La UE ora teme che gli USA non la salveranno da una guerra PROVOCATA con la Russia.

Oggi il sito statunitense Naked Capitalism, diretto da Yves Smith, ha pubblicato un’analisi dal titolo che parla da solo: la parte europea della NATO teme che gli Stati Uniti non correrebbero in suo soccorso se l’Europa provocasse una guerra con la Russia. Nel mirino c’è anche l’idea dell’Unione europea di dotarsi di un’alleanza militare propria, costruita a immagine e somiglianza di quella atlantica. Il giudizio di Smith sul progetto è netto: auguri.
La paura della NATO europea: e se Washington non arrivasse?
Il cuore della tesi sta in un verbo: provocare. L’ipotesi non è quella di un attacco russo improvviso contro un alleato. È quella di un conflitto innescato dall’Europa, dentro un clima politico che la testata americana descrive come una “fantasia” bellica anti-russa.
In quello scenario, le capitali europee temono che la garanzia americana si riveli meno automatica di quanto si è raccontato per decenni. È una paura che, sul piano dei fatti, ha radici precise.
Cosa prevede davvero l’articolo 5
L’articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico è sempre stato presentato come uno scudo automatico. Il testo però dice un’altra cosa. In caso di attacco armato contro un membro, ogni alleato assiste chi è stato colpito intraprendendo l’azione che giudica necessaria, incluso l’uso della forza armata. La valutazione resta nelle mani di ciascun governo.
Negli ultimi anni Washington ha reso questa ambiguità esplicita. Donald Trump, già in campagna elettorale nel 2024, aveva detto di non voler proteggere gli alleati che non pagano abbastanza per la difesa. Al vertice dell’Aia del giugno 2025, interpellato sulla fedeltà americana all’articolo 5, aveva risposto che ne esistono diverse definizioni.
Da quel vertice è uscito l’impegno a portare la spesa militare al 5% del PIL entro il 2035: 3,5% per la difesa in senso stretto, 1,5% per infrastrutture e sicurezza collegate. La Spagna aveva ottenuto margini di flessibilità.
Il progetto: un’alleanza militare tutta europea
Secondo Naked Capitalism, l’Unione europea vorrebbe creare un analogo della NATO. Non è un’idea nata dal nulla.
I trattati europei contengono già una clausola di mutua assistenza, l’articolo 42.7 del Trattato sull’Unione europea. È stata attivata una sola volta, dalla Francia, dopo gli attentati di Parigi del novembre 2015.
Sul fronte del denaro, Bruxelles ha lanciato nel 2025 il piano ReArm Europe, poi ribattezzato Readiness 2030, che punta a mobilitare fino a 800 miliardi di euro per la difesa. Una quota di 150 miliardi passa dallo strumento SAFE, prestiti comuni destinati all’acquisto di armamenti. Cifre che, in ogni caso, finiscono in larga parte nei bilanci dell’industria bellica.
Gli ostacoli sul tavolo
L’architettura europea della difesa, sulla carta, presenta asimmetrie evidenti. Austria, Irlanda e Malta sono paesi neutrali. Cipro fa parte dell’UE ma non della NATO. Regno Unito, Norvegia e Turchia, pesi massimi militari dell’Alleanza, sono fuori dall’Unione.
C’è poi la questione nucleare. Dentro l’UE l’unica potenza atomica è la Francia. La deterrenza su cui l’Europa ha contato dal dopoguerra resta, nei fatti, quella americana.
A questo si aggiungono gli arsenali assottigliati dal sostegno all’Ucraina e le divisioni tra governi su quanto spingere la contrapposizione con Mosca.
La prospettiva di Mosca
Il Cremlino ha ripetuto in più occasioni di non avere alcuna intenzione di attaccare paesi della NATO. Vladimir Putin ha liquidato come infondate le ricostruzioni occidentali su un’invasione russa dell’Europa, descrivendole come uno strumento per giustificare l’aumento delle spese militari.
Dall’altra parte, i governi del fianco orientale, a partire da Polonia e Baltici, considerano la minaccia concreta. Chiedono garanzie più solide, non meno.
La guerra che nessuno vuole combattere da solo
Sono due i timori che si alimentano a vicenda. Il primo: che l’ombrello americano sia meno affidabile del previsto. Il secondo: che l’Europa, sentendosi scoperta, provi a fare da sola, con strumenti e compattezza che oggi non possiede.
È in questo spazio che si inserisce la chiusura, sarcastica e senza giri di parole, che Yves Smith dedica al progetto europeo: «Come parte della sua fantasia del “combatteremo quei perfidi russi”, l’UE vuole creare un analogo della NATO. Buona fortuna».