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Economia

Canada chiede il rinnovo del USMCA: commercio nordamericano a un bivio

Ottawa vuole rinnovare l’accordo di libero scambio per 16 anni, ma i negoziati con Washington erano congelati da mesi.
Byoblu·02 giugno 2026
Economia — Byoblu
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Il Canada ha formulato ufficialmente, nella giornata di martedì 2 giugno 2026, la richiesta di rinnovare il USMCA – l’accordo di libero scambio che regola i rapporti commerciali tra Stati Uniti, Canada e Messico. Il ministro al Commercio e ai rapporti con gli Stati Uniti, Dominic LeBlanc, ha inviato una lettera formale ai suoi omologhi di Washington e Città del Messico, proponendo un rinnovo dell’intesa della durata di sedici anni.

La mossa arriva in un momento di forte tensione commerciale: secondo quanto riportato da Al Jazeera, i negoziati bilaterali tra Canada e Stati Uniti erano di fatto congelati dalla fine del 2025. Una situazione di stallo che aveva generato incertezza per le imprese dei tre Paesi e alimentato timori di nuove guerre tariffarie tra i vicini nordamericani.

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Cos’è il USMCA e perché è importante

Per capire la portata della notizia, è utile fare un passo indietro. Il USMCA (United States-Mexico-Canada Agreement) è l’accordo commerciale che nel 2020 ha sostituito il vecchio NAFTA, in vigore dal 1994. Disciplina un mercato da oltre 1.300 miliardi di dollari di scambi annui e rappresenta il principale quadro normativo per il commercio tra le tre più grandi economie dell’America del Nord.

L’accordo prevede una clausola di revisione ogni sei anni: la prima finestra si aprirà nel 2026, proprio l’anno in corso. I governi hanno quindi la facoltà di rinegoziarlo, modificarlo o, in extremis, abbandonarlo. È in questo contesto che si inserisce la lettera di LeBlanc.

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La proposta canadese: 16 anni di stabilità

Ottawa propone un rinnovo lungo – sedici anni – che garantirebbe stabilità agli investitori e alle catene di fornitura integrate tra i tre Paesi. La richiesta include anche l’avvio di discussioni settoriali sulle tariffe, lasciando intendere che il Canada intende affrontare in modo strutturato le controversie aperte, in particolare quelle con gli Stati Uniti.

La tempistica è però politicamente delicata. L’amministrazione americana, nel corso degli ultimi mesi, ha più volte minacciato o applicato dazi su prodotti canadesi, in particolare acciaio, alluminio e prodotti agricoli. Le trattative si erano arenate, secondo le fonti, a fine 2025, senza che fosse fissata una data per la ripresa.

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Perché questa vicenda riguarda anche l’Italia e l’Europa

A prima vista, potrebbe sembrare una questione esclusivamente nordamericana. Ma gli scambi commerciali transatlantici sono profondamente interconnessi: ciò che accade tra Washington, Ottawa e Città del Messico ha ricadute dirette sulle catene produttive globali, sui prezzi delle materie prime e sulle politiche tariffarie che l’Europa – e l’Italia in particolare – si trovano ad affrontare.

Un eventuale deterioramento del USMCA, con nuove tariffe tra i Paesi firmatari, potrebbe ridisegnare i flussi commerciali mondiali, con effetti sulle esportazioni europee negli Stati Uniti e sui costi di importazione. L’Italia, tra i principali esportatori europei verso il mercato americano in settori come la meccanica, l’agroalimentare e il lusso, non è immune da questi scenari.

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I prossimi passi

L’avvio formale della procedura di revisione del USMCA apre ora una fase negoziale il cui esito è tutt’altro che scontato. La risposta dell’amministrazione americana – e del Messico – alla proposta canadese sarà decisiva per capire se si andrà verso un rinnovo o verso una rinegoziazione più conflittuale dell’accordo.

Stando a quanto emerso finora, non è ancora noto quando i tre Paesi si siederanno formalmente al tavolo. La questione resta aperta e i prossimi mesi saranno cruciali per il futuro del più grande blocco commerciale del continente americano.


Fonti:

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