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Esteri

Corte Suprema: Trump non può licenziare Lisa Cook dalla Fed

La Corte Suprema USA blocca Trump: Lisa Cook resta alla Fed. Ma i giudici ampliano i poteri presidenziali sulle altre agenzie indipendenti, rovesciando un precedente del 1935.
Byoblu·29 giugno 2026
Esteri — Byoblu

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso oggi due sentenze di portata storica sull’esercizio del potere esecutivo: da un lato ha bloccato il tentativo del presidente Donald Trump di rimuovere Lisa Cook, governatrice della Federal Reserve; dall’altro ha esteso la facoltà presidenziale di licenziare i componenti di altre agenzie federali indipendenti, abbattendo una protezione in vigore dal 1935. Entrambe le opinioni di maggioranza sono state redatte dal presidente della Corte, il giudice capo John Roberts.

Il caso Cook: la Fed è un’eccezione

Il primo provvedimento, approvato con cinque voti contro quattro, ha consentito a Cook di restare in carica mentre prosegue il suo ricorso giudiziario contro la decisione di Trump di licenziarla.

Il giudice Roberts ha sottolineato che accettare le tesi dell’amministrazione avrebbe trasformato la protezione «for cause» — prevista dal Federal Reserve Act del 1913, prevista dal Federal Reserve Act, che consente la rimozione di un governatore solo “for cause”, cioè non per mera volontà politica del presidente — in un incarico revocabile a piacimento del presidente. Tale interpretazione, ha scritto il giudice capo, sarebbe «in contrasto con la legge approvata dal Congresso e con la tradizione della nostra nazione di una banca centrale protetta dall’interferenza politica».

La Corte ha inoltre rilevato che Cook non ha ricevuto le garanzie procedurali minime previste dalla legge: avrebbe avuto diritto a conoscere le prove a suo carico, a poter rispondere e a essere informata di una scadenza entro cui farlo. La sua rimozione, pertanto, è stata dichiarata «erronea e nulla» sin dall’inizio.

Trump aveva motivato il licenziamento — avvenuto nel tardo agosto 2025 — con presunte irregolarità commesse da Cook su documenti ipotecari relativi a due immobili, prima della sua nomina da parte del presidente Biden nel 2022. Cook ha sempre negato ogni addebito e non è mai stata formalmente incriminata.

In una dichiarazione diffusa dopo la sentenza, Cook ha affermato che si sarebbe trattato di «un tentativo di rimuovermi con un pretesto fabbricato ad arte perché ho rifiutato di cedere alle pressioni politiche e ho continuato a fissare i tassi di interesse basandomi solo su ciò che avrebbe meglio servito il popolo americano».

Trump ha risposto su Truth Social annunciando che l’amministrazione adotterà «appropriate misure immediate» e ha lasciato intendere che tenterà nuovamente la via della rimozione. La Corte ha precisato che, qualora il presidente intenda procedere, Cook avrà diritto a essere ascoltata — anche solo per iscritto — prima di qualsiasi atto formale di licenziamento.

Il caso Slaughter: ampliati i poteri presidenziali sulle agenzie indipendenti

Nella seconda sentenza, più ampia nelle sue implicazioni, la Corte ha invece dato ragione a Trump con sei voti contro tre. Il caso riguardava Rebecca Kelly Slaughter, commissaria della Federal Trade Commission licenziata dal presidente nel marzo 2025 senza addurre specifiche motivazioni.

I giudici hanno rovesciato il precedente stabilito nel 1935 con la sentenza Humphrey’s Executor v. United States, che limitava la discrezionalità presidenziale nel rimuovere i componenti dell’FTC. Roberts ha scritto che i funzionari che esercitano poteri presidenziali devono essere soggetti alla revoca da parte del presidente, altrimenti il principio di responsabilità democratica verrebbe compromesso.

La decisione non riguarda solo l’FTC: la sua logica si applica a tutte le agenzie con strutture analoghe. La Corte aveva già consentito a Trump, con precedenti provvedimenti d’urgenza, di rimuovere senza causale componenti di organismi come il National Labor Relations Board, il Merit Systems Protection Board e la Consumer Product Safety Commission.

Il contesto: la battaglia per l’indipendenza della Fed

Per quanto riguarda la Fed, il caso Cook si inserisce in un confronto più ampio tra l’amministrazione Trump e la Federal Reserve, che dura da quando il presidente è rientrato alla Casa Bianca nel gennaio 2025. Trump ha più volte pubblicamente sollecitato tagli ai tassi di interesse e criticato la gestione del precedente presidente della Fed, Jerome Powell. Il Dipartimento di Giustizia aveva avviato un’indagine su Powell legata a lavori di ristrutturazione nella sede della banca centrale, poi abbandonata. Powell ha lasciato l’incarico di chairman a metà maggio 2026; al suo posto è subentrato Kevin Warsh, recentemente confermato dal Senato.

I mercati globali seguono con attenzione le vicende dell’istituto: nella storia della Fed, che ha 111 anni di vita, nessun presidente aveva mai tentato di rimuovere un governatore.

Prossimi sviluppi

La sentenza sul caso Cook non chiude definitivamente la questione: la Corte non si è pronunciata sul merito delle accuse nei confronti della governatrice, né ha stabilito se Trump abbia il potere di rimuoverla in via definitiva. Il caso tornerà ai gradi inferiori della giurisdizione per accertare i fatti. Trump ha già dichiarato di voler agire nuovamente, mentre la senatrice Elizabeth Warren ha esortato alla rimozione di Bill Pulte — nominato da Trump alla guida della Federal Housing Finance Agency e attuale direttore ad interim dell’intelligence nazionale — che aveva formulato le accuse originarie contro Cook.

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