Manovra: taglio rivalutazione pensioni, risparmio di 14,2 miliardi in dieci anni
Il disegno di legge di Bilancio del governo Meloni introduce all’articolo 55 un nuovo meccanismo di rivalutazione degli assegni pensionistici legato all’inflazione, replicando lo schema già adottato nel 2023. Secondo la relazione tecnica, la misura genera un risparmio lordo di oltre 14,2 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, con una minore spesa netta di 885 milioni l’anno fino al 2029. La rivalutazione piena, basata su un’inflazione prevista al 2,8%, resta garantita solo per le pensioni fino a 2.400 euro lordi mensili, pari al 55% della spesa pensionistica complessiva; oltre quella soglia la percentuale di adeguamento scende progressivamente fino al 32% per gli importi superiori a 6.118 euro. In parallelo la manovra istituisce un Fondo da 850 milioni di euro l’anno per il prossimo triennio destinato a finanziare uscite anticipate dal lavoro per una platea di 64enni, i cui dettagli saranno definiti nel 2025. Per un pensionato con assegno lordo di 4.000 euro la perdita stimata è di quasi 772 euro l’anno, mentre chi percepisce 5.500 euro lordi perderà oltre 1.260 euro annui. La relazione tecnica sottolinea che l’effetto della minore rivalutazione iniziale si trascina negli anni successivi, riducendo in modo permanente la base di calcolo degli aumenti futuri.