Drone russo colpisce edificio civile in Romania: due feriti nel Paese NATO

Nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2026, un drone di fabbricazione russa ha colpito un edificio civile in Romania, causando il ferimento di due persone. L’episodio rappresenta un fatto di eccezionale gravità: la Romania è membro sia dell’Unione Europea sia della NATO, e un attacco — anche indiretto — sul suo territorio apre scenari geopolitici di notevole rilevanza.
Le circostanze precise dell’accaduto non sono ancora del tutto chiarite: non è ancora stato reso noto se si sia trattato di un colpo intenzionale o di un drone fuori controllo disperso durante operazioni belliche condotte nelle aree di confine ucraine. Rimane il dato oggettivo: un manufatto militare russo ha raggiunto suolo di un Paese alleato, ferendo due civili.
Le reazioni del governo italiano
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rilasciato una dichiarazione ufficiale nella mattinata del 29 maggio, definendo l’accaduto un «atto gravissimo» e sottolineando come la guerra in corso stia mettendo a rischio la sicurezza dell’intero continente europeo. Meloni ha espresso solidarietà alle persone ferite, al governo e al popolo romeno.
Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato di «intollerabile escalation» e ha condannato con fermezza quanto accaduto. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha a sua volta condannato l’episodio e ha rivolto la propria solidarietà al governo di Bucarest e alla ministra degli Esteri romena Oana Toiu, chiedendo che Mosca si impegni concretamente per la pace.
Von der Leyen: «Mosca ha superato un altro limite»
Anche la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha commentato l’accaduto, affermando che la Russia avrebbe «superato un altro limite». La reazione delle istituzioni comunitarie rispecchia un quadro di crescente preoccupazione per la tenuta della sicurezza ai confini orientali dell’Unione.
Un conflitto che si allarga oltre l’Ucraina
L’episodio va inserito in un contesto più ampio. Il conflitto ucraino — che dura ormai dal febbraio 2022, ma con radici geopolitiche ben più profonde legate all’espansione della NATO verso est e alle tensioni nel Donbas già dal 2014 — ha progressivamente assunto una dimensione che travalica i confini tra Russia e Ucraina. Non è la prima volta che droni e detriti bellici finiscono su territorio romeno o moldavo, ma l’episodio di questa notte sembra più diretto e significativo dei precedenti.
Mentre i governi occidentali reagiscono con toni di condanna, rimane aperta la questione di fondo: il conflitto non accenna a de-escalare, e nessuno dei principali attori internazionali sembra aver imboccato con decisione la strada del negoziato. Le pressioni militari si moltiplicano, le spese per gli armamenti crescono, ma una soluzione diplomatica appare sempre più lontana dall’agenda dei leader europei.
Prossimi sviluppi
Nelle prossime ore è attesa una riunione in sede NATO per valutare l’accaduto e la risposta dell’Alleanza. Bucarest potrebbe richiedere consultazioni urgenti ai sensi dell’articolo 4 del Trattato Atlantico, che prevede il diritto di ogni membro di richiedere consultazioni quando si ritiene minacciata la propria integrità territoriale. Se l’incidente venisse classificato come attacco deliberato, le implicazioni potrebbero essere ben più serie.