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Esteri

Andrea di York indagato per reati sessuali: la posizione si aggrava

La polizia britannica apre un nuovo filone d’inchiesta sull’ex principe, già sotto indagine per abuso d’ufficio legato alla rete Epstein.
Byoblu·22 maggio 2026
Esteri — Byoblu

La posizione di Andrew Mountbatten-Windsor, noto fino a poco tempo fa come principe Andrea e duca di York, si complica ulteriormente. Secondo quanto riferito da Sky News, che cita fonti della polizia britannica, le forze dell’ordine del Regno Unito stanno ora esaminando anche possibili reati di natura sessuale nei confronti dell’ex membro della famiglia reale, aprendo un secondo filone investigativo rispetto a quello già avviato nei mesi scorsi.

La testimone e il Royal Lodge

Al centro del nuovo sviluppo investigativo vi sarebbe la testimonianza di una donna che afferma di essere stata condotta, a fini sessuali, all’interno del Royal Lodge di Windsor, l’ex residenza dell’imputato. Gli inquirenti avrebbero già manifestato l’intenzione di sentirla a breve. In parallelo, le autorità britanniche hanno lanciato un appello pubblico invitando eventuali altre vittime della rete del finanziere americano Jeffrey Epstein a farsi avanti e a collaborare con la giustizia.

Andrea, che continua a respingere con fermezza ogni accusa, resta formalmente sotto inchiesta. La svolta più significativa del caso era avvenuta circa tre mesi fa, quando l’ex principe era stato arrestato nel giorno del suo 66° compleanno.

Le origini dell’inchiesta: i documenti dell’FBI

L’indagine penale era stata avviata a gennaio scorso, dopo che negli Stati Uniti erano stati resi pubblici i documenti classificati dell’FBI riguardanti la rete di Epstein. In quella fase, Andrea era stato ascoltato dagli inquirenti in relazione all’accusa di abuso d’ufficio: si sospetta che, nel ruolo di inviato commerciale del governo britannico — carica che ricoprì dal 2001 al 2011 — avrebbe potuto trasmettere informazioni riservate al miliardario americano, morto in carcere nel 2019 in circostanze ancora dibattute.

I documenti del 2000: Elisabetta II fece pressioni su Blair

Mentre le indagini procedono, una nuova ombra si allunga sul passato di quella nomina istituzionale. Il governo britannico ha reso disponibile una prima serie di documenti risalenti al 2000, pubblicati in risposta a una formale richiesta di accesso agli atti presentata dai Liberal Democratici. Le carte rivelano la fitta corrispondenza intercorsa tra Buckingham Palace e il governo laburista di Tony Blair riguardo al futuro ruolo di Andrea, che aveva appena concluso la carriera nella Royal Navy.

In una lettera indirizzata ai ministri competenti, il direttore generale del dipartimento per il Commercio internazionale, David Wright, illustrava chiaramente le aspettative della sovrana: secondo quanto riportato nelle carte, la regina riteneva che Andrea fosse la scelta «più naturale» per succedere al duca di Kent nel ruolo di promotore degli interessi commerciali britannici nel mondo, e che nessun altro membro della famiglia reale sarebbe stato disponibile ad assumere quell’incarico. Il quotidiano The Times ha definito apertamente questi passaggi come una forma di «pressione» esercitata dalla regina Elisabetta II sull’esecutivo.

Andrea fu dunque nominato inviato commerciale nel 2001 e mantenne la carica per un decennio, fino a quando — nel 2011 — emersero pubblicamente i suoi legami con Epstein e le frequentazioni con esponenti di Paesi coinvolti in presunti casi di corruzione, tra cui Tunisia, Kazakistan e Azerbaigian. La posizione non prevedeva uno stipendio fisso, ma comportava ingenti spese di viaggio e alloggio sostenute con fondi pubblici.

La caduta definitiva

Nell’ottobre scorso, re Carlo III aveva privato il fratello dell’ultimo titolo residuo — quello di «principe» — e lo aveva invitato a lasciare la vasta residenza nella tenuta di Windsor. Da allora, è identificato soltanto con il nome anagrafico Andrew Mountbatten-Windsor.

Con l’apertura del nuovo filone investigativo per presunti reati sessuali, la vicenda entra ora in una fase potenzialmente ancora più delicata, sia sul piano giudiziario sia per le sue ripercussioni sull’immagine della monarchia britannica. I prossimi sviluppi dipenderanno in larga misura dall’esito delle audizioni dei testimoni e dagli eventuali riscontri che le forze dell’ordine riusciranno a raccogliere.


Fonti:

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