Attentato Cracovia, nove morti: Tusk parla di terrorismo

Il bilancio dell’attentato di Cracovia è salito a nove morti. Ai sei uccisi ieri pomeriggio nel Rynek Główny, la grande piazza del Mercato nel cuore della città vecchia, si aggiungono tre corpi trovati nella casa dell’attentatore: due donne e un uomo, con ogni probabilità i suoi familiari più stretti. Lo ha annunciato in tarda serata il premier Donald Tusk, che ha definito la sparatoria un atto di terrorismo e ha affermato che la Polonia non ha mai vissuto nulla di simile. I feriti sono quindici secondo il ministero dell’Interno, sedici secondo alcune ricostruzioni internazionali. Tra loro c’è anche una persona proveniente dall’Austria.
Le prime notizie parlavano di cinque vittime e di colpi sparati a caso sulla folla da un’auto in corsa. La dinamica è stata confermata. Il sesto morto è uno dei feriti, deceduto in ospedale.
Attentato Cracovia, tre corpi nella casa dell’attentatore
Tusk ha dato la notizia durante la conferenza stampa del comitato di crisi. I tre corpi sono stati individuati grazie alle riprese di un drone: gli investigatori sospettavano la presenza di ordigni esplosivi nell’abitazione. Il premier non ha fornito dettagli sul movente. Ha detto che polizia, servizi di sicurezza e procura faranno il possibile per rendere note al più presto le ragioni del gesto.
Nelle prime ore Tusk aveva rivolto un appello alle forze politiche: «Non speculate su questa tragedia», aveva scritto, promettendo di chiarire tutte le circostanze del crimine. Il ministro della Giustizia Waldemar Żurek ha riferito che procuratori e polizia stanno lavorando sul posto per ricostruire l’attacco.
Sparatoria in piazza del Mercato: la dinamica
Gli spari sono cominciati intorno alle 15 ora locale. Un uomo a bordo di un’auto nera ha aperto il fuoco sui passanti mentre attraversava la piazza. I testimoni lo descrivono con il volto coperto, intento a sparare raffiche continue. In uno dei video verificati dalla Bbc il fuoco prosegue per oltre un minuto.
Le vittime della piazza sono quattro donne e due uomini. La maggior parte dei feriti è in condizioni gravi. Commessi e camerieri si sono barricati nei negozi e nei ristoranti insieme ai clienti. L’auto ha colpito anche un tram vicino a piazza Wszystkich Świętych: il vetro della cabina di guida è andato in frantumi, senza feriti. Un elicottero dell’eliambulanza è atterrato in mezzo alla piazza.
Ne è seguito un inseguimento con la polizia, terminato all’incrocio fra le vie Dietla e Stradom, a circa un chilometro dalla piazza. Durante l’arresto l’uomo, già colpito dagli agenti, ha risposto al fuoco. Due poliziotti sono rimasti feriti; uno ha ricevuto tre proiettili e, secondo il ministro dell’Interno Marcin Kierwiński, è in condizioni «estremamente critiche». Anche l’attentatore è stato operato. La polizia ha smentito sia la morte di un agente sia la ricerca di un secondo uomo: l’autore avrebbe agito da solo.
Cracovia è la seconda città della Polonia, con oltre 800 mila abitanti, e il suo centro storico è patrimonio Unesco. Nel 2025 l’hanno visitata circa 16,25 milioni di persone. Kierwiński ha riferito di cinque feriti stranieri e di una vittima straniera. Secondo l’agenzia Reuters fra i morti c’è un cittadino britannico, mentre i feriti includono una persona ciascuno da Austria, Germania, Portogallo, Russia e Regno Unito.
