ISRAELE: ultraortodossi contesi tra Netanyahu e opposizione Eisenkot
A meno di 24 ore dall’avvio delle consultazioni per il nuovo governo, in ISRAELE nessuno dei due schieramenti principali raggiunge ancora i numeri necessari dopo le elezioni del 27 ottobre. Netanyahu ottiene il sostegno confermato di Sionismo Religioso, Otzma Yehudit e Shas, ma resta in bilico l’appoggio di Ebraismo della Torah Unito, che conta 7 seggi ed è conteso anche dal Blocco del cambiamento guidato da Gadi Eisenkot. A spingere per sottrarre gli ultraortodossi al campo del premier è Avigdor Liberman, leader di Yisrael Beytenu, che ha escluso un’intesa con Netanyahu e con le forze arabo-israeliane ma non con gli haredim. «Dobbiamo impedire nuove elezioni: con una gestione adeguata è possibile formare rapidamente un governo stabile senza Ràam e la Lista Comune», ha dichiarato Liberman. La comunità ultraortodossa, circa un milione e mezzo di persone pari al 15% della popolazione israeliana, resta quindi ago della bilancia nella trattativa.