ColtivaItalia è legge: oltre 1 miliardo e 100 milioni di interventi per rafforzare il mondo agricolo italiano. Soddisfatto Lollobrigida.

Il Senato ha approvato oggi in via definitiva il disegno di legge ColtivaItalia, che diventa così legge dello Stato. Il voto finale ha registrato 73 sì, nessun contrario e 64 astenuti. Le opposizioni hanno scelto di non sostenere il provvedimento, senza però votargli contro. Secondo il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, la legge mette a disposizione oltre 1,1 miliardi di euro per il settore agricolo.
ColtivaItalia, il peso politico delle 64 astensioni
Il dato politico sta nei numeri. I favorevoli superano gli astenuti di appena nove voti: 73 contro 64. L’assenza di voti contrari, che la maggioranza rivendica, va letta insieme a questa seconda cifra.
In un voto finale su una legge di spesa per l’agricoltura, l’astensione rappresenta una presa di distanza. Quasi la metà dei senatori che hanno partecipato al voto ha negato il proprio sostegno al testo, pur evitando un rigetto esplicito. Le opposizioni hanno così evitato lo scontro frontale su un tema sensibile per il mondo rurale, lasciando al centrodestra la piena paternità del provvedimento.
Lollobrigida: «oltre un miliardo e cento milioni per il mondo agricolo»
Il ministro ha commentato l’approvazione in un punto stampa a Palazzo Madama. «Il Senato della Repubblica ha approvato senza nessun voto contrario il Coltiva Italia, una proposta che avevo presentato nel 2025, oltre un miliardo e cento milioni di interventi per rafforzare il mondo agricolo italiano», ha dichiarato Lollobrigida.
Obiettivo della legge, nelle sue parole, è rendere il settore «più forte in termini strutturali», «intervenire sulle criticità» e aiutare l’Italia «a essere garantita nelle sue produzioni di alta qualità e poterle mettere a disposizione dei suoi cittadini e del mondo».
Legge ColtivaItalia, a cosa serve il miliardo
Le parole del ministro indicano finalità generali: rafforzamento strutturale, risposta alle criticità, tutela delle produzioni di qualità. Sono formule ampie, e il giudizio sulla legge dipenderà dalla loro traduzione in misure concrete: quali voci di spesa, con quali tempi, verso quali imprese.
Una cifra superiore al miliardo, distribuita in un settore frammentato in un numero molto elevato di aziende, produce effetti diversi a seconda della destinazione. Finanziare investimenti in macchinari e infrastrutture è cosa diversa dal sostenere il reddito degli agricoltori o dal creare strumenti per gestire le crisi di mercato. La ripartizione delle risorse tra queste voci è il dato che permetterà di misurare la portata reale del provvedimento.
Agricoltura in crisi, il nodo dei prezzi all’origine
Le denunce arrivate nei mesi scorsi dalle campagne riguardano soprattutto il sottoprezzo: prodotti pagati agli agricoltori meno dei costi di produzione, mentre il prezzo al consumo resta elevato. Coldiretti ha più volte puntato il dito contro le speculazioni lungo la filiera e contro i rincari che erodono i margini delle aziende.
In Calabria il Movimento Territorio e Agricoltura ha portato in piazza richieste precise: ristori a fondo perduto, un tetto al prezzo, la modifica del decreto 198, la norma sulle pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare, e interventi contro i danni causati dalla fauna selvatica.
Il confronto tra la legge e queste richieste è sintetizzato dunque in un intervento pensato per rafforzare la struttura produttiva agisce sul medio periodo. Le proteste chiedono invece risposte sul prezzo pagato oggi al produttore e sui rapporti di forza con la grande distribuzione. Le due esigenze possono convivere, ma richiedono strumenti diversi. Sarà la destinazione concreta dei fondi a stabilire quanta parte di ColtivaItalia risponde alla prima e quanta alla seconda.
Con il via libera di Palazzo Madama il testo deve ora essere promulgato da parte del Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Da quel momento il banco di prova diventa l’attuazione: i tempi e le modalità con cui il miliardo e cento milioni raggiungerà effettivamente le aziende agricole.