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Russell Brand condannato per stupro. Accusa: «Predatore calcolatore»

Uno stupro e tre aggressioni tra il 2004 e il 2009. Cauzione negata, pena lunedì. Indagini aperte su altre due accuse di stupro.
Byoblu·07 novembre 2026
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Russell Brand, attore e comico britannico di 51 anni, è stato riconosciuto colpevole giovedì da una giuria della Southwark Crown Court di Londra di uno stupro e tre aggressioni sessuali ai danni di quattro donne. I fatti risalgono al periodo fra il 2004 e il 2009, gli anni in cui Brand passava dai piccoli palchi della stand-up comedy alla conduzione in radio e televisione e poi al cinema di Hollywood. Il giudice Joel Bennathan ha respinto la richiesta di cauzione per il rischio di fuga e ha disposto la custodia in carcere. La pena sarà stabilita lunedì. Secondo il magistrato, la condanna per stupro comporta «inevitabilmente» una pena detentiva significativa.

Russell Brand colpevole: i capi d’accusa accolti e quelli respinti

Il processo si era aperto il 12 ottobre. Comprendeva sette capi d’imputazione e sei donne come parti offese, per episodi collocati fra il 1999 e il 2009. La giuria, composta da otto uomini e quattro donne, ha deliberato per circa otto ore e mezza, distribuite su due giorni. Brand si era dichiarato innocente su tutti i capi.

La condanna più grave riguarda lo stupro di una fan di 21 anni, conosciuta nel 2009 dopo uno spettacolo all’Hammersmith Apollo. La donna ha raccontato in aula un primo incontro consensuale e un secondo, alcuni giorni dopo, nella casa londinese dell’attore. Lì, secondo la sua testimonianza, lui l’ha costretta a un rapporto anale e ha ignorato le sue richieste di fermarsi. Poi le ha detto di pulire il sangue. La donna ha riferito di essere caduta nell’alcolismo dopo quell’episodio.

Le altre tre condanne riguardano un palpeggiamento durante una festa di compleanno in un bar di Soho nel 2004, ai danni di una donna che secondo la CNN lavorava per MTV. Poi baci e palpeggiamenti a una dipendente di una stazione radio londinese, fra il 2004 e il 2005, avvenuti davanti al suo entourage. Infine un’aggressione nel 2009, durante la registrazione di uno spot promozionale: Brand ha preteso un massaggio e le ha spinto la testa fra le gambe in presenza di due colleghi.

La giuria lo ha invece assolto da due accuse di stupro e da un tentativo di atti osceni. La prima accusa di stupro riguardava una camera d’albergo a Bournemouth nel 1999, durante il congresso annuale del Partito laburista. La seconda, un presunto stupro orale nei bagni dello stesso bar di Soho nel 2004. Il tentativo di atti osceni era contestato per un episodio nei bagni maschili della sede londinese di MTV.

«Dal fascino alla minaccia»: la ricostruzione della procura

La pubblica accusa, rappresentata da Riel Karmy-Jones, ha descritto l’imputato come un predatore sessuale «spietato, calcolatore e manipolatore». Ha ricostruito uno schema ricorrente: complimenti e galanteria, poi un cambio improvviso di atteggiamento, «dal fascino alla minaccia». In aula è emerso anche che Brand, in quegli anni, si era prefissato di avere rapporti con 5.000 donne.

Fuori dal tribunale, David Roberts del Crown Prosecution Service, l’organo che esercita l’azione penale in Inghilterra e Galles, ha detto che le prove mostrano un uomo che usava «la sua crescente fama e il suo potere per creare situazioni in cui poteva perseguire sessualmente le donne indipendentemente da ciò che volevano».

Il sovrintendente investigativo della Metropolitan Police Andy Furphy ha dichiarato che Brand «ha usato la sua influenza, il suo status e la sua fama per sfruttare le donne e commettere reati sessuali contro di loro». E ha aggiunto: «Man mano che il suo profilo cresceva, cresceva anche il suo senso di impunità».

La difesa di Brand: consenso e accuse arrivate dopo il 2023

Brand ha testimoniato di essere stato ossessionato dal sesso da giovane e di aver condotto una vita promiscua. Ha sostenuto di non aver mai costretto nessuno e ha definito il consenso «fondamentale». Davanti alla corte ha anche riconosciuto che la popolarità gli rendeva facile ottenere rapporti sessuali, e ha detto di considerare oggi sbagliato quel comportamento. Ha raccontato l’impatto del processo sulla sua famiglia: «Tutta la mia vita è stata assorbita da questi eventi, da queste accuse».

I suoi avvocati hanno contestato la credibilità delle donne. Hanno sottolineato che si sono rivolte alla polizia a distanza di molti anni, e soltanto dopo il documentario del 2023 che conteneva accuse anonime contro di lui. Brand ha detto che amici e colleghi lo hanno abbandonato e che nessuno in possesso di elementi rilevanti ha accettato di testimoniare a suo favore. La moglie Laura Gallacher, scrittrice e illustratrice, presente a ogni udienza, ha deposto sulla sua personalità.

Prima di entrare nel banco degli imputati le ha detto «Ti amo». Alla lettura del verdetto di stupro ha chiuso gli occhi, senza altre reazioni. Quando la cauzione è stata negata, ha fatto cenno ai suoi legali di stare bene, ripetendo più volte «sto bene». Il giudice ha detto di rammaricarsi per la sofferenza dei figli della coppia, che sono tre. Ha però aggiunto che quella sofferenza è stata causata dai gravi reati commessi dal loro padre.

Russell Brand e vent’anni di silenzio nello spettacolo britannico

Il verdetto arriva più di vent’anni dopo i fatti. L’indagine penale è partita soltanto nel 2023, dopo un’inchiesta congiunta del Sunday Times, del Times e del programma Dispatches di Channel 4. Secondo la Metropolitan Police, dopo quella pubblicazione si sono presentate agli agenti diverse donne che non si conoscevano fra loro. La procura ha spiegato che le testimoni si sono fatte avanti quando hanno capito di non essere sole.

Alcuni episodi per cui Brand è stato condannato sono avvenuti sui luoghi di lavoro delle vittime, davanti a collaboratori e colleghi. Quegli stessi anni contengono un precedente pubblico. Nel 2008 il suo programma su BBC Radio 2 si chiuse dopo la messa in onda di messaggi vocali sessisti e misogini indirizzati all’attore Andrew Sachs, con una violazione delle norme britanniche sulla radiodiffusione. Lo scandalo non frenò la sua carriera: seguirono i film di Hollywood e il matrimonio con la popstar Katy Perry, fra il 2010 e il 2012.

I fatti raccontano un’industria in cui un personaggio di successo ha potuto aggredire donne in presenza di testimoni, per anni, senza conseguenze. La giustizia penale si è messa in moto soltanto dopo un’inchiesta giornalistica, quando ormai erano passati quasi due decenni.

Dal palco a Rumble: la parabola politica di Brand

Nell’ultimo decennio Brand ha abbandonato l’immagine dell’eccesso per dedicarsi a spiritualità, meditazione e yoga. Si è trasferito in Florida e si è convertito al cristianesimo. Quest’anno ha pubblicato un libro sulla sua conversione con la nuova casa editrice del commentatore conservatore Tucker Carlson. Conta più di 6,6 milioni di iscritti su YouTube e conduce un programma sulla piattaforma Rumble.

Secondo il Wall Street Journal, ripreso dalla coreana Starnews, Brand aveva sostenuto Donald Trump alle presidenziali del 2024, aveva partecipato alla convention repubblicana intervistando Eric Trump e aveva appoggiato il movimento MAHA, «Make America Healthy Again». Davanti alle accuse emerse nel 2023 si è sempre detto vittima di una persecuzione per le sue convinzioni politiche.

Il caso è nato da un’inchiesta mediatica, argomento su cui ha insistito anche la difesa. Il giudizio è stato però pronunciato da una giuria dopo tre settimane di testimonianze, e ha distinto fra le accuse: quattro accolte, tre respinte.

La sentenza lunedì e le nuove indagini

Per lo stupro la legge britannica prevede fino all’ergastolo, ma le linee guida del Sentencing Council indicano di norma una pena fra 4 e 19 anni di carcere.

La Metropolitan Police ha confermato che proseguono le indagini su altre due accuse di stupro. Secondo l’agenzia britannica Press Association, la procura sta valutando se procedere con nuove imputazioni. Una delle denunce, riporta la stessa agenzia citando le udienze preliminari, è stata presentata da una donna che frequentava Brand quando lei era una studentessa di 16 anni e lui ne aveva 30.

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