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Cronaca

Coldiretti in piazza in 13 città: «Fermiamo i trafficanti di olio e grano»

Migliaia di agricoltori davanti alle Prefetture di tutta Italia contro speculazioni, frodi e importazioni opache che devastano i prezzi alla produzione.
Byoblu·10 giugno 2026
Cronaca — Byoblu
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Nella mattinata di martedì 10 giugno 2026, migliaia di agricoltori di Coldiretti hanno presidiato le Prefetture di tredici capoluoghi di regione italiani — da Roma a Bologna, da Bari a Firenze, da Cosenza a Palermo, fino a Cagliari, Pescara, Ancona, Perugia, Campobasso, Potenza e Napoli — per chiedere con forza un intervento istituzionale contro quello che l’organizzazione definisce un sistema di «trafficanti» che sta affossando due pilastri del Made in Italy: l’olio extravergine d’oliva e il grano duro.

In ogni città una delegazione è stata ricevuta dal prefetto locale, al quale è stato consegnato un documento con richieste precise e urgenti. La mobilitazione, coordinata a livello nazionale, fotografa una crisi che tocca al contempo la sopravvivenza delle imprese agricole e la tutela della salute dei consumatori.

I numeri di una crisi che non quadra

A rendere la situazione particolarmente grave sono i dati che Coldiretti porta a sostegno delle proprie denunce. Per l’olio extravergine d’oliva, nella campagna 2025/2026 l’Italia ha prodotto circa 234 milioni di litri, mentre le importazioni hanno raggiunto i 545 milioni di litri a fronte di consumi interni attorno ai 460 milioni. Secondo l’organizzazione, i conti non tornano: qualcuno starebbe sistematicamente camuffando l’origine del prodotto, sfruttando le norme doganali sull’«ultima trasformazione sostanziale» per spacciare olio estero come italiano. Nell’ultimo anno, secondo i dati del Centro studi Divulga citati da Coldiretti, il prezzo dell’extravergine è crollato del 50%, mentre i costi di produzione sono aumentati di oltre 200 euro per ettaro.

Non va meglio sul fronte del grano duro. In Sicilia, proprio in queste ore di trebbiatura, si registrerebbero — stando a quanto denuncia Coldiretti — offerte di acquisto a soli 19 centesimi al chilo. Un prezzo che la stessa organizzazione definisce «un insulto intollerabile», specie se confrontato con i 2 euro al chilo della pasta e i 3 euro del pane al dettaglio. A preoccupare è anche l’arrivo continuativo di navi cariche di grano trattato con glifosate, diserbante vietato in Europa ma ancora in uso in paesi come il Canada.

Le voci dal territorio

«L’agricoltura italiana non può essere lasciata sola di fronte all’azione di trafficanti e speculatori che alterano il mercato», ha dichiarato Luca Cotti, presidente di Coldiretti Emilia Romagna, dove oltre 500 agricoltori si sono radunati davanti alla Prefettura di Bologna. In Toscana, una delegazione proveniente da tutta la regione ha manifestato davanti alla Prefettura di Firenze. «Vediamo ogni giorno sulle nostre tavole pasta e olio, ma i nostri agricoltori sono in totale crisi», ha sottolineato Letizia Cesani, presidente di Coldiretti Toscana, denunciando una «stortura nella filiera produttiva» che impedisce ai produttori di coprire anche solo i costi di produzione.

Da Bari, il presidente di Coldiretti Puglia Alfonso Cavallo ha ribadito che «importazioni senza adeguate garanzie, frodi e pratiche sleali continuano a deprimere i prezzi riconosciuti agli agricoltori, mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese agricole». In Campania, il direttore regionale Salvatore Loffreda ha parlato di «vergognosi tentativi» di strangolare le aziende, mentre a Cosenza la protesta si è accompagnata alla richiesta di uno stanziamento immediato di 40 milioni di euro per abbattere i costi nei contratti di filiera.

Le proposte: tecnologia e norme più severe

Coldiretti non si è limitata a protestare: nel documento consegnato ai prefetti sono contenute proposte concrete. Sul fronte dell’olio, l’organizzazione chiede l’utilizzo della risonanza magnetica e della mappatura isotopica come strumenti di certificazione dell’origine, con valore di prova in sede giudiziaria; lo stop alle vendite sottocosto; il divieto di miscelare extravergine con oli di qualità inferiore o trattati termicamente; la sospensione dell’import a dazio zero dalla Tunisia; e la fatturazione obbligatoria delle olive per garantire la tracciabilità completa della filiera.

Per il grano, si chiede invece l’applicazione della Legge Caselli contro l’agropirateria, controlli capillari sull’origine lungo l’intera filiera e il blocco delle importazioni da paesi che utilizzano il glifosate, vietato in Europa. In entrambi i settori, viene ribadita la necessità di applicare con rigore la normativa già vigente contro le pratiche commerciali sleali.

Una battaglia che riguarda tutti

Coldiretti insiste su un punto politicamente rilevante: olio extravergine e grano duro italiani dovrebbero essere garantiti in tutte le mense pubbliche — scuole e ospedali in primis — come scelta di salute pubblica e sostegno alle filiere nazionali. La mobilitazione di oggi non è un punto di arrivo, ma, secondo l’organizzazione, l’avvio di una pressione continuativa sulle istituzioni affinché gli strumenti normativi già disponibili vengano finalmente messi in pratica.

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