Burian? Prima decade di novembre con temperature sotto media

L’autunno mite di fine ottobre potrebbe avere le ore contate. Le ultime proiezioni indicano una prima decade di novembre con temperature sotto media su buona parte dell’Europa centro-orientale e sull’Italia. Il cambio dovrebbe iniziare venerdì e arrivare al culmine nel weekend di Ognissanti, con aria fredda in discesa dal Nord-Est. Sono previsti rovesci al Sud e sull’Adriatico e le prime nevicate sull’Appennino. Sulla durata del freddo, però, i previsori non sono d’accordo. E c’è chi già evoca il nome più temuto dell’inverno italiano: Burian.
Che cos’è Burian e perché se ne parla
Burian è il vento gelido che nasce nelle steppe tra Russia e Siberia. Quando trova la strada aperta verso ovest, porta sull’Italia le irruzioni di freddo più intense. È un fenomeno tipicamente invernale: l’episodio più ricordato degli ultimi anni è quello del febbraio 2018.
Nessuno dei centri meteo consultati parla esplicitamente di Burian per i prossimi giorni. Lo schema descritto da alcuni modelli, però, ricorda da vicino quello delle grandi ondate di freddo orientali. Un blocco di alta pressione sull’Europa occidentale e verso la Scandinavia devierebbe le perturbazioni atlantiche verso nord. Si aprirebbe così una sorta di corridoio tra l’Europa orientale e il Mediterraneo centrale.
In quel corridoio l’aria fredda di origine scandinava e russa si muoverebbe all’incontrario, da est verso ovest. È il cosiddetto moto retrogrado. Secondo alcune analisi, è l’unica configurazione capace di portare sull’Italia freddo intenso e, in pieno inverno, persino neve in pianura al Sud e sull’Adriatico.
Siamo però a fine ottobre. Le masse d’aria non sono ancora abbastanza fredde per un vero Burian, e alcuni analisti escludono la neve a bassa quota. La somiglianza riguarda la dinamica, non l’intensità.
Il weekend di Ognissanti: due fronti freddi e neve sull’Appennino
Per ora l’Italia resta protetta da un’alta pressione posizionata tra Francia e Germania. Tra Grecia, Turchia e Mar Nero agisce invece una circolazione ciclonica. Lorenzo Tedici, meteorologo di iLMeteo.it, segnala già oggi venti di Grecale al Sud, con raffiche fino a 40-50 km/h su Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia orientale, e mari molto mossi o agitati.
Da venerdì 30 ottobre l’aria instabile dovrebbe entrare al Meridione. Tra sabato e domenica il passaggio di due fronti freddi di origine nord-orientale porterebbe rovesci sul medio-basso Adriatico e al Sud. Sono attese le prime nevicate sull’Appennino, domenica oltre i 1500-1600 metri. Novembre si aprirebbe con temperature di 2-3 gradi sotto le medie stagionali.
Altre elaborazioni stimano al Sud anomalie negative fino a 4-6 gradi. Le stesse fonti ipotizzano un ottobre che chiude 2-4 gradi sotto media su tutto il Paese e una domenica di Ognissanti più asciutta del sabato. Il quadro sarebbe quello di un clima freddo ma con poche piogge.
Neve a mille metri? Lo scenario del modello europeo
Lo scenario più spinto arriva dal Centro europeo ECMWF, così come riportato da alcuni siti di analisi meteo. All’inizio di novembre le regioni adriatiche potrebbero fermarsi a 13-14 gradi di massima, con minime notturne sotto i 5 gradi. Nelle valli interne e appenniniche i valori sarebbero ancora più bassi.
In questo quadro la neve potrebbe scendere intorno ai 1000 metri, localmente anche più in basso. Le zone interessate sarebbero l’Appennino tra Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata. È una delle letture possibili, non una previsione consolidata.
Al Nord la situazione sarebbe diversa. L’alta pressione dovrebbe continuare a proteggere le regioni settentrionali da piogge significative. Restano nebbie e foschie in Pianura Padana e notti più fresche. A Como, per esempio, le proiezioni di 3bMeteo indicano minime sotto i 10 gradi e nessuna pioggia nel weekend. Sulle Alpi di confine alcuni scenari ipotizzano un calo della quota neve, ma parlare di inverno anticipato in montagna sarebbe prematuro.
Giuliacci: freddo a ondate fino a metà mese
Mario Giuliacci propone una lettura in parte diversa sull’origine del freddo. Secondo il meteorologo, l’aria fredda arriverebbe dal Nord Atlantico passando per i Balcani.
La prima fase perturbata andrebbe da stasera fino a domenica 1° novembre, soprattutto al Centro-Sud. Tra il 2 e il 6 novembre sarebbero possibili nuovi impulsi freddi, con il maltempo esteso anche al Nord. Giuliacci non esclude un’ulteriore fase fredda tra l’8 e il 15 novembre. Lui stesso ricorda però che a quella distanza le previsioni restano soggette a variazioni.
Il controcanto dell’Aeronautica: novembre più mite della norma
Non tutte le proiezioni vanno nella stessa direzione. Le tendenze mensili dell’Aeronautica Militare, aggiornate venerdì scorso e valide fino al 22 novembre, parlano di un mese diverso.
Tra il 2 e l’8 novembre l’Aeronautica prevede pressione superiore alla norma su gran parte dell’Italia, con l’eccezione delle aree ioniche. Le temperature sarebbero mediamente sopra la media, soprattutto al Centro-Nord, in Campania e in Sardegna. Tra il 9 e il 15 novembre prevarrebbero correnti occidentali più umide e temperate. Anche in quella settimana le temperature resterebbero sopra la media e le piogge vicine ai valori stagionali.
La stessa 3bMeteo, che parla di prima decade sotto media, avverte che l’anomalia fredda sull’Europa orientale tenderebbe poi ad attenuarsi. A quel punto crescerebbe il peso dell’Atlantico, con un possibile graduale aumento delle temperature sull’Europa meridionale.
Le due letture non si escludono del tutto. Una media settimanale sopra la norma può contenere brevi irruzioni fredde. E le tendenze a lungo raggio indicano direzioni generali, non il tempo di un giorno preciso in una città precisa.
Freddo vero o assaggio d’inverno?
Il punto fermo, per ora, è il weekend di Ognissanti: aria più fredda da nord-est, rovesci al Sud e sull’Adriatico, neve sulle cime appenniniche. Su tutto il resto i modelli si dividono.
Una parte vede il primo assaggio d’inverno, con la porta orientale spalancata come nelle grandi ondate di freddo. Un’altra vede una parentesi breve, destinata a lasciare spazio a un novembre più mite del normale.
Il prossimo aggiornamento dell’Aeronautica Militare è atteso venerdì. Dirà se lo spiraglio da est resterà uno spiffero di fine ottobre o se, per la prima volta in stagione, avrà davvero senso nominare Burian.