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Franco Fracassi: Eni e IP? Propaganda elettorale. E gli italiani “non li capisco: non protestano mai”.

Tetti sui carburanti, extraprofitti, bollo abolito per un anno: per Fracassi è una delle più grandi operazioni di consenso mai viste in Italia
Byoblu·02 ottobre 2026

Per Franco Fracassi i tetti sui prezzi dei carburanti annunciati da Eni e IP rappresentano «una delle più grandi manovre propagandistiche elettorali che si sono viste in questo paese». È la tesi che espone in un video pubblicato oggi. Fracassi affronta il caro benzina, gli extraprofitti delle compagnie petrolifere e l’abolizione del bollo auto per un solo anno. Parla anche di quella che considera l’incapacità degli italiani di protestare.

Quanto dovrebbe costare la benzina

Fracassi parte dal prezzo del greggio e da quello che, a suo dire, sarebbe il prezzo corretto alla pompa.

«Per quanto costa oggi il petrolio, la benzina dovrebbe costare più o meno un euro e mezzo, un euro e sessanta. Questo dovrebbe essere il prezzo della benzina, perché il petrolio costa esattamente quanto costava quando la benzina costava 1,50 euro e il diesel 1,30. Sarebbero questi i prezzi di mercato. Se il mercato fosse normale, sarebbero questi».

Da qui il giudizio sui tetti fissati dalle due compagnie: «Invece, con un costo del petrolio che permette di far pagare il diesel 1,30 e la benzina 1,50, due società petrolifere mettono un limite […] e siamo tutti felici e pensiamo che abbiano fatto un grande gesto».

Eni, IP e gli extraprofitti

Secondo Fracassi, le compagnie non ci rimettevano nemmeno prima dei rincari.

«Ovviamente guadagnavano anche da prima, perché se la benzina costava 1,50 non era per rimetterci, no? Quindi immaginate, a proposito di extraprofitti, quanti extraprofitti sta facendo l’Eni in questo momento e quanti ne sta facendo l’IP. Entrambi stanno guadagnando valangate di soldi, però non sono più odiati: sono i nostri eroi. Questa è la cosa incredibile».

Per rendere l’idea, Fracassi ricorre a un’immagine forte: «È come se uno ti stesse torturando. A morte no, però ti sta torturando di brutto, ti prende a bastonate. Poi ti prende solo a calci in faccia e tu lo ringrazi. Anzi, quasi ti dispiace per loro: poveracci, si immolano rispetto agli altri, mi stanno solo dando dei calci in faccia».

E conclude: «Tutto questo è una delle più grandi manovre propagandistiche elettorali che si sono viste in questo paese».

Il bollo abolito solo per l’anno delle elezioni

Il ragionamento si allarga alle altre misure del governo.

«Ne stiamo facendo di tutti i colori, per la verità, di cose elettorali in questo paese. Hanno abolito il bollo, ma solo per l’anno prossimo. Solo per l’anno prossimo, non per gli altri. Abolito il bollo? Manco per il fico secco. L’anno prossimo dovranno trovare altri soldi».

Fracassi contesta anche la copertura della misura: «Peraltro i soldi con cui hanno abolito il bollo sono stati sottratti a opere pubbliche, a un sacco di altre cose. Soldi che dovrebbero essere produttivi e invece vanno a perdere».

«Per carità, io sono felicissimo che sia stato abolito il bollo per un anno. Però uno dovrebbe riflettere: mi aboliscono il bollo per un anno, l’anno delle elezioni».

E ancora: «Campagne elettorali così smaccate non è che non ci siano mai state, ma ne ho viste raramente in vita mia. Tra i vari governi che si sono succeduti, è stato raro vedere manovre di questo tipo così clamorosamente smaccate. Come per dire: guardate, vi sto comprando il voto».

Tassisti, camionisti e Palazzo Chigi

Di fronte ai rincari, Fracassi lancia un appello.

«Se io fossi un tassista darei l’assalto a Palazzo Chigi, e se fossi un camionista ancor di più. Ma io invito tutti a farlo. Se si decide di fare una cosa del genere, mi metto in prima fila».

Poi parla della propria esperienza: «Io ho una macchina diesel e se spendo 2,19, che poi sarebbe 2,20, o 2,30, mi cambia tantissimo la vita. Visto che viaggio su e giù per l’Italia in continuazione, ho una situazione spaventosa. E mi sembra assurdo, veramente assurdo tutto questo».

Gli italiani che non protestano

Una parte dell’intervento riguarda l’atteggiamento degli italiani.

«Io francamente certe volte rimango stupefatto. Uno protesta perché non c’è il pane, poi ti lanciano le briciole e sei contento».

«Certe volte gli italiani li capisco poco: non protestano mai. E quando decidono di protestare, gli basta nulla per smettere. Come accadde per gli agricoltori: protestarono giustamente, non gli venne concesso nulla di quelle che erano le loro rivendicazioni, ma hanno smesso di protestare solo perché un ministro è andato a fare il brunch insieme a loro in campagna. Io sono veramente senza parole».

Per Fracassi una via d’uscita esiste: «Ne usciamo se decidessimo di fare i cittadini, i veri cittadini. Cioè non accettando le angherie che in questo caso ci sta facendo il governo. È tutto qui. Mica siamo obbligati ad accettare queste angherie».

Prezzi alla pompa slegati dal greggio

Nel corso della conversazione viene ricordato che a febbraio, prima della guerra con l’Iran, il petrolio costava tra i 67 e i 71 dollari al barile. Fracassi riprende il punto.

«Adesso costa più o meno la stessa cifra. Non è aumentato. Io vorrei far capire questa cosa: il prezzo della benzina e del diesel non ha a che fare col prezzo del petrolio, non c’entra niente. La benzina e il diesel dovrebbero costare rispettivamente 50 centesimi di meno la benzina e 90 centesimi di meno il diesel».

«Se diminuissero i prezzi di 30 centesimi la benzina e di 50 il diesel, sarebbe comunque un latrocinio, comunque un furto. Perché ci stanno rubando i soldi con l’avallo del governo e con il nostro applauso. Questa è la cosa incredibile».

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