Dal 2 al 13 novembre, a Ginevra, i negoziatori dell'OMS si chiudono di nuovo in una stanza per finire il Trattato pandemico. Manca un solo pezzo. Se lo chiudono, il Trattato passa ai governi per la firma, e la pressione si sposta tutta su Roma.
Per questo la tua firma serve adesso. Non a gennaio: ADESSO.
Dove siamo
Il testo principale è stato approvato il 20 maggio 2025 dall'Assemblea mondiale della sanità: 124 sì, nessun no, 11 astenuti. Tra gli astenuti c'era l'Italia, unico Paese del G7. Il ministro Schillacidisse chiaramente che la sanità pubblica è una questione di sovranità nazionale.
Poi il Governo ha fatto di più: ha respinto tutti gli emendamenti al Regolamento sanitario internazionale approvati dall'OMS nel 2024.
Bene. Ma adesso siamo arrivati al momento cruciale: quello della scelta.
Cosa stanno preparando
Il Trattato non si può firmare finché non è pronto il suo allegato più delicato, il sistema PABS: le regole con cui i Paesi dovranno condividere i patogeni e le loro sequenze genetiche, e decidere chi incassa i «benefici» che ne derivano: vaccini, farmaci, test.
Ci provano da più di un anno. A settembre l'ennesimo giro di trattative si è chiuso senza accordo. A novembre ci riprovano, e si sono già tenuti libera un'altra settimana, dal 30 novembre al 4 dicembre, per arrivare in fondo. Il risultato può finire in una sessione straordinaria dell'Assemblea entro la fine del 2026, o al più tardi a maggio 2027.
E c'è una bomba che sta già ticchettando: il mandato del Direttore generale Tedros Ghebreyesus scade nell'agosto 2027. Il Trattato è la sua eredità, e vuole chiuderlo prima di andarsene.
Perché dire no
- Chi decide. Il Trattato crea una Conferenza delle Parti che continuerà a prendere decisioni su come applicarlo anche dopo la firma, lontano dal Parlamento e dagli elettori.
- Chi incassa. Il sistema PABS mette in un unico circuito globale patogeni, dati genetici e i prodotti che ne derivano. Le stesse industrie che durante il Covid hanno firmato con i governi contratti rimasti in gran parte secretati ne sarebbero le protagoniste.
- Chi risponde. Durante la pandemia abbiamo visto lockdown, scuole chiuse, lavori persi, obblighi e regole cambiate da una sera all'altra. Nessuno ha mai davvero risposto di quelle scelte. Prima di legare l'Italia a un nuovo sistema globale, servirebbe almeno questo: verità e responsabilità su quello che è già successo.
Chi difende il Trattato dice che l'OMS non potrà imporre lockdown o vaccini, e che la sovranità è scritta all'articolo 3. Bene: allora non c'è nessun motivo di avere fretta. Un Paese sovrano firma quando ha capito, non quando glielo chiede Ginevra. A meno che la fretta non l'abbiano loro, e per altri motivi...
La salute degli italiani si decide in Italia, da chi gli italiani possono mandare a casa con il voto.
Cosa chiediamo
- che al tavolo di Ginevra la delegazione italiana non dia il via libera all'allegato PABS;
- che il Governo non firmi il Trattato pandemico dell'OMS;
- che nessun impegno internazionale sulle pandemie venga preso senza un voto del Parlamento, preceduto da un dibattito pubblico vero.
Il testo che firmi
Gentile Presidente Meloni, gentile Ministro Schillaci,
nel 2025 l'Italia ha scelto di non votare il Trattato pandemico dell'OMS e poi ha respinto le modifiche al Regolamento sanitario internazionale. Vi chiedo di restare coerenti: non date il via libera all'allegato PABS, non firmate il Trattato e non prendete impegni sulle pandemie senza un voto del Parlamento. Le decisioni sulla salute, sul lavoro, sulla scuola e sulla libertà degli italiani devono restare a chi ne risponde agli italiani.
L'Italia è stata coraggiosa una volta. Facciamole sentire che siamo in tanti a chiederle di esserlo ancora.
Firma adesso, e poi fai firmare almeno tre persone. Più siamo prima di novembre, più è difficile cambiare idea in silenzio.
Fonti: OMS, i negoziati sull'allegato PABS · Focus: approvato l'accordo, l'Italia si astiene · FIMMG: l'Italia rifiuta gli emendamenti al Regolamento · Il calendario dei negoziati
