Anticiclone africano sull’Italia: temperature fino a 36°C da metà giugno

L’Italia vive in questi giorni una situazione meteorologica a due velocità. Mentre le regioni centro-meridionali godono di condizioni stabili e temperature piacevoli, grazie alla protezione dell’Anticiclone delle Azzorre, il Nord Peninsula si trova alle prese con correnti atlantiche che continuano a portare piogge e temporali, spesso improvvisi, soprattutto lungo le Alpi e le pianure adiacenti.
Secondo gli esperti di Ilmeteo.it, questa fase di instabilità settentrionale è destinata a protrarsi tra lunedì 8 e mercoledì 10 giugno, con rovesci che potranno essere anche intensi ma senza che le temperature scendano sotto le medie stagionali. Al Centro-Sud, nel frattempo, nessuna ondata di caldo: l’alta pressione atlantica garantisce giornate soleggiate e notti gradevoli.
Il cambio di scenario atteso dall’11 giugno
È dalla seconda parte della prossima settimana che lo scenario è destinato a mutare in modo significativo su tutto il Paese. I modelli matematici indicano l’arrivo di un nuovo anticiclone di origine sub-tropicale, alimentato da correnti calde provenienti direttamente dal deserto del Sahara. Questo cambio di masse d’aria porterà la prima vera ondata di caldo di giugno, con valori diurni che potrebbero superare i 34-35°C — e localmente toccare i 36°C — soprattutto sulle pianure padane, sulle coste tirreniche del Centro e nelle regioni meridionali, Sicilia e Sardegna incluse.
Gli esperti, tuttavia, invitano alla cautela nelle previsioni a lungo termine: alcuni modelli ipotizzano che questa fiammata calda potrebbe rivelarsi di breve durata. Verso la metà di giugno, un nuovo ingresso di aria più fresca e instabile potrebbe interrompere l’anticiclone sub-tropicale, determinando un abbassamento termico. Data la distanza temporale, è consigliabile attendere aggiornamenti nei prossimi giorni prima di trarre conclusioni definitive.
Il contesto climatico
L’arrivo precoce o meno dell’anticiclone africano è un fenomeno ricorrente nella stagione estiva italiana, legato all’oscillazione dei grandi sistemi di pressione atmosferica che governano il Mediterraneo. Ondate di caldo di questo tipo si sono registrate ciclicamente nel corso della storia climatica, legate a dinamiche naturali della circolazione atmosferica. Il dibattito scientifico sulla misura in cui le attività umane influenzino la frequenza e l’intensità di questi eventi rimane aperto e non privo di voci critiche rispetto al paradigma dominante.
Per il momento, gli italiani sono chiamati a prepararsi a un deciso cambio di stagione: dall’instabilità temporalesca del Nord al caldo africano su tutta la Penisola, l’estate 2026 sembra pronta a entrare nel vivo già nella seconda settimana di giugno. Gli aggiornamenti previsionali dei prossimi giorni permetteranno di definire con maggiore precisione intensità e durata dell’ondata calda.