UNGHERIA: online gli archivi della polizia segreta, nomi di 55mila spie
Il governo ungherese rende consultabili su internet decine di migliaia di documenti raccolti dalla polizia segreta durante il regime comunista, inclusi i nominativi di informatori e collaboratori. Gli archivi coprono il periodo tra il 1956 e il 1989, quando circa 55mila persone furono reclutate per sorvegliare familiari, amici, colleghi e ambienti ritenuti sovversivi, compresa la scena rock underground di Budapest. Il musicista Péter Müller, noto come Sziami, racconta i concerti interrotti dagli agenti e lo stratagemma di puntare i riflettori sul pubblico per spingere gli spettatori a individuare le spie infiltrate tra loro. L’artista definisce l’apertura degli archivi un passaggio storico importante, ma avverte: non deve trasformarsi in una pubblica umiliazione di persone ormai decedute o la cui esistenza è radicalmente cambiata da allora.