L’attentatore di Cracovia: divisa militare e un fucile d’assalto
L’uomo arrestato è un cittadino polacco originario del voivodato della Santacroce, nel sud-est del Paese. Le fonti divergono sull’età: 24 anni secondo Reuters, 25 secondo altre testate. Indossava abiti di tipo militare e un giubbotto antiproiettile. Imbracciava un’arma lunga di tipo militare, probabilmente un HK416, fucile d’assalto tedesco derivato dalla famiglia AR-15, secondo il portale polacco Onet. Nell’auto la polizia ha trovato una grande quantità di altre armi e munizioni. L’agenzia cinese Xinhua, citando una fonte del ministero della Difesa, riferisce che potrebbe trattarsi di un ex militare.
Terrorismo e pista dell’estrema destra: le parole delle autorità
Sul movente l’unica indicazione è arrivata da Kierwiński. «Tutto indica che l’attentatore fosse influenzato dall’ideologia di estrema destra. Anche questo sarà oggetto di indagine», ha dichiarato. Il ministro ha poi parlato di un giovane «affascinato da ideologie di estrema destra», precisando che il dato va ancora verificato.
La qualifica di terrorismo ha un peso giuridico preciso. Il codice penale polacco la lega allo scopo dell’azione: intimidire un gran numero di persone, costringere le autorità a determinati comportamenti, destabilizzare l’ordinamento. È proprio lo scopo, cioè il movente, che il governo dice di dover ancora accertare. La definizione politica è arrivata prima di quella investigativa, a poche ore dall’appello dello stesso Tusk a non speculare.
La formula ha già varcato i confini. La ministra degli Esteri austriaca Beate Meinl-Reisinger ha scritto che «l’estremismo di destra non nasce dall’oggi al domani» e cresce dove i responsabili politici «distolgono lo sguardo, relativizzano o amplificano l’odio». La premier Giorgia Meloni ha parlato di un atto «vile e inaccettabile», promettendo di difendere sicurezza e libertà «contro ogni forma di terrore e violenza». L’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha definito l’accaduto una tragedia che si farà sentire ben oltre la Polonia. L’ambasciatore statunitense Tom Rose ha parlato di un attacco «barbaro e sanguinoso»; la sede diplomatica americana a Cracovia è stata chiusa. Cordoglio anche da Ursula von der Leyen, Emmanuel Macron, Volodymyr Zelensky e dal presidente polacco Karol Nawrocki, che ha ordinato di chiarire ogni aspetto della vicenda.
In un Paese politicamente spaccato, con un governo centrista e un capo dello Stato espressione della destra conservatrice, l’etichetta ideologica attribuita a un omicida può trasformarsi rapidamente in uno strumento di lotta politica. Il rischio riguarda entrambi i fronti: piegare la strage alla polemica, oppure usarla per giustificare misure eccezionali prima che i fatti siano accertati.
Polonia, armi da guerra e prevenzione: le falle della sicurezza
Accanto al movente c’è la questione della prevenzione. Un uomo in tenuta da combattimento, con un fucile d’assalto e un’auto carica di armi, è entrato con il veicolo nella piazza più frequentata del Paese e ha sparato per minuti. La reazione degli agenti è stata rapida, ma è arrivata a strage già compiuta.
Gli inquirenti dovranno stabilire come quell’arsenale sia arrivato nelle sue mani, se legalmente o per altre vie, e se il suo eventuale passato militare abbia avuto un ruolo. Il punto pesa in un Paese che negli ultimi anni ha puntato sul riarmo, con una spesa militare fra le più alte della Nato e, dal 2025, un piano del governo Tusk per estendere l’addestramento militare di massa ai civili adulti. Più persone a contatto con armi da guerra rendono decisivi i controlli psicologici, il monitoraggio e lo scambio di informazioni fra Difesa, polizia e intelligence.
Il sindaco ha proclamato il lutto cittadino fino all’11 novembre, giorno della Festa dell’Indipendenza. A Varsavia la ricorrenza coincide tradizionalmente con la Marcia dell’Indipendenza, appuntamento di riferimento delle organizzazioni nazionaliste, che quest’anno si svolgerà a quattro giorni dalla strage e con la pista dell’estrema destra già indicata dal governo.