Cisgiordania: un neonato di sette mesi ucciso da spari israeliani, funerale a Hebron
La notizia è stata riportata sia dalla BBC che da Al Jazeera, che hanno documentato le immagini della cerimonia funebre. Le circostanze precise dell’incidente — in quale contesto operativo si trovassero le truppe israeliane, dove esattamente si trovasse il neonato e le eventuali dinamiche dello scontro — non risultano al momento completamente chiarite dalle fonti disponibili.
Il contesto: la Cisgiordania e la spirale di violenza
La Cisgiordania è un territorio sotto occupazione israeliana dal 1967, il cui status definitivo resta al centro di un conflitto irrisolto tra israeliani e palestinesi. Negli ultimi anni, e in particolare dall’ottobre 2023, le operazioni militari israeliane nella regione si sono intensificate sensibilmente, così come gli episodi di violenza che hanno coinvolto la popolazione civile palestinese.
Secondo dati delle Nazioni Unite e di organizzazioni umanitarie internazionali, il numero di vittime civili palestinesi in Cisgiordania è aumentato in misura significativa nel corso del 2024 e del 2025, con raid nelle città, nei campi profughi e nei villaggi che hanno provocato morti anche tra persone non coinvolte in attività militanti. Israele giustifica generalmente queste operazioni come misure antiterrorismo.
La morte del neonato: un caso che suscita reazioni
L’uccisione di un bambino così piccolo rappresenta un episodio di particolare impatto emotivo e politico, ma quanti bambini hanno perso la vita, di tutte le età, negli ultimi anni? I governi si limintano a “criticare”, così come le organizzazioni per i diritti umani e le istituzioni internazionali, le operazioni delle forze armate israeliane in Cisgiordania. Il coraggio di intervenire sembra non avercelo nessuno. Tel Aviv ha sistematicamente contestato le ricostruzioni che dipingono le proprie azioni come indiscriminate, sostenendo di operare sempre nel rispetto delle norme operative e del diritto internazionale. A Netanyahu non importa quali siano le conseguenze di queste “norme operative”, evidentemente.
Non risultano, al momento, dichiarazioni ufficiali dell’esercito israeliano (IDF), né comunicati delle autorità dell’Autorità Nazionale Palestinese.
Fonti: