Attacco russo su ospedale a Kharkiv: bomba guidata danneggia la cardiologia, 73 feriti e 226 evacuati

Una bomba russa ha colpito nella notte un ospedale cittadino di Kharkiv, la seconda città dell’Ucraina, ferendo 73 persone tra pazienti, personale sanitario e residenti dei palazzi vicini. Secondo la Procura generale ucraina, l’ordigno è caduto intorno alle 3.20 sul passaggio che collega i padiglioni di una struttura sanitaria nel distretto di Nemyshlianskyi, nella parte orientale della città. I pazienti trasferiti d’urgenza in altri ospedali sono 226. Il presidente Volodymyr Zelensky ha riferito che l’esplosione ha danneggiato il reparto di cardiologia, dove i ricoverati erano in cura.
Ospedale di Kharkiv colpito con i pazienti nei reparti
Il bilancio è cresciuto con il passare delle ore. Il governatore della regione, Oleh Syniehubov, aveva parlato inizialmente di 25 feriti. Alle 6.15 erano già 62. Il dato più recente, diffuso dalla Procura generale, indica «73 persone ferite, tra cui pazienti dell’ospedale, personale medico e residenti degli edifici vicini». Tutti, secondo le autorità regionali, stanno ricevendo cure.
L’onda d’urto ha investito la facciata e alcuni reparti. Il sindaco Ihor Terekhov ha contato oltre mille finestre frantumate fra il complesso ospedaliero e i condomini circostanti. Sono stati danneggiati anche un secondo presidio sanitario, un laboratorio di analisi, dieci palazzine residenziali e diverse automobili.
In un reparto di cardiologia si curano pazienti fragili, per i quali uno spostamento notturno, fra vetri esplosi e allarme aereo, rappresenta di per sé un rischio clinico. Le autorità non hanno finora fornito dettagli sulle condizioni dei feriti né sulle strutture che hanno accolto i 226 evacuati. Nel frattempo, a causa dei colpi sulle infrastrutture, la città è rimasta in parte senza riscaldamento e acqua calda, all’inizio di novembre, e la metropolitana potrebbe subire ritardi per l’instabilità della rete elettrica.
Bomba guidata FAB-250, Kiev apre un’indagine per crimine di guerra
Gli investigatori hanno recuperato frammenti dell’ordigno. Le prime ricostruzioni indicano una FAB-250, bomba d’aereo da 250 chilogrammi, dotata del modulo UMPK-5R: un kit di ali e guida che trasforma un ordigno a caduta libera in una bomba planante, sganciabile a decine di chilometri dal bersaglio. L’identificazione resta preliminare.
La Procura regionale di Kharkiv ha aperto un’indagine per violazione delle leggi e degli usi di guerra, ai sensi dell’articolo 438 del codice penale ucraino. Il sindaco ha descritto l’operazione come un attacco combinato con missili balistici e bombe guidate.
Ospedali e diritto internazionale umanitario
Le Convenzioni di Ginevra riconoscono agli ospedali civili una protezione speciale. Una struttura sanitaria la perde soltanto se viene usata per atti dannosi al nemico, e comunque dopo un avvertimento rimasto senza effetto. Mosca non ha rivendicato l’attacco all’ospedale. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver colpito impianti elettrici nelle regioni di Vinnytsia, Dnipropetrovsk e Kharkiv, sostenendo che alimentassero l’esercito ucraino e fabbriche militari.
Il colpo arriva a meno di ventiquattro ore da un’altra strage di civili. Domenica bombe guidate russe hanno centrato a Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia, una scuola usata per la distribuzione di aiuti umanitari: i morti sono almeno 29 secondo le autorità regionali, 33 secondo altri conteggi, mentre 48 persone risultano disperse. La Missione Onu per i diritti umani in Ucraina ha giudicato l’attacco probabilmente contrario al diritto internazionale. La sua responsabile, Danielle Bell, ha osservato che «il momento e il luogo della distribuzione erano stati ampiamente resi noti». E ha aggiunto: «O le forze armate russe sapevano che era in corso una distribuzione umanitaria, oppure non hanno preso le misure più elementari per capire cosa stesse accadendo nel villaggio che si preparavano ad attaccare».
Attacco russo sull’energia ucraina: 289 droni e 76 missili
L’ospedale di Kharkiv è stato colpito durante una delle offensive aeree più pesanti delle ultime settimane. Secondo Zelensky, nella notte la Russia ha lanciato 289 droni d’attacco, 17 missili balistici e 59 missili da crociera, puntando soprattutto su centrali e sottostazioni elettriche in nove regioni, da Odessa a Rivne. L’aeronautica ucraina afferma di aver abbattuto o neutralizzato 309 bersagli, ma gli ordigni hanno raggiunto 23 punti diversi.
A Dnipro sono stati danneggiati un altro ospedale, un quartiere residenziale e un commissariato. Il bilancio diffuso dalle autorità locali è salito nel corso della mattinata: secondo i dati più recenti, una persona è morta e almeno 17 sono rimaste ferite. Nella regione di Zhytomyr, stando al governatore Vitalii Bunechko, oltre 180mila utenti sarebbero rimasti senza elettricità; a Odessa sono scattati i distacchi programmati. In territorio russo, un attacco di droni ucraini ha incendiato una raffineria a Yaroslavl, ferendo due dipendenti.
Kharkiv dista una trentina di chilometri dal confine russo ed è sotto il fuoco dall’invasione su larga scala del febbraio 2022, ultimo stadio di un conflitto le cui radici risalgono alla crisi del 2014, fra piazza Maidan, l’annessione della Crimea e la guerra nel Donbass. La notizia è rimbalzata nelle ultime ore dalla stampa turca a quella araba e latinoamericana. Anche Meduza, testata russa indipendente con sede all’estero, ha riportato gli stessi numeri.
Negoziati di Abu Dhabi e midterm americane
Zelensky ha definito «rivelatore» il fatto che l’offensiva coincida con le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. «I russi credono che l’America non darà peso a questo segnale», ha scritto, chiedendo a Washington di aiutare Kiev a difendere i propri cieli. Da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, non sono stati approvati pacchetti significativi di aiuti militari statunitensi all’Ucraina. Il vuoto è stato colmato in larga parte dagli europei.
Sul piano diplomatico, l’inviato americano Steve Witkoff ha annunciato per la prossima settimana ad Abu Dhabi un incontro fra delegazioni statunitensi, russe e ucraine, dedicato ad «accordi di sicurezza per il dopoguerra, de-escalation, interventi umanitari e passi successivi verso la pace». Prima, in settimana, i negoziatori americani vedranno a Bruxelles i rappresentanti di Francia, Germania, Regno Unito, Unione europea e Nato. Fra i temi in agenda compaiono dunque gli interventi umanitari: la protezione delle strutture sanitarie, colpite anche questa notte, è uno dei banchi di prova più immediati per qualunque tregua.