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Morto pilota al Rally di Scandicci: Andrea Bartarelli, 50 anni, finito in una scarpata a 2,5 km dal via

Andrea Bartarelli, 50 anni, è uscito di strada 2,5 km dopo il via della prova speciale. Ferito il navigatore. Gara annullata
Byoblu·07 novembre 2026
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Un pilota è morto oggi pomeriggio durante il Rally di Scandicci, in provincia di Firenze. Andrea Bartarelli, fiorentino di 50 anni, guidava una Citroen C3 quando l’auto è uscita di strada in un tratto cronometrato ed è finita in una scarpata. Il navigatore, Massimo Bazzani, è rimasto ferito. L’organizzazione ha annullato la gara.

Rally di Scandicci, l’uscita di strada a 2,5 km dal via

Stando alle prime informazioni, la vettura ha lasciato la carreggiata circa 2,5 chilometri dopo la partenza della prova speciale. La prova speciale è il segmento di percorso chiuso al traffico in cui gli equipaggi corrono contro il cronometro e che determina la classifica.

Sul posto sono intervenuti subito i soccorsi sanitari e quelli tecnici, cioè i mezzi incaricati di raggiungere e recuperare le vetture incidentate. Bartarelli è morto, Bazzani è stato soccorso. Gli organizzatori hanno fermato la manifestazione e convocato una conferenza stampa per le 18.15.

Sicurezza nei rally, come funzionano i controlli

Il rally si corre su strade pubbliche chiuse per l’occasione: carreggiate strette, curve cieche, fossi, alberi, dislivelli. Il rischio fa parte della disciplina, ed è proprio per questo che la sicurezza viene affidata a una catena di controlli distribuita su più soggetti.

In Italia l’autorità sportiva di riferimento è ACI Sport, la struttura dell’Automobile Club d’Italia che regola le competizioni automobilistiche su delega della FIA, la federazione internazionale. Le auto vengono sottoposte prima del via alle verifiche tecniche, che accertano la conformità della vettura e dei dispositivi di protezione: gabbia di sicurezza, sedili, cinture, estintori. Il percorso è coperto da un piano di sicurezza che stabilisce la posizione di commissari, ambulanze e mezzi di intervento. La chiusura delle strade richiede inoltre le autorizzazioni degli enti locali.

Sulla carta, quindi, ogni passaggio ha un responsabile. Nella pratica, organizzatori, federazione e amministrazioni si dividono compiti e competenze.

Rally di Scandicci, le domande sul tratto della scarpata

La morte di Bartarelli riporta l’attenzione su tre aspetti concreti.

Il primo riguarda l’auto: a quali verifiche tecniche era stata sottoposta la Citroen C3 prima della partenza, e con quale esito.

Il secondo riguarda il punto dell’uscita di strada. Una scarpata a bordo carreggiata, a pochi chilometri dal via, è un elemento noto del tracciato fin dalle ricognizioni. Le domande riguardano quali protezioni fossero presenti in quel tratto, se fossero previste barriere, rallentamenti artificiali o altri accorgimenti, e come quel punto fosse stato valutato nel piano di sicurezza della gara.

Il terzo riguarda la supervisione: chi ispeziona i percorsi, con quale frequenza, e quale soggetto ha l’ultima parola sull’idoneità di un tratto a ospitare una prova cronometrata.

L’annullamento della gara è una decisione organizzativa che chiude la competizione. L’esame del tratto in cui l’auto è finita fuori strada è un’altra questione, e riguarda chi quel percorso lo ha disegnato, approvato e autorizzato.

Sicurezza delle gare automobilistiche, una responsabilità divisa

Lo schema richiama vicende lontane per ambito e geografia, come l’incidente mortale sulle montagne russe Goliath di Six Flags Over Georgia. Anche lì un’attività ad alto rischio, regolata e autorizzata, si è conclusa con una vittima. E anche lì il nodo è emerso nella frammentazione dei controlli tra gestori privati, enti di settore e autorità locali, dove ciascuno risponde di un pezzo e nessuno dell’insieme.

Nelle competizioni automobilistiche su strada la struttura è simile. L’organizzatore prepara la gara, la federazione ne approva il regolamento e le procedure, le amministrazioni concedono le strade. La sicurezza di un singolo chilometro di percorso dipende dall’incastro di queste responsabilità.

Le risposte stanno negli atti che accompagnano ogni rally autorizzato: le schede delle verifiche tecniche, il piano di sicurezza approvato, i verbali dei commissari di percorso. Per il Rally di Scandicci, quei documenti descrivono anche il tratto in cui la Citroen di Bartarelli ha lasciato la strada, 2,5 chilometri dopo la partenza della prova speciale.

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