Ecco il Decreto Sicurezza: fino a 12 anni di reclusione, multe anche ai genitori, risarcimenti e l’esercito.
Il Consiglio dei Ministri n. 193, riunito oggi a Palazzo Chigi, ha approvato un decreto-legge su sicurezza pubblica, criminalità minorile e gestione delle manifestazioni. Nella conferenza stampa successiva, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi hanno illustrato gli otto articoli del testo. Le misure principali sono quattro: la presunzione di imputabilità per i ragazzi tra i 14 e i 18 anni, un nuovo reato di violenza organizzata nei cortei, sanzioni a carico dei genitori e l’invio di 500 militari a Milano. Il provvedimento segue i recenti disordini nel capoluogo lombardo. Secondo il Viminale, circa l’80% dei fermati in quelle giornate era minorenne.
Decreto sicurezza, le norme penali illustrate da Nordio
Nordio ha aperto con una premessa. Secondo il ministro, le nuove norme lasciano intatti la libertà di pensiero e il diritto a manifestare, garantiti dalla Costituzione, e si limitano a fissare in modo rigoroso il confine oltre il quale scatta la repressione della violenza. I primi quattro articoli sono di competenza del suo dicastero.
Il primo riguarda l’imputabilità dei minori. Oggi il codice penale prevede che il ragazzo tra i 14 e i 18 anni risponda di un reato solo se il giudice accerta, caso per caso, la sua capacità di intendere e di volere. Il decreto introduce una presunzione di imputabilità per questa fascia d’età. La norma era già all’esame del Parlamento in un disegno di legge ordinario. Con il decreto entra in vigore subito.
Il secondo articolo crea una fattispecie autonoma di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Riguarda i gruppi di almeno cinque persone che usano bastoni, mazze, oggetti contundenti o artifici pirotecnici mettendo in pericolo l’incolumità pubblica. La pena va da 2 a 5 anni di reclusione. Per chi promuove o organizza l’azione o il gruppo, anche attraverso strumenti digitali e social network, la pena sale da 4 a 12 anni.
Il terzo articolo coordina e inasprisce le sanzioni per i danneggiamenti che colpiscono infrastrutture energetiche, trasporti e servizi di pubblica utilità.
Il quarto estende l’arresto in flagranza differita ai contesti di disordine pubblico. Si tratta dell’istituto che consente di arrestare una persona anche dopo il fatto, sulla base di immagini che ne documentano la condotta. Per gli scenari con decine di arresti simultanei, il testo prevede inoltre una corsia d’urgenza. I capi degli uffici giudiziari potranno chiedere l’applicazione di altri magistrati senza il passaggio ordinario davanti al Consiglio giudiziario. Lo scopo è rispettare i termini di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari (Gip).
Minori e genitori, le misure di Piantedosi
Piantedosi ha illustrato gli articoli dal 5 all’8, dedicati alla parte amministrativa e di ordine pubblico.
L’articolo 5 introduce una sanzione da 500 a 1.000 euro per i genitori dei minori, anche non imputabili, che commettono reati o illeciti in contesti urbani. In caso di recidiva l’importo può raddoppiare. Il testo prevede anche una procedura accelerata, con ingiunzione di pagamento, per il risarcimento dei danni a beni pubblici o privati.
L’articolo 6 estende ai ragazzi tra i 14 e i 18 anni l’avviso orale del questore e il divieto di stazionamento, noto come Daspo urbano. Le misure si applicano a chi abbia tenuto comportamenti minacciosi o molesti nei cinque anni precedenti.
L’articolo 7 allarga il fermo preventivo. Finora era legato alle manifestazioni convocate. Ora potrà essere applicato anche nei luoghi abitualmente frequentati da un elevato numero di persone.
L’articolo 8 assegna a Milano un contingente straordinario di 500 militari dell’operazione Strade Sicure, fino al 31 dicembre. I militari affiancheranno i servizi di pattugliamento e controllo coordinati dalla prefettura.
Militari a Milano e rapporti con il Quirinale
Alla domanda di un giornalista di Fanpage, Piantedosi ha escluso veti del Colle e ha parlato di un dialogo istituzionale regolare. Ha spiegato che il piano di impiego dei militari sarà definito dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Milano. Ha respinto l’ipotesi delle dimissioni e ha difeso l’operato delle forze dell’ordine, che a Milano hanno svolto circa 400 tra controlli e fermi ed eseguito 50 arresti. La successione dei decreti, secondo il ministro, risponde a un percorso organico portato avanti da un governo stabile.
Roberta Benvenuto, di Piazza Pulita, ha chiesto quale impatto avrà il fermo preventivo sui minori in termini di garanzie democratiche. Ha richiamato anche le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto su una presunta «guerra ibrida». Piantedosi ha negato qualsiasi deriva autoritaria. Ha descritto le misure come la risposta a un fenomeno senza precedenti, con una quota di minorenni che ha raggiunto l’80% dei fermati.
Sull’origine dei disordini il ministro si è mantenuto prudente. Ha detto che non sono emersi collegamenti strutturati con partiti o con le sigle antagoniste tradizionali. Ha aggiunto però che dietro l’apparente spontaneità si intravedono forme di coordinamento da seguire con attenzione, e che le valutazioni investigative restano aperte.
Decreto-legge sicurezza, i prossimi passaggi
Dopo l’emanazione da parte del presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, le norme entreranno in vigore. Il Parlamento avrà poi 60 giorni per convertire il decreto in legge. In quella sede saranno discusse soprattutto la presunzione di imputabilità, che passa dall’iter ordinario alla decretazione d’urgenza, e l’estensione del fermo preventivo ai minorenni. A Milano, intanto, il Comitato provinciale dovrà stabilire compiti e zone di impiego dei 500 militari.