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Trentatré bambini morti nel crollo del tetto di una scuola. Pakistan sotto chock.

Morta anche un’insegnante, oltre 50 i feriti. Arrestato il proprietario dell’istituto privato: per la polizia l’edificio era fragile e sovraccarico
Byoblu·15 ottobre 2026
Esteri — Byoblu

Almeno trenta bambini e un’insegnante sono morti questa mattina a Peshawar, nel nord-ovest del Pakistan, nel crollo del tetto di una scuola privata durante le lezioni. I feriti sono più di cinquanta, alcuni in condizioni critiche. Le vittime avevano tutte tra i 7 e i 14 anni. Secondo l’ospedale che ha accolto la maggior parte dei corpi, i più piccoli ne avevano quattro. Il proprietario dell’istituto è stato arrestato dalla polizia.

La scuola era il centro educativo privato Al-Khair, in un edificio di tre piani nel quartiere densamente popolato di Dir Colony. Peshawar è il capoluogo della provincia di Khyber Pakhtunkhwa, al confine con l’Afghanistan. L’allarme è scattato alle 8.48 ora locale, le 4.48 in Italia, poco dopo l’inizio delle lezioni. Il tetto di un’aula all’ultimo piano ha ceduto e le macerie hanno sfondato i solai sottostanti, travolgendo anche le classi dei piani inferiori.

Peshawar, il bilancio delle vittime aggiornato più volte

Il numero dei morti è cambiato più volte nel corso della giornata e le cifre diffuse finora non coincidono. Muhammad Asim, portavoce del Lady Reading Hospital, aveva parlato inizialmente di 33 corpi: 32 bambini e un’insegnante. Altri due bambini sono stati portati al Naseerullah Babar Memorial Hospital. Una successiva lista verificata dello stesso Lady Reading indica 61 pazienti ricevuti, 30 dimessi dopo l’osservazione e 31 vittime.

Altri resoconti, basati su fonti locali, parlano di 34 studenti morti. Alcuni riferiscono di due insegnanti uccisi. Tra le vittime, secondo l’ospedale, ci sono dodici bambine. Tre bambini sono ricoverati con gravi traumi cranici.

Nel pomeriggio dall’ospedale sono usciti corpi avvolti in lenzuola bianche. Nel frattempo arrivavano volontari per aiutare a identificare le vittime. Genitori e parenti si sono radunati davanti alla scuola e ai pronto soccorso in attesa di notizie.

Crollo della scuola Al-Khair, i racconti di chi ha scavato tra le macerie

I primi a intervenire sono stati gli abitanti del quartiere, molti a mani nude. Un insegnante di inglese di una scuola vicina è accorso dopo aver sentito le sirene. Insieme ad altri residenti ha estratto dalle macerie più di venti bambini. «Io stesso ho estratto sei bambini con le mie mani. La maggior parte era viva e parlava. Ma più tardi si è scoperto che erano deceduti», ha raccontato. Uno di loro, ha ricordato, «aveva la lingua secca in bocca e chiedeva dell’acqua».

Sohail, parente di una bambina rimasta ferita, ha riferito che la nipote era riuscita a liberarsi da sola e a tornare a casa, gridando che la scuola era crollata. Arrivato sul posto, ha visto tra i dieci e i quindici bambini sepolti fino al collo.

Bilal Ahmad Faizi, portavoce di Rescue 1122, il servizio di emergenza provinciale, ha descritto la scena trovata dai soccorritori: un tetto crollato su un altro, con l’aula sottostante schiacciata e i bambini intrappolati all’interno. Ai soccorsi si sono uniti reparti dell’esercito. I vicoli stretti di Dir Colony hanno rallentato l’arrivo dei mezzi. Il capo della polizia provinciale ha ordinato un corridoio preferenziale per le ambulanze dirette agli ospedali. Le operazioni per estrarre i sopravvissuti sarebbero durate circa quattro ore.

Peshawar, le cause del crollo: solai fragili e struttura sovraccarica

Mian Saeed, capo della polizia cittadina, ha descritto un edificio con diverse carenze strutturali. Secondo Saeed, il solaio del tetto era realizzato in choka, sottili mattonelle piatte di argilla o mattoni sagomati, e la struttura reggeva più peso di quanto potesse sopportare. Nelle tre aule crollate, ha spiegato, c’erano circa 30 alunni all’ultimo piano, 40 a quello intermedio e 45 al piano terra. Gli iscritti alla scuola erano 110.

«Questo è un caso di grave negligenza», ha detto Saeed. Ha annunciato verifiche sul rispetto dei codici edilizi e un’indagine per accertare le responsabilità. Ha anche avvertito che l’edificio resta pericolante.

Secondo alcune ricostruzioni, avrebbero contribuito al cedimento le forti piogge cadute durante la notte. L’edificio, inoltre, sarebbe stato costruito per un uso temporaneo.

Tra i familiari delle vittime prevale la richiesta di responsabilità. Alcuni accusano la scuola di aver ignorato i timori sulle condizioni dell’edificio. Mohammad Zaman, che nel crollo ha perso due nipoti, ha chiesto di colpire i responsabili: «Fate di loro un esempio, una lezione per tutti, affinché nessuno osi aprire una scuola solo per fare soldi senza fornire le strutture necessarie». Sher Ahmed, residente del quartiere, attribuisce la tragedia a materiali da costruzione di qualità inferiore e chiede un’inchiesta approfondita.

Pakistan, l’inchiesta e le reazioni delle istituzioni

Il capo della polizia di Khyber Pakhtunkhwa, Zulfiqar Hameed, ha spiegato che la denuncia formale, il First Information Report, sarà presentata dallo Stato. Tra le imputazioni a carico del proprietario potrebbe figurare anche quella di terrorismo. La Special Branch, il servizio di intelligence della polizia, dovrà indicare quali uffici pubblici abbiano contribuito con la propria negligenza.

Il Dipartimento provinciale dell’istruzione ha istituito una commissione d’inchiesta con l’incarico di riferire con urgenza. La presiede Javed Iqbal, direttore dell’autorità di regolamentazione delle scuole private. La commissione dovrà accertare le cause del crollo, i difetti strutturali e le eventuali omissioni, e proporre misure per evitare altre tragedie.

Il governatore della provincia, Faisal Karim Kundi, ha visitato la scuola e partecipato ai funerali dei bambini. Ha annunciato misure severe contro chi ha rilasciato il nulla osta all’apertura dell’istituto e ha promesso di chiudere le indagini entro quattro giorni. Kundi ha disposto un controllo della sicurezza strutturale di tutte le scuole della provincia, pubbliche e private, con un rapporto atteso entro una settimana. Ha attribuito la mancata verifica dell’edificio alla negligenza del governo precedente. Ha inoltre chiesto di modificare la legge sulle scuole private per consentire la chiusura degli istituti non sicuri. Secondo il governatore, questa norma non era stata introdotta durante il governo del Pakistan Tehreek-e-Insaf, il partito dell’ex premier Imran Khan.

Il presidente Asif Ali Zardari ha parlato di una tragedia che «ha lasciato l’intera nazione sotto shock». Il primo ministro Shehbaz Sharif ha chiesto un rapporto dettagliato e cure adeguate per i feriti. «Nessun genitore dovrebbe sopportare un simile dolore», ha scritto. Cordoglio anche dal vicepremier Ishaq Dar e dal leader del Partito popolare Bilawal Bhutto Zardari.

Pakistan, i precedenti: crolli e incidenti con vittime bambini

In Pakistan, un Paese di oltre 240 milioni di abitanti, i crolli di edifici sono frequenti. Le cause indicate più spesso sono norme di sicurezza applicate in modo debole e materiali scadenti, scelti per contenere i costi.

A giugno quattordici bambini sono morti a Lahore nel crollo del tetto di un centro privato di doposcuola, in parte ancora in costruzione. Ad agosto quattordici neonati sono morti a Islamabad in un incendio nel reparto di terapia intensiva neonatale di un ospedale. Secondo un’indagine, il reparto era privo di allarmi antincendio e di impianti di spegnimento automatico. L’anno scorso a Karachi il crollo di un palazzo di cinque piani nel quartiere di Lyari aveva causato 27 morti.

A Dir Colony, intanto, si sono celebrati i primi funerali. Le famiglie attendono le conclusioni della commissione d’inchiesta e l’esito della verifica su tutte le scuole della provincia, promesso dal governatore entro una settimana.

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