Brasile-Marocco 1-1: Ancelotti non va oltre il pari al debutto mondiale

New York, 13 giugno 2026 — Un pareggio che sa di rimpianto per il Brasile. Al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, la Seleção guidata da Carlo Ancelotti non è andata oltre l’1-1 contro il Marocco nella gara d’apertura del Gruppo C dei Mondiali 2026. A salvare il cinque volte campione del mondo è stato Vinícius Júnior, con un sinistro preciso al 32° minuto che ha risposto al vantaggio marocchino firmato da Ismael Saibari al 21°.
Una partita a due facce
Il Marocco ha dominato il primo tempo con pressing alto e una circolazione di palla ordinata e intensa. Il vantaggio degli africani è nato da un errore individuale brasiliano: Lucas Paquetá ha perso un pallone smistato da Ibañez, la palla è rimbalzata su Bilal El Khannouss, è arrivata a Mazraoui e poi a Brahim Díaz, il cui filtrante ha liberato Saibari in area. Alisson in ritardo sull’uscita, il PSV attaccante a scavalcarlo in pallonetto: 1-0.
La risposta brasiliana è arrivata grazie alla qualità individuale di Vinícius Junior: scambio con Bruno Guimarães sulla fascia sinistra, un paio di tocchi per creare spazio e conclusione sul secondo palo che non ha lasciato scampo a Yassine Bounou. Per Vinícius si tratta del decimo gol in nazionale.
Nella ripresa Ancelotti ha operato cambi mirati — fuori Casemiro per Fabinho, dentro Danilo, poi Cunha e Henrique — per cercare più equilibrio e vivacità, ma la gara non ha prodotto ulteriori reti. Il portiere Alisson ha evitato la beffa nel finale, negando il gol a Amaimouni su ribattuta.
L’ombra del Brasile 1982
Il pareggio riporta inevitabilmente alla memoria il divario tra questo Brasile e quello che incantò il mondo quarantaquattro anni fa. Il Brasile del 1982, allenato da Telê Santana, era una macchina da gol senza freni: Zico, Sócrates, Falcão, Cerezo formavano una centrocampo irripetibile, capace di produrre calcio totale e offensivo. Quella squadra fu eliminata ai gironi dall’Italia di Paolo Rossi — in una delle partite più celebri della storia del calcio, conclusasi 3-2 — ma lasciò un’impronta stilistica che il Brasile non ha più saputo eguagliare.
Il Brasile 2026 è una squadra diversa per composizione e impostazione. Neymar, infortunato al polpaccio destro, non era in campo. La rosa conta su individualità importanti come Raphinha, Casemiro e lo stesso Vinícius, ma l’impressione complessiva di questa prima uscita è stata quella di una squadra ancora in cerca di un’identità tattica definita.
L’impostazione di Ancelotti e le dichiarazioni post partita
Ancelotti, primo allenatore straniero a guidare il Brasile in un Mondiale, ha schierato la Seleção con un 4-2-3-1 che sulla carta garantisce copertura e verticalizzazioni rapide. In pratica, il primo tempo ha evidenziato difficoltà nel costruire gioco dal basso e una certa permeabilità al pressing avversario. I due cambi a fine primo tempo — struttura riorganizzata in mediana — hanno mostrato un allenatore attento a correggere in corsa.
Al termine del match, secondo quanto riportato da ESPN e Sporting News, non sono state diffuse dichiarazioni ufficiali articolate da parte di Ancelotti. Le agenzie hanno riportato solo brevi note tecniche.
Il Brasile ha comunque mantenuto la propria striscia di imbattibilità nelle partite inaugurali dei Mondiali, che sale a 21 gare consecutive senza sconfitte all’esordio (l’ultima risale al 1934 contro la Spagna).
I prossimi impegni
La Seleção tornerà in campo venerdì prossimo a Philadelphia contro Haiti. Chiuderà poi la fase a gironi contro la Scozia a Miami Gardens. Per il Marocco, invece, appuntamento venerdì a Foxborough contro la Scozia, poi Haiti ad Atlanta. Il MetLife Stadium, teatro di questo pareggio, ospiterà a luglio la finale del torneo.