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Tecnologia

Biennale Tecnologia: 60.000 presenze a Torino per la quinta edizione

Dal 15 al 19 aprile 2026 il Politecnico ha trasformato la città in un laboratorio aperto su IA, ambiente e futuro digitale.
Byoblu·27 maggio 2026
Tecnologia — Byoblu

Il titolo scelto per questa edizione era «Soluzioni», un termine programmatico che indicava la volontà di andare oltre la semplice analisi critica delle trasformazioni tecnologiche per cercare risposte concrete alle sfide ambientali, sociali ed energetiche del presente. Il claim della manifestazione, «Tech Cultures», sintetizzava l’ambizione di colmare il divario tra scienze tecnologiche e scienze umane.

Un programma da oltre 120 appuntamenti in 20 sedi

Per la prima volta nella sua storia, la Biennale non si è concentrata solo negli spazi del Politecnico — rimasto sede centrale — ma si è diffusa in oltre 20 luoghi della città: dal Teatro Regio al Carignano, dal Circolo dei Lettori all’Accademia delle Scienze, fino alle OGR Torino. Oltre 300 ospiti nazionali e internazionali hanno partecipato ai 120 appuntamenti gratuiti, che hanno spaziato da lezioni magistrali a dibattiti, laboratori, mostre e spettacoli.

Tra i nomi presenti figuravano, secondo quanto riportato dall’Ansa, il fisico Alessandro Vespignani — che ha tenuto la lectio magistralis inaugurale sul tema della co-evoluzione tra esseri umani e intelligenza artificiale —, l’attore Stefano Accorsi, il filosofo Maurizio Ferraris, il matematico britannico Marcus du Sautoy e il giurista Gustavo Zagrebelsky, tra gli altri.

Il programma è stato curato da Guido Saracco, curatore scientifico, con la collaborazione di tre co-curatori: Simone Arcagni (cultura e tecnologia), il collettivo Frame – Divagazioni scientifiche (spazio, salute e temi trasversali) e Federico Bomba di Sineglossa (mostre).

Gli spettacoli: teatro, performance e musica

Particolare attenzione è stata riservata alla sezione performativa, che ha registrato oltre 4.000 spettatori e il tutto esaurito per tutti gli eventi. Ad aprire la manifestazione, mercoledì 15 aprile alle OGR, era stato Dov’è il Po? di Marco Paolini, con Mirko Artuso, Marta Dalla Via e Ted Keijser: uno spettacolo che ha usato il fiume come metafora per riflettere su crisi idrica, politica del territorio e trasformazioni ambientali.

Sabato 18 aprile al Teatro Carignano, Stefano Accorsi e Ludovica Martino hanno portato in scena Socrate 16.22, un dialogo teatrale tra un padre, una figlia e un’intelligenza artificiale che ha affrontato temi di etica e conoscenza. Tra gli appuntamenti segnalati dalla critica come particolarmente originali, Retrofuturo — in scena al Politecnico il 16 aprile — ha mescolato commedia e distopia leggera mettendo a confronto una casalinga del 1955 e un’ingegnera del 2155, incastrate nel 2026 insieme a un’IA, per interrogarsi su cosa muta e cosa resiste nel tempo.

Prometeo Talks, il 17 aprile nell’Aula Magna del Politecnico, ha invece proposto un format ispirato alla struttura della tragedia greca, con esperti e attori che si alternavano in un dialogo tra riflessione contemporanea e azione scenica, rivolto soprattutto al pubblico scolastico.

Le mostre e gli spazi didattici

Le due mostre curate da Federico Bomba — Framing Problems (diffusa in sei sedi cittadine, con otto artisti internazionali, in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo) e Dati Sensibili (al Museo Nazionale del Risorgimento, in dialogo con l’Archivio Storico Olivetti) — hanno contribuito in modo significativo alle presenze complessive.

Non è mancata l’attenzione alle nuove generazioni: 2.600 tra bambini e ragazzi hanno preso parte ad attività didattiche nell’ambito del progetto Torino Futura, inclusi i laboratori di Politecnico Aperto.

In Piazza San Carlo, nei giorni 18 e 19 aprile, l’iniziativa Tecnologia in Piazza ha portato i team studenteschi dell’ateneo a presentare al grande pubblico prototipi e ricerche.

Nota di contesto

Le informazioni riportate si riferiscono agli eventi del 15-19 aprile 2026. A distanza di circa cinque settimane dalla conclusione della manifestazione, potrebbero essere stati diffusi ulteriori dati o analisi sull’impatto dell’edizione non disponibili al momento della redazione di questo articolo.

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