Egitto: arrestato Tamer Hamouda, ex marito di Nessy Guerra

Una svolta significativa nella vicenda di Nessy Guerra, la cittadina italiana originaria di Sanremo condannata in Egitto per adulterio: nella giornata del 9 giugno 2026, Tamer Hamouda — l’ex marito italo-egiziano che aveva dato origine all’intera vicenda giudiziaria — è stato arrestato dalle autorità egiziane. La denuncia che ha portato all’arresto è partita dal console onorario d’Italia, che ha segnalato alle forze di sicurezza locali minacce e un tentativo di aggressione da parte dell’uomo.
È una notizia che, per una volta in questa storia lunga e dolorosa, segna un punto a favore della tutela dei diritti di una cittadina italiana all’estero. E il merito va riconosciuto apertamente: la rete diplomatica italiana, dal ministro degli Esteri Antonio Tajani fino all’ambasciata al Cairo e alla rete consolare attiva tra la capitale egiziana e Hurghada, ha lavorato con costanza e determinazione per proteggere Nessy Guerra e sua figlia.
Una storia che viene da lontano
Per capire il peso di questo arresto, occorre ripercorrere brevemente la vicenda. Nessy Guerra, madre di una bambina italo-egiziana di tre anni, si trovava bloccata in Egitto da anni a causa di un divieto di espatrio imposto dal tribunale egiziano sulla figlia, su richiesta dello stesso Hamouda. L’uomo aveva depositato alle autorità egiziane video intimi della donna — un atto qualificato come revenge porn — per farla accusare di adulterio, reato penale nell’ordinamento egiziano.
Il 19 febbraio scorso un tribunale egiziano aveva condannato Guerra a sei mesi di carcere. La corte d’appello ha successivamente confermato la sentenza, lasciando la donna in uno stato di terrore. “Ho paura di perdere la mia bambina. Ho paura di finire in prigione in Egitto”, aveva detto in lacrime in un video pubblicato su Instagram dopo la conferma della condanna. “Sta diventando insostenibile”, aveva aggiunto, rivolgendosi alle istituzioni italiane.
In Italia, nei confronti di Hamouda risultano aperti diversi procedimenti penali: per maltrattamenti, sottrazione di minore e revenge porn. L’uomo, secondo quanto riportato dalle fonti, era già stato condannato in Italia per stalking e violenza ai danni di un’altra donna.
La diplomazia italiana ha funzionato
Ciò che emerge con chiarezza da questa vicenda è che la pressione diplomatica italiana non è rimasta lettera morta. Il ministro Tajani aveva affrontato personalmente la questione con il suo omologo egiziano Badr Abdelatty, richiedendo il rispetto dei diritti della cittadina italiana e della minore. L’ambasciatore d’Italia al Cairo aveva portato il caso all’attenzione delle autorità locali in più occasioni. La Farnesina aveva garantito assistenza legale, economica e personale alla donna.
L’arresto di Hamouda, ottenuto grazie alla denuncia diretta del console onorario d’Italia, dimostra che questa rete di protezione ha funzionato. Non è la soluzione definitiva di una vicenda che resta complessa — la condanna di Guerra è ancora in piedi e la bambina non può ancora lasciare il paese — ma rappresenta un segnale concreto che la tutela dei cittadini italiani all’estero può tradursi in atti efficaci, quando portata avanti con metodo e determinazione.
Nei prossimi giorni si attendono aggiornamenti sulla posizione giudiziaria di Hamouda in Egitto e sull’eventuale impatto del suo arresto sulle procedure di affidamento della bambina e sulla situazione processuale di Nessy Guerra.