INDIA: 21 editori contro legge privacy, “rischio pre-censura”
Alla Corte Suprema di Nuova Delhi si apre martedì la più importante contestazione legale contro la legge sulla privacy voluta dal governo di Narendra Modi, con una petizione firmata da 21 case editrici, tra cui Network18 e NDTV, di proprietà dei miliardari Mukesh Ambani e Gautam Adani, oltre a Indian Express. L’avvocata Madhavi Goradia Divan, per la Digital News Publishers Association, ha dichiarato ai giudici che “le chiuderanno se dovremo chiedere il permesso” alle persone su cui si indaga, parlando di un “vero e proprio regime di pre-censura”. La norma, a differenza delle versioni precedenti, elimina l’esenzione per il giornalismo d’inchiesta e permetterebbe a Nuova Delhi di risalire alle fonti dei reporter. La petizione sostiene che la legge colpisce “al cuore del quadro democratico” e violerebbe i principi costituzionali indiani. In precedenza solo attivisti e testate minori avevano impugnato la norma, mentre il governo a agosto aveva assicurato che la legge avrebbe tutelato la libertà di stampa. La Corte Suprema ha rinviato l’udienza al mese prossimo; il testo dovrebbe entrare in vigore da maggio 2027.