Devastatori di nuovo in piazza a Milano, sfondano vetrine in centro, saccheggiano vestiti e devastano supermercati.
Per il secondo giorno di fila, i giovani sono di nuovo in piazza a Milano e sfondano le vetrine del centro. Oggi centinaia di ragazzi, molti giovanissimi e quasi tutti con il volto coperto, si sono radunati in piazza Duomo. Da lì si sono spostati in via Torino, una delle strade dello shopping a due passi dalla cattedrale. Il bilancio comprende vetrine infrante, pensiline degli autobus distrutte, cassonetti e tavolini dei bar scagliati in strada e un supermercato Carrefour preso d’assalto e saccheggiato. È il bis della devastazione di ieri.
Via Torino, il secondo assalto
La dinamica si è ripetuta quasi identica. I negozianti, avvertiti dal precedente, hanno abbassato le saracinesche appena hanno visto arrivare i gruppi. Non è bastato. Oltre al Carrefour, sono stati assaltati altri due punti vendita della stessa via, un Footlocker e un negozio Champions.
In piazza Duomo la polizia era schierata con un idrante, il mezzo che spara getti d’acqua ad alta pressione per disperdere la folla. Gli agenti hanno identificato chi arrivava, dopo che sui social era circolata una nuova chiamata a raccolta. Contro le forze dell’ordine sono stati lanciati petardi.
Il presidio ha funzionato in piazza, ma il saccheggio è avvenuto qualche centinaio di metri più in là. Ieri l’appuntamento era stato lo stesso, così come il metodo: convocazione online, ritrovo in Duomo, dispersione nelle vie dei negozi.
Chi sono i violenti
Il primo identikit arriva dagli arresti. Tra i fermati ci sono anche 11 minorenni, tra cui una ragazza. Si tratta di giovanissimi, sia italiani sia stranieri. Non sono ancora disponibili un quadro completo dei provvedimenti e il numero totale delle persone arrestate nelle due giornate.
Sul profilo di chi devasta, governo e Comune la vedono in modo diverso. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, parla di «azioni da professionisti del disordine». E avverte: «Applicheremo le leggi. Anche i minorenni non resteranno impuniti». Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, chiede che «chi crea disordini paghi subito i danni».
Il sindaco Beppe Sala, intervenuto su Sky TG24, ne dà un ritratto diverso. «Non sono anarchici, non sono black bloc», ha detto, riferendosi ai gruppi dell’area antagonista noti per le azioni violente nei cortei. Secondo Sala si tratta di gruppi autoorganizzati che approfittano delle manifestazioni e del clima internazionale per scatenare il caos. Il sindaco ha definito quanto accaduto una «situazione che in 10 anni non ho mai visto».
Studenti e saccheggiatori: la distinzione di Sala
Il punto più rilevante del ragionamento del sindaco riguarda gli studenti. Sala ha condannato senza riserve le violenze. Ha però tenuto separati i saccheggiatori da chi scende in piazza con rivendicazioni legittime, a partire dagli studenti. Per Sala i violenti generano confusione e fanno passare in secondo piano le ragioni di una protesta che con le vetrine rotte non ha nulla a che fare.
Sulla stessa linea si muove la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein: «Condanniamo i delinquenti, ma non li usino per coprire le proteste pacifiche».
Le dichiarazioni disponibili non chiariscono i contenuti specifici dei cortei studenteschi da cui tutto è partito. Questo è già un indizio. Dopo due giorni di cronaca, il motivo per cui migliaia di ragazzi erano scesi in strada è sparito dal racconto. Restano le immagini del supermercato svuotato.
Il danno ricade su due categorie. La prima sono i commercianti, che si ritrovano a pagare vetrine e arredi. La seconda sono gli studenti, perché da oggi ogni loro corteo verrà guardato con il sospetto riservato a chi saccheggia. Chi assalta un Carrefour con il volto coperto toglie spazio e credibilità a chi manifesta a volto scoperto.
La questione degli agenti
Sala ha sollevato anche un altro tema. Secondo il sindaco il pericolo è stato sottovalutato, e in strada c’erano troppo pochi agenti per contenere la situazione.
L’ordine pubblico non dipende dal Comune. Lo gestiscono la Prefettura e la Questura, cioè gli uffici territoriali del ministero dell’Interno guidato da Piantedosi. Il sindaco non comanda la polizia. Quando lamenta la carenza di uomini, la sua critica si rivolge al Viminale.
Le due versioni hanno conseguenze diverse. Se sono «professionisti del disordine», come sostiene il ministro, la risposta naturale è giudiziaria e punitiva. Se sono ragazzini senza una regia politica, come sostiene il sindaco, il problema diventa anche di prevenzione e di presenza sul territorio. E, come dice Sala, di “intelligence” (schedature, mappe e identikit). In entrambi i casi resta aperta la domanda su come una seconda chiamata, annunciata sui social e quindi visibile a tutti, abbia prodotto un secondo saccheggio.
I danni e i rimborsi
Sala ha espresso vicinanza a esercenti e cittadini colpiti: «È giusto che chi ha subito dei danni venga rimborsato». Il Comune si è impegnato a ripulire e ripristinare in tempi rapidi le vie del centro. Crosetto vorrebbe far pagare i danni direttamente ai responsabili, ma per molti di loro, minorenni, la questione passerà dalle famiglie e dal tribunale per i minori.
Intanto proseguono le identificazioni delle persone fermate in piazza Duomo. Il centro di Milano resta presidiato.