Addio a Vito Monaco, il «professore» di Canale Italia

Vito Monaco, giornalista, direttore responsabile e volto storico di Canale Italia, si è spento lunedì 22 giugno 2026 all’età di 81 anni. Nato il 21 maggio 1945 nel barese, era residente da tempo ad Abano Terme, in provincia di Padova. Secondo quanto riportato dal Mattino di Padova, nelle ultime settimane le sue condizioni di salute si erano progressivamente aggravate a causa di seri scompensi cardiaci, fino al decesso avvenuto dopo un lungo ricovero.
Una carriera costruita tra aule scolastiche e studi televisivi
La storia professionale di Vito Monaco è quella di un uomo che ha saputo attraversare mondi diversi senza mai perdere il filo conduttore: la passione per la parola e per la comunicazione. Conseguita la maturità classica a Putignano, in provincia di Bari, si era laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Padova nel 1971. Aveva quindi trascorso anni nelle aule delle scuole medie padovane come insegnante — da qui il soprannome affettuoso con cui colleghi e telespettatori lo ricordano ancora oggi: «il professore».
Il passaggio al giornalismo arrivò formalmente nel 1990, con l’ottenimento del titolo di pubblicista. Quattro anni dopo, nel 1994, fu nominato direttore responsabile delle testate giornalistiche di Serenissima TV prima, e di Canale Italia poi, ruolo che ha mantenuto per decenni.
Il volto di «Notizie Oggi» e «Linea Sera»
Nell’universo delle televisioni locali e nazionali del Nord Italia, Monaco ha costruito una presenza difficile da ignorare. Per trent’anni ha condotto Calciolandia, diventando un punto di riferimento per gli appassionati di sport della zona. Successivamente il suo nome si è legato soprattutto a Notizie Oggi — gestito insieme ad altri colleghi — e a Linea Sera, trasmissione settimanale del venerdì che lo ha visto protagonista per oltre quattro anni fino agli ultimi tempi.
Canale Italia, la rete di cui Monaco era uno dei volti più riconoscibili, conta secondo i dati dell’emittente 25 canali e tre radio attive nel Nord Italia.
Le onorificenze e lo stile «pungente ma chiaro»
Nel corso della sua vita, Monaco aveva ricevuto alcune delle più alte onorificenze della Repubblica Italiana: il titolo di Cavaliere, conferito il 2 giugno 1985, a cui si erano aggiunti nel tempo quelli di Ufficiale e di Commendatore.
Chi lo ha seguito negli anni ne ricorda uno stile diretto e analitico, mai disposto a semplificare per compiacere, eppure sempre capace di accompagnare il telespettatore nella lettura dei fatti con chiarezza. Un giornalismo «spiegato», come quello di un professore che vuole davvero farsi capire, non soltanto sentire.
Un vuoto nel panorama dell’informazione televisiva
La scomparsa di Vito Monaco lascia un vuoto nel mondo dell’informazione televisiva indipendente italiana. Per oltre tre decenni ha rappresentato, sugli schermi del Nord-Est e non solo, una voce riconoscibile in difesa di un’informazione che cercasse di leggere i fatti senza scorciatoie. Colleghi, telespettatori e quanti lo hanno incrociato nel corso della sua lunga carriera ne piangono oggi la perdita.