito. Conte detta condizioni agli alleati, ma sul tema a cui tiene di più non ci riesce.

Oggi, dopo le comunicazioni di Meloni, l’Aula voterà le risoluzioni. Il numero di testi depositati dalle opposizioni sarà la prima misura concreta dell’unità annunciata ieri.

📻 RADIO Caricamento…