Cpr, Piantedosi cancella il certificato di idoneità sanitaria
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi firma il 3 novembre una direttiva che modifica l’articolo 3 delle norme sui Centri di permanenza per il rimpatrio, eliminando l’obbligo per i medici di attestare la compatibilità delle condizioni di salute del migrante con la vita nei centri. Il provvedimento sostituisce la direttiva del 2022 firmata dall’allora ministra Luciana Lamorgese, introdotta dopo le indagini della procura di Ravenna su presunti certificati falsi che avrebbero impedito l’ingresso nei Cpr ad alcuni stranieri irregolari. Con le nuove regole la visita medica resta obbligatoria ma serve solo a individuare i bisogni assistenziali da garantire tramite il gestore del centro o l’Azienda sanitaria locale, non più a valutare se il trattenimento sia compatibile con lo stato di salute della persona. Anche dopo l’ingresso, il medico dell’ente gestore dovrà segnalare solo i casi non gestibili all’interno della struttura, senza più accertare un’eventuale inidoneità legata alle caratteristiche del centro. La modifica contrasta con pronunce giudiziarie che definiscono l’accertamento sanitario di compatibilità una condizione imprescindibile per la validità del trattenimento.