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Politica

Ebola: ecco le nuove regole per chi arriva dai paesi a rischio

La dottoressa di MSF resta in isolamento allo Spallanzani per 21 giorni. Meloni chiede all’UE un coordinamento rafforzato alle frontiere.
Byoblu·30 maggio 2026
Politica — Byoblu

Roma, 30 maggio 2026 — Il test per l’Ebola effettuato all’Istituto Spallanzani di Roma su una chirurga italiana di Medici Senza Frontiere, rientrata dalla Repubblica Democratica del Congo dopo essere entrata in contatto con pazienti positivi al virus, ha dato esito negativo. La professionista, che al momento non manifesta alcun sintomo, dovrà tuttavia restare in isolamento preventivo nella struttura ospedaliera romana per un periodo di 21 giorni, come previsto dai protocolli sanitari internazionali.

Il ministero della Salute ha ribadito che nel nostro Paese non esiste alcun allarme Ebola, precisando però che le attività di sorveglianza sanitaria proseguono in maniera continuativa. La notizia arriva mentre le autorità italiane stanno adottando una serie di misure preventive per gestire eventuali casi futuri legati all’epidemia in corso nella Repubblica Democratica del Congo.

Le misure preventive: l’ordinanza in Gazzetta Ufficiale

Nella giornata di oggi, 30 maggio, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale un’ordinanza che introduce nuove regole per chi arriva in Italia dai Paesi considerati a rischio. I viaggiatori provenienti da quelle aree saranno tenuti a compilare un modulo da consegnare alla ASL competente, mentre le compagnie aeree e gli altri vettori avranno l’obbligo di informare i passeggeri sulle procedure da seguire.

L’annuncio era stato anticipato nella mattinata di ieri da Maria Rosaria Campitiello, responsabile del dipartimento della Prevenzione, ricerca e emergenze sanitarie del ministero della Salute, intervenuta a Unomattina. Campitiello aveva spiegato che i nuovi documenti ministeriali puntano a chiarire le procedure di valutazione del rischio e a fornire indicazioni operative a operatori sanitari e Regioni, sottolineando però che tali misure «non devono innalzare il livello di paura o di allarme».

Meloni scrive a Bruxelles

Sul fronte politico-istituzionale, nella giornata di ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato una lettera ai vertici dell’Unione Europea, inclusa la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Nella missiva, stando a quanto riportato dalle fonti, Meloni avrebbe chiesto un «coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere» attraverso l’adozione di regole comuni per la gestione degli arrivi — tanto diretti quanto indiretti — dalle zone colpite dall’epidemia.

La richiesta di un intervento comunitario coordinato si inserisce nel dibattito più ampio sul ruolo dell’Europa nella gestione delle emergenze sanitarie transfrontaliere, tema su cui le posizioni dei diversi governi nazionali non sempre coincidono.

Un paziente guarito in Congo

Sul fronte internazionale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha comunicato ieri una notizia parzialmente positiva: nell’ambito dell’epidemia in corso nella Repubblica Democratica del Congo è stato registrato il primo caso di guarigione accertata da Ebola. Un segnale incoraggiante, anche se la situazione nell’area resta sotto stretta osservazione da parte delle autorità sanitarie globali.

Nei prossimi giorni si attende di conoscere l’eventuale risposta delle istituzioni europee alla richiesta avanzata da Meloni, mentre le autorità sanitarie italiane continueranno a monitorare la situazione sia sul territorio nazionale che nelle zone d’origine del virus.

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