Askatasuna, misure cautelari per gli scontri del 31 gennaio

La Digos di Torino ha eseguito oggi una serie di misure cautelari nei confronti dei militanti ritenuti coinvolti negli scontri del 31 gennaio. Le violenze esplosero durante il corteo organizzato dopo lo sgombero dell’Askatasuna, il centro sociale di corso Regina Margherita. L’operazione è coordinata dalla Procura di Torino e riguarda anche persone provenienti da altre città.
Scontri dopo lo sgombero dell’Askatasuna, cosa accadde il 31 gennaio
La manifestazione era stata convocata per protestare contro la chiusura dello spazio occupato. Nel corso del pomeriggio una parte del corteo si scontrò con le forze dell’ordine. Durante gli scontri un agente venne aggredito e alcuni mezzi della polizia furono dati alle fiamme.
Sono questi gli episodi al centro dell’inchiesta. Le indagini della Digos, la divisione investigazioni generali e operazioni speciali della Questura, si sono concentrate sull’identificazione di chi partecipò materialmente alle violenze.
Misure cautelari Askatasuna, chi sono gli indagati
I destinatari dei provvedimenti sono militanti dell’area che gli inquirenti definiscono antagonista. Sono accusati di aver preso parte agli scontri di quella giornata.
Tra gli indagati figurano anche persone che non risiedono a Torino. Per gli investigatori, quindi, alle violenze contribuirono militanti arrivati da fuori città.
Le misure cautelari sono provvedimenti che il giudice per le indagini preliminari dispone su richiesta dei pubblici ministeri, prima del processo. Servono a prevenire il rischio di fuga, l’inquinamento delle prove o la ripetizione dei reati. Possono andare dall’obbligo di firma presso la polizia fino alla custodia in carcere, passando per il divieto o l’obbligo di dimora e gli arresti domiciliari.
Askatasuna, il centro sociale al centro dell’inchiesta torinese
Askatasuna, parola basca che significa «libertà», è stato per decenni uno dei punti di riferimento della sinistra radicale torinese, nel quartiere Vanchiglia. Lo sgombero ha chiuso una lunga stagione di occupazione e ha aperto una fase di tensione in città, culminata nel corteo di fine gennaio.
Il provvedimento eseguito oggi riguarda condotte individuali: l’aggressione a un agente e l’incendio di mezzi della polizia, contestati a chi, all’interno del corteo, passò dalla protesta alla violenza.