USA: Pike, sopravvissuta a esecuzione, “ogni parte di me soffre”
Christa Pike, 50 anni, rilascia la sua prima dichiarazione pubblica a un mese dalla doppia iniezione letale fallita nel penitenziario di Riverbend, in Tennessee, dove era detenuta da trent’anni per l’omicidio di una compagna di scuola. “Non c’è stato un solo momento, da quella notte, in cui non abbia sofferto”, afferma secondo quanto riferito dai suoi avvocati e ripreso da Cbs News. Le sue braccia restano gonfie e coperte di lividi dopo i tentativi falliti di inserire gli accessi endovenosi per somministrare il pentobarbital, lesioni che secondo alcuni esperti medici potrebbero derivare da aghi inseriti male o dalla fuoriuscita della sostanza nei tessuti. Pike racconta di essere entrata nel braccio della morte in pace, pronta a morire dopo aver salutato i propri cari, e di sentirsi ora “profondamente ferita dall’incompetenza” che ha causato la situazione. Il governatore Bill Lee, che lascerà l’incarico a gennaio, non esclude un secondo tentativo di esecuzione e si è rifiutato di commutare la condanna in ergastolo.