Energia, Von der Leyen: “in inverno la situazione potrebbe aggravarsi”.

Ursula von der Leyen annuncia una task force europea per aggregare la domanda di energia. La presidente della Commissione europea, l’organo esecutivo dell’Unione che propone le leggi e ne sorveglia l’applicazione, lo ha detto oggi a Strasburgo, davanti al Parlamento europeo riunito in seduta plenaria. Il motivo sono i prezzi dell’energia, che pesano su famiglie e imprese. Con il freddo, secondo Bruxelles, il quadro potrebbe peggiorare. «Subiamo tutti l’impatto dei costi», ha detto. E ha aggiunto che «in inverno la situazione potrebbe aggravarsi».
Che cosa significa aggregare la domanda di energia
Il meccanismo è semplice. Oggi Stati e aziende comprano energia ciascuno per conto proprio. Aggregare la domanda vuol dire sommare i fabbisogni e presentarsi ai fornitori come un unico grande cliente. Più volume significa più forza contrattuale e, in teoria, prezzi migliori.
Dell’annuncio, però, si conosce solo la cornice. Non è chiaro se la task force riguarderà soltanto il gas o anche l’elettricità e altre fonti. Non si sa se l’adesione sarà volontaria o obbligatoria, né chi ne farà parte, né quando diventerà operativa. Su composizione, mandato e tempi la presidente non ha fornito dettagli.
Gli acquisti comuni esistono già
L’idea ha un precedente. Dopo la crisi del 2022, Bruxelles ha lanciato nel 2023 AggregateEU, una piattaforma per gli acquisti congiunti di gas. Serve a far incontrare domanda e offerta, ma i contratti veri e propri restano firmati tra le singole aziende. Uno strumento di acquisto comune c’è quindi da tre anni. La task force dovrà dimostrare che cosa aggiunge.
Sostegni «mirati» e la flessibilità promessa agli Stati
Il secondo messaggio riguarda gli aiuti. Von der Leyen ha chiesto che i sostegni siano mirati. E ha definito così il compito della Commissione: «Il nostro ruolo è fornire agli Stati membri gli strumenti e la flessibilità necessari per reagire».
Nel linguaggio di Bruxelles, «mirati» significa riservati a chi ne ha più bisogno, come le famiglie a basso reddito o i settori più esposti. Il contrario sono gli interventi generalizzati, come i tagli alle bollette per tutti o la riduzione delle accise. Nel 2022 l’Italia aveva usato entrambe le strade: bonus sociali, crediti d’imposta alle imprese e azzeramento degli oneri di sistema, cioè le voci della bolletta che finanziano incentivi e costi del sistema elettrico.
Sulla «flessibilità» il discorso resta vago. Può riguardare le regole sugli aiuti di Stato, dove la Commissione autorizza o blocca i sussidi nazionali alle imprese. Oppure le regole di bilancio del Patto di stabilità, che limitano deficit e debito. Le dichiarazioni diffuse finora non chiariscono a quale delle due si riferisca.
Il conto delle scelte di Bruxelles
Chi sostiene la linea della Commissione ha argomenti precisi. Comprare insieme rafforza i Paesi più piccoli, che da soli trattano in condizioni peggiori. Gli aiuti mirati evitano di sussidiare chi non ne ha bisogno e non gravano troppo sui conti pubblici.
Resta però un punto che a Strasburgo non è stato affrontato. Il costo dell’energia in Europa dipende anche da decisioni politiche prese a Bruxelles. E prese anche su impulso di Von Der Leyen stessa. L’Unione ha deciso di eliminare gradualmente le importazioni di gas russo entro il 2027. Con l’accordo commerciale dell’estate 2025 si è impegnata a comprare energia americana per 750 miliardi di dollari in tre anni. Il risultato è una dipendenza crescente dal gas naturale liquefatto, il GNL, trasportato via nave: un gas che, tra liquefazione, trasporto e rigassificazione, costa in genere più di quello che arriva via tubo.
Sono scelte che hanno un prezzo, e quel prezzo finisce nelle bollette. La Commissione si offre ora di coordinare gli acquisti e, nello stesso tempo, indica ai governi i limiti entro cui aiutare i cittadini. Le strategie che hanno contribuito a far salire i costi non vengono rimesse in discussione. Il rigore resta sulla spesa nazionale, mentre le politiche europee sull’energia non vengono sottoposte a un riesame.
L’inverno, intanto, è a meno di tre mesi.