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Mancini: «Francia grande squadra, ma giochiamo per vincere». La squadra? Sempre più aperta a giocatori di origini diverse.

Stasera allo Stade de France la terza giornata di Nations League: Zidane senza Mbappé, l’Italia con la Federcalcio in subbuglio alle spalle.
Byoblu·02 ottobre 2026
Sport — Byoblu

Roberto Mancini non va a Parigi per difendersi. Stasera alle 20.45, allo Stade de France, l’Italia sfida la Francia di Zinedine Zidane nella terza giornata di Nations League. Il ct azzurro ha fissato la linea ieri, ai microfoni di Sky: «Anche quando affronti squadre così forti non giochi mai per non vincere. È chiaro che cercheremo sempre di vincere. Questa deve essere la nostra mentalità, sapendo che tutto può accadere». La partita sarà trasmessa in chiaro su Rai 1. Gli azzurri arrivano dalla vittoria in Turchia, a Bursa. I francesi arrivano da anni ai vertici del calcio mondiale.

Francia-Italia, la sfida più dura del girone

La Nations League è il torneo per nazionali organizzato dalla UEFA, l’organismo che governa il calcio europeo. Le squadre sono divise in leghe in base al livello: l’Italia gioca nel gruppo A1, cioè nella fascia più alta. Le prime classificate dei gironi accedono alla fase finale. Il risultato di stasera può quindi pesare sulla corsa degli azzurri.

Sulla carta il divario è ampio. La Francia, campione del mondo nel 2018, da allora non è mai uscita dalle prime quattro ai Mondiali. L’Italia, alle ultime tre edizioni, non si è qualificata.

Mancini non nasconde la distanza. «Francia-Italia non è mai una partita banale, anche se loro in questo momento sono avanti e sono reduci da tre mondiali con grandi risultati», ha detto in conferenza stampa. E ha rovesciato la prospettiva: «È una cosa bella giocare contro una squadra più forte perché ti dà la possibilità di poterla battere».

Sul piano tattico, l’indicazione è chiara. «Dico ai ragazzi di divertirsi, il nostro obiettivo è tenere la palla e condurre il gioco. Se poi loro sono così bravi da costringerci a subire, vuol dire che ci difenderemo». Sempre secondo quanto riportato, il ct avrebbe insistito sul gioco di squadra con una formula netta: «Non abbiamo Messi o Ronaldo, serve il collettivo per vincere».

C’è anche un incrocio inedito in panchina. Per Zidane è la prima partita in casa da commissario tecnico dei Bleus. Mancini e l’ex juventino non si sono mai affrontati da allenatori. «La sfida di domani è tra due squadre, non tra me e Zidane», ha tagliato corto il ct.

La formazione: Kean, Pio Esposito o Scamacca

Sull’undici iniziale Mancini resta abbottonato. «Non abbiamo molti dubbi», ha spiegato. La decisione arriva dopo l’allenamento di stamattina, quando lo staff valuterà come i giocatori hanno recuperato dalla trasferta turca. Un punto fermo c’è: «Cambieremo certamente meno rispetto alla partita a Bursa».

In porta è certo Gianluigi Donnarumma. Dopo il riposo a Coverciano rientrano in gruppo Barella, Gianluca Mancini, Calafiori e Kean. Il modulo indicato è il 4-3-3, con attenzione alle fasce, il punto dove la Francia fa più male. Kayode potrebbe giocarsi il posto con Di Lorenzo sulla destra. In ballottaggio anche Bastoni, Frattesi, Fagioli e Sebastiano Esposito.

Il nodo è il centravanti. Alla domanda «Pio o Kean?», Mancini ha risposto: «O Scamacca». Le indicazioni della vigilia portano verso Pio Esposito al centro con Kean al suo fianco. L’attaccante, però, convive con un fastidio fisico. «Kean ha riposato perché ha un po’ di problemi che si porta dietro da tanto, altrimenti probabilmente avrebbe giocato anche a Bursa: è un giocatore molto importante per noi», ha spiegato il ct. Per il ruolo di regista, invece: «Tonali può esserlo».

La Francia di Zidane senza Mbappé

I francesi devono fare a meno di Kylian Mbappé, fermo per infortunio. L’attacco resta comunque di primo livello: il Pallone d’Oro Ousmane Dembélé, Bradley Barcola e Michael Olise, in un momento di forma eccezionale. A disposizione anche Désiré Doué.

Zidane dovrebbe rispondere con un sistema speculare. Possibile linea a quattro con Kalulu, Upamecano, Konaté e Truffert davanti a Mike Maignan. A centrocampo Cherki, Camavinga e Rabiot. La partita si deciderà molto sugli esterni: Kayode e Calafiori saranno chiamati a un lavoro doppio, in difesa e in spinta.

Il fronte interno: Federcalcio e dimissioni

La Nazionale gioca con un caos istituzionale alle spalle. A Roma è in corso una battaglia legale sull’ipotesi di commissariamento della Figc, la Federazione italiana giuoco calcio. Commissariare significa sostituire i vertici eletti con un commissario esterno, che gestisce la federazione in via straordinaria. Nel frattempo si è dimessa Diana Bianchedi, ex campionessa olimpica di scherma e capo delegazione della Nazionale.

«Ci dispiace tanto quello che è successo, Diana Bianchedi ci manca», ha detto Mancini. «Non è stata tanto tempo con noi ma è una grande ex campionessa e capisce tutto dello sport. Con noi è stata perfetta». Sulla situazione federale il ct ha scelto parole misurate: «Quando si lavora si ha bisogno di stabilità, ma oggi abbiamo visto e parlato col presidente, siamo tranquilli».

La frase tiene insieme due cose. Da un lato la rassicurazione. Dall’altro l’ammissione che la stabilità, oggi, è un’esigenza più che una condizione garantita.

Il nuovo corso azzurro e la pazienza chiesta da Bastoni

Mancini ha parlato anche della composizione della rosa, sempre più aperta a giocatori di origini diverse. «Sicuramente un arricchimento», ha detto. «La Francia ci è arrivata molto prima, ma poi sarà così anche per noi. Il mondo è cambiato da tanto tempo, ora tocca anche all’Italia». Sul diciottenne Samuele Inacio ha frenato gli entusiasmi: «Si deve formare. Gli va dato il tempo di capire dov’è e cosa può fare».

Accanto al ct, in conferenza, c’era Alessandro Bastoni. Il difensore ha chiesto tempo: «La speranza è quella di fare risultati il prima possibile, ma servirà grande pazienza. Arriveranno momenti molto duri». E ha aggiunto: «In Italia siamo molto bravi a piangerci addosso o a rimarcare le cose negative». Ha ricordato anche Zenica, «una notte molto dura per me ma per tutti in generale», da cui dice di essere ripartito.

Mancini predica equilibrio: «Non ci si deve abbattere per una sconfitta o esaltare per una vittoria». Il riferimento è al percorso iniziato con il Belgio, dove il ct dice di aver visto «qualcosa di buono» già dal secondo tempo.

Lo sguardo è già sulla Turchia

Il ct ha lasciato a Coverciano nove giocatori per farli riposare: Ahanor, Cambiaghi, Coppola, Ghilardi, Inacio, Kouadio, Mandragora, Pessina e Romano. Lo staff lavora già alla gara di ritorno contro la Turchia, in programma lunedì 5 ottobre a Bologna.

La scelta lascia intuire una gerarchia degli obiettivi. A Parigi l’Italia proverà a vincere, come dice Mancini. Ma i punti più alla portata, per classifica e qualità dell’avversario, sembrano quelli in palio al Dall’Ara.

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