— 📻 Radio Byoblu 3.0 Iscriviti alla newsletter✉ Newsletter ♥ Sostieni
Il primo blog di informazione indipendente
Ultim'ora
Iscriviti alla newsletter✉ Newsletter byoblu [3.0]
Cronaca

Caso Minetti: Travaglio contro la Procura di Milano, «ci accusate di falso, è diffamazione»

Il direttore del Fatto Quotidiano replica alle smentite dei magistrati e minaccia querela. La vicenda della grazia presidenziale torna al centro del dibattito.
Byoblu·05 giugno 2026
Cronaca — Byoblu
🔊 Ascolta l’articolo

Lo scontro tra Il Fatto Quotidiano e la Procura Generale di Milano si infiamma ulteriormente. Nel corso della trasmissione Otto e Mezzo su La7, nella serata di mercoledì 4 giugno, il direttore del quotidiano Marco Travaglio ha risposto duramente alle valutazioni dei magistrati milanesi, che avevano definito non veritieri alcuni dei reportage pubblicati dal giornale sulla grazia presidenziale concessa a Nicole Minetti.

«La Procura Generale non può accusare Il Fatto Quotidiano di falso», ha dichiarato Travaglio in diretta, «è diffamazione. Non possono farlo perché non hanno sentito le persone che abbiamo sentito noi. Se la rimangino e ci chiedano scusa, altrimenti li denunciamo».

Il nodo del contendere: la grazia e le testimonianze

Al centro della disputa vi è la grazia concessa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’ex consigliera regionale lombarda Nicole Minetti, già condannata in via definitiva nel filone processuali legato al cosiddetto caso Ruby. Il Fatto Quotidiano aveva pubblicato nei giorni scorsi una serie di inchieste basate su testimonianze raccolte in Uruguay, dove Minetti risiede, che secondo la testata smentirebbero i presupposti alla base del provvedimento di clemenza.

La Procura Generale di Milano, investita della verifica sulla vicenda, avrebbe invece bollato come inattendibili alcune di quelle testimonianze — in particolare un’intervista a una massaggiatrice che lavorava presso l’abitazione di Floriano Cipriani — citando indagini difensive che ne contestano la veridicità.

Travaglio ha replicato con una metafora pungente: «È come affidare la valutazione del vino all’oste stesso. Le indagini difensive sono condotte dagli avvocati della Minetti, con testimoni trovati dagli avvocati della Minetti».

Due presupposti contestati

Secondo il direttore del Fatto, i due elementi che avrebbero giustificato la grazia non troverebbero riscontro nella realtà: il primo riguarda la presunta redenzione della condannata e il cambiamento della sua vita; il secondo si riferisce all’urgenza medica di un bambino malato che avrebbe necessitato di trasferirsi in un ospedale estero, la cui cura sarebbe stata a rischio se a Minetti fossero stati tolti i documenti di viaggio nell’ambito dei provvedimenti accessori della condanna.

«Continueremo a documentare che quei presupposti non esistono», ha annunciato Travaglio, precisando che il giornale ha un inviato in Uruguay e intende proseguire l’attività di inchiesta.

La risposta alla richiesta di risarcimento

Nel frattempo, Nicole Minetti e Floriano Cipriani avrebbero avanzato una richiesta di risarcimento danni nei confronti del quotidiano per una somma pari a 250 milioni di euro, stando a quanto riferito dallo stesso Travaglio. Il direttore ha minimizzato la portata della pretesa: «Chi fa richieste di soldi per liti temerarie di solito non li incassa, ma li sborsa». Ha poi annunciato di voler avviare a sua volta un’azione legale per diffamazione nei confronti di chi, a suo dire, ha leso la reputazione del giornale.

Il ruolo del Quirinale e la chiusura istituzionale

Secondo quanto riportato da Adnkronos, la Procura Generale di Milano avrebbe formalmente dichiarato chiuso il caso «per quanto riguarda le competenze del presidente della Repubblica, del ministero della Giustizia e della procura generale di Milano».

Travaglio, commentando la posizione del Capo dello Stato, ha affermato che Mattarella sarebbe venuto a conoscenza dei reportage del Fatto ma avrebbe scelto di affidarsi alle conclusioni della Procura Generale, tra l’altro affidata allo stesso magistrato che si era già occupato del fascicolo in precedenza. Il direttore ha osservato che, alla luce della recente riforma sulla separazione delle carriere in magistratura, sarebbe stato opportuno affidare la verifica a un magistrato diverso.

—

La vicenda resta aperta sul piano giornalistico e potenzialmente anche su quello giudiziario, con il giornale che annuncia nuovi sviluppi dalla sua inchiesta in Uruguay. Le posizioni delle parti — Procura Generale, difesa di Minetti e redazione del Fatto Quotidiano — restano al momento nettamente contrapposte.

📻 RADIO Caricamento